Default Grecia, Tsipras si prepara a trattare con l’UE

In Grecia fervono i lavori per presentare un pacchetto di riforme ai creditori e riaprire le trattative entro venerdì: al vaglio misure da 12 miliardi di euro in due anni.

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    Un lungo applauso, deputati con i cartelli Oxi (no), ma anche qualche fischio hanno accolto Alexis Tsipras, all’assemblea plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Ad ascoltare il premier greco anche il presidente del Consiglio UE, Donald Tusk, e il presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker: il tempo stringe, ha ricordato proprio Tusk prima dell’intervento del premier greco, perché l’accordo va trovato entro domenica o la Grecia rischia di uscire dall’euro. Tsipras però non ci sta e punta il dito contro le politiche di austerità che hanno messo in ginocchio il paese. “La Grecia è stata un laboratorio sperimentale per l’austerity, ma l’esperimento è fallito”, chiarisce.

    Il primo ministero greco ringrazia di poter parlare al Parlamento europeo, “nel tempio della democrazia” ed è a questo che si appella da subito, riferendosi al referendum e la vittoria del no. È stato una “scelta coraggiosa del popolo greco, in condizioni senza precedenti, non è una scelta di rottura con l’Europa ma è la scelta di tornare ai valori che stanno alla base dell’Unione” ed è per questo che chiede “rispetto della scelta del popolo”, senza per questo auspicare l’uscita della Grecia dall’euro.

    La Grecia è stata cavia di un esperimento di austerità che non è riuscito, questo dobbiamo dircelo”, ribadisce Tsipras che ricorda come la “capacità di resistenza” del paese è finita.

    Tsipra poi ha attaccato anche lo stesso piano di aiuti, ricordando che “i fondi dei creditori europei sono andati alle banche e non al popolo greco”. Ora tocca all’Europa fare la sua parte: “L’Ue sia democratica o non sopravviverà”.

    Tsipras contro Junker

    Il discorso di Tsipras ha scatenato un acceso dibattito nelle fila del Parlamento europeo, tra i sostenitori delle richieste greche e chi ne ha denunciato le lentezze e le mancate riforme. Lo scontro è stato tra due visioni della questione greca: se per il presidente del gruppo dei socialisti europei, Gianni Pittella, il PSE “non accetterà mai la Grexit e un’Europa senza la Grecia”, Matteo Salvini ha ringraziato Tsipras per “aver mostrato il re nudo”.

    Subito dopo è stato lo stesso premier ellenico a prendere la parola nella replica. Parte delle riforme richieste saranno portate avanti, promette, anche perché “non c’è nessun piano segreto per uscire dall’euro“. Di contro, la Grecia chiede “un programma sostenibile per poter pagare i debiti e quando chiediamo una diminuzione del debito lo chiediamo per poter pagare i debiti futuri”. A chi ha parlato di solidarietà, ha ricordato che “il momento di massima solidarietà nella Ue è stato nel 1953 quando venne tagliato il 60% del debito tedesco, dopo la guerra”. Infine, una citazione sulla tragedia greca di cui molti parlano. “Io rispetto le norme che disciplinano l’eurozona. Sofocle ci ha insegnato che esiste un momento in cui il diritto degli uomini vale sopra la legge. Questo è uno di quei momenti”.

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    Il j’accuse di Juncker

    A lui ha risposto il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che contesta alla Grecia di aver lasciato il tavolo delle trattative. “Senza l’interruzione dei negoziati avremmo raggiunto un’intesa: la Commissione Barroso non ha mai svolto confronti diretti come abbiamo fatto noi. Prima erano i tecnocrati a trattare, oggi i commissari, compreso il presidente. Il referendum greco è stato insensato”, ha dichiarato. “La Commissione aveva proposto un programma pluriennale di prestiti per 35 miliardi di euro. È bene che si sappiano tutte le cose che sono state dette dietro quelle porte chiuse”.

    Il vertice

    Dopo la vittoria del no al referendum in Grecia, le istituzioni europee sono corse al riparo e hanno indetto un eurosummit nella serata di martedì 7 luglio. Le posizioni non sono mai state così lontane: la delusione delle istituzioni europee è palese e lo stesso presidente del Consiglio UE, Donald Tusk, ha messo le carte in tavola: la Grecia ha fino a domenica per trovare un accordo o non è esclusa la sua uscita dall’euro. “Siamo pronti a tutto, abbiamo già uno scenario che riguarda la Grexit. Abbiamo anche uno scenario che riguarda gli aiuti umanitari. E poi abbiamo anche uno scenario che riguarda la permanenza della Grecia nell’euro, che è quello che preferisco”, ha dichiarato il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker. Più positivo invece il giudizio di Alexis Tsipras che ha parlato di riforme credibili, sottolineando di avere dalla sua “la forte arma del verdetto del popolo greco” per avere “la prospettiva di una uscita definitiva dalla crisi”. Il punto cruciale è il debito: Atene chiede una sua ristrutturazione con un taglio del 30%, l’UE e il fronte dell’austerity non ne vuole sentire parlare.