NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Referendum Grecia 2015: le reazioni di tutti i leader europei

Referendum Grecia 2015: le reazioni di tutti i leader europei
da in Alexis Tsipras, Angela Merkel, Banca Centrale Europea, Euro, Europa, Germania, Grecia, Mondo, Unione Europea
Ultimo aggiornamento: Lunedì 06/07/2015 15:31

    Il referendum in Grecia ha sancito la vittoria del No al pacchetto di proposte delle autorità, dividendo anche i leader europei. A Bruxelles e in tutte le sedi istituzionali, si è sperato nel voto per il sì, ma la scelta di Atene è stata netta e chiara. Ora si apre una fase delicata per tutti, dal governo ellenico, alla Bce e al FMI, passando per l’Eurogruppo. Con le dimissioni di Yanis Varoufakis da ministro delle Finanze, Alexis Tsipras mette a segno un altro punto nella difficile partita delle trattative: perso il “falco” del no all’austerity, il premier punta a un nome più in linea con le sue politiche e richieste di negoziazione del debito. Il referendum ha lasciato molti dubbi e incertezze: i mercati hanno aperto in calo, in particolare Milano, mentre per le strade di Atene sono tornate le code ai bancomat, nella speranza che le banche riaprano al più presto con una nuova liquidità. Le reazioni dei diversi leader dimostrano il clima di incertezza dopo il voto.

    Soddisfatto il premier greco che ha subito commentato la vittoria del no. “Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata“, ha dichiarato. “Ora chiediamo un accordo per uscire dall’austerity. Vogliamo un’Europa della solidarietà. Il ‘no’ non è una rottura con l’Unione Europea“. Primo obiettivo è tornare al “tavolo negoziale per riportare alla normalità il sistema delle banche. Vogliamo continuare le trattative con un programma reale di riforme, ma con giustizia sociale“.

    Esce sconfitta la politica di austerità sostenuta dalla Germania di Angela Merkel. La cancelliera tedesca ha detto che “il voto greco va rispettato“, ma non ha mancato di esprimere il suo dissenso per la vittoria del no. “Tsipras sta mandando la Grecia contro un muro“, le sue parole. Più duro il suo vice Sigmar Gabriel che frena su nuovi negoziati, ora “difficilmente immaginabili“. “Tsipras e il suo governo stanno guidando la Grecia su un cammino senza speranza. Il premier greco ha buttato giù gli ultimi ponti per raggiungere un compromesso tra Grecia e Europa“, ha dichiarato. Il portavoce della Merkel ha aggiunto che tutto “dipende dalle proposte di Atene“, attese per il vertice UE convocato d’urgenza per il 7 luglio.

    Negativa anche la reazione del presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem. “Prendo atto del risultato del referendum greco, che è molto deplorevole per il futuro della Grecia. Per il risanamento dell’economia greca, sono inevitabili misure difficili e riforme. Ora aspetteremo le iniziative da parte delle autorità greche“, ha detto.

    Francois Hollande non ha parlato personalmente; il presidente francese ha sentito la Merkel per convocare un nuovo vertice UE, ma la Francia è apparsa la più aperta alla ripresa del dialogo. Il ministro delle Finanze Sapin ha dichiarato che “la liquidità alla Grecia non può essere ridotta” e che “l’uscita della Grecia dall’euro non è automatica. Dobbiamo rispettare il risultato del referendum greco, sebbene il voto non risolva nulla“.

    Alla fine anche Matteo Renzi ha commentato la vittoria del no al referendum in Grecia. Il premier italiano ha avuto un incontro con il ministro Pier Carlo Padoan e ha atteso alcune ore prima di prendere una posizione. Secondo il premier, ora la sfida riguarda le trattative che devono portare a una nuova politica votata alla crescita, altrimenti “l’Europa è finita”. “Ci sono due cantieri da affrontare rapidamente nelle capitali europee e a Bruxelles. Il primo riguarda la Grecia, un Paese che è in una condizione economica e sociale molto difficile. Gli incontri di domani dovranno indicare una via definitiva per risolvere questa emergenza“, ha dichiarato. “Il secondo – ancora più affascinante e complesso, ma non più rinviabile – è il cantiere dell’Europa. Da mesi stiamo insistendo per discutere non solo di austerity e bilanci, ma di crescita, infrastrutture, politiche comuni sulla migrazione, innovazione, ambiente. In una parola: politica, non solo parametri. Valori, non solo numeri. Se restiamo fermi, prigionieri di regolamenti e burocrazie, l’Europa è finita“. L’Italia, conclude, è pronta a prendere parte della nuova fase. “Ricostruire una Europa diversa non sarà facile, dopo ciò che è avvenuto negli ultimi anni. Ma questo è il momento giusto per provare a farlo, tutti insieme. L’Italia farà la sua parte“.

    Anche Mosca guarda alla Grecia dopo il referendum. A parlare è il portavoce di Vladimir Putin che spera in un “compromesso al più presto” con i creditori internazionale, auspicando che la proposta dell’aiuto finanziario arrivato dal Cremlino è rivolta ad Atene.

    Tra le prime autorità italiane a commentare il voto in Grecia, Sergio Mattarella ha parlato di “scenari inediti” a proposito della vittoria del no al referendum in Grecia. “I cittadini greci hanno preso, con il referendum, una decisione della quale occorre, in primo luogo, prendere atto con rispetto“, si legge nella nota emessa dal Quirinale. “Una decisione, tuttavia, che proietta, oltre ad Atene, la stessa Unione Europea verso scenari inediti, che richiederanno a tutti, sin d’ora, senso di responsabilità, lungimiranza e visione strategica“.

    A parlare, tramite Twitter, è stato Pier Carlo Padoan, uno dei più forti sostenitori del dialogo con la Grecia. Dopo il voto ha incontrato il premier Renzi, affidando al social network il suo pensiero. “L’Italia lavora da sempre per una Europa solidale e più integrata. Era vero ieri e lo sarà ancora domani. Regole condivise dai popoli europei servono a garantire stesso obiettivo: il benessere attraverso crescita economica e occupazione“, si legge sul suo profilo.

    A festeggiare la vittoria del no sono le opposizioni italiane, a partire dalla Lega Nord. Matteo Salvini ha commentato l’esito del referendum greco dai social network, scagliandosi contro il premier Renzi. “L’Europa deve cambiare trattati e moneta. Il no ha vinto: è uno schiaffone agli europirla che ci hanno portato alla fame“, ha dichiarato. “Sì a Nuova Europa fondata su rispetto dei Popoli. Renzi non se ne rende conto? Ruspa anche per lui!“, scrive su Twitter.

    A festeggiare è anche il leader di SEL, Nichi Vendola, in piazza ad Atene per la vittoria del no. “È la vittoria dei nemici dell’austerità. Si è aperta una crepa nel nuovo muro di Berlino. La Merkel e la Troika escono sconfitti. Matteo Renzi che ha giocato la parte peggiore, esce sconfitto. Esce vincitrice la democrazia ed esce la necessità di cambiare l’agenda di Bruxelles e mettere al centro i diritti delle persone“, ha dichiarato.

    1999

    PIÙ POPOLARI