Isis in guerra coi piccioni: ”Il loro volo offende l’islam”

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    Isis in guerra coi piccioni: ”Il loro volo offende l’islam”

    Uno degli obiettivi dei jihadisti dell’Isis sono i piccioni e coloro che li allevano. I motivi di questa lotta al volatile sono stati ampiamente spiegati in un recente documento firmato dallo Stato Islamico. Secondo gli estremisti islamici, il loro continuo volare mostrando le parti più intime sarebbe estremamente imbarazzate e offensivo per i musulmani: un vero e proprio atto criminale a cui porre fine subito, uccidendo i piccioni e ammazzando gli allevatori.

    L’Isis ha messo in moto una vera e propria macchina del terrore per fare cessare in tutto il territorio l’allevamento di piccioni, pratica molto usata tra la popolazione. La sua rete di spie e informatori è già attivata da tempo per terrorizzare la popolazione e assicurare che coloro che ignorano il divieto soffrano dure punizioni. E’ probabile che coloro che si faranno beffe del divieto saranno flagellati pubblicamente e multati di una somma considerevole. I recidivi potranno essere imprigionati in una delle celle delle famigerate prigioni di ISIS.

    Certo, messa così la notizia potrebbe essere considerata alla stregua della bufala di turno, ma c’è da dire anche che questo tipo di uccelli, i piccioni appunto, come molti di voi sapranno, sono ampiamente utilizzati per ”contrabbandare” piccoli oggetti e soprattutto mandare messaggi. Quindi il loro sterminio potrebbe essere semplicemente dovuto all’esigenza da parte dell’Isis di distruggere un possibile strumento di lotta dei nemici.

    Non dimentichiamo che a gennaio una quindicina di ragazzi furono arrestati nella provincia irachena orientale di Diyala, vicino a Baghdad proprio perché ”perdevano tempo” ad allevare i piccioni. Tre furono giustiziati sommariamente, gli altri furono multati con somme altissime. Abu Abdullah, un contadino, ha detto a NBC News che era riuscito a ottenere il denaro con un prestito da parte della famiglia. Altri avevano consegnato gioielli per ottenere la liberazione dei loro figli. Abdullah ha pure rivelato che suo figlio era stato picchiato duramente, perché gli allevatori di piccioni, secondo l’Islamic State ”non seguono il vero Islam, e devono essere puniti perché si allontanano dall’adorare Allah”.