Charlie Hebdo, dopo l’attentato si dimette il vignettista: ‘Un carico troppo pesante da portare’

Charlie Hebdo, dopo l’attentato si dimette il vignettista: ‘Un carico troppo pesante da portare’
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    Charlie Hebdo, dopo l’attentato si dimette il vignettista: ‘Un carico troppo pesante da portare’

    Rénald Luzier, in arte Luz, posa la penna: non sarà più uno dei vignettisti di punta della rivista Charlie Hebdo. 43 anni, scampato alla strage di gennaio scorso, Luz ha confermato che lascerà la redazione a settembre. «È una scelta molto difficile, ci è voluto del tempo. Ma riprendere il controllo di me stesso, ricostruirmi, è diventata una delle mie ossessioni», ha commentato in un’intervista a Libération.

    Era proprio lui l’autore della famosa copertina dei sopravvissuti all’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, quella che ritraeva una caricatura di Maometto che rimette i peccati e la scritta “Je suis Charlie”, pubblicata una settimana dopo la tragedia. «È tanto tempo che rifletto sulla mia partenza, dopo gli attentati abbiamo dovuto ricominciare presto, fare il numero verde», racconta Luz, «Poi, c’è stata la volontà collettiva di andare veloci. Anche se io avevo bisogno di tempo, ho seguito per solidarietà, per non lasciare gli altri da soli. Solo che a un certo punto, è stato un carico troppo pesante da portare».

    Dopo il trasferimento della sede di Charlie Hebdo in un ufficio di Libération, con il personale dimezzato, Rénald si è ritrovato a lavorare il doppio producendo due copertine su quattro e vivendo in una situazione colma di stress e pressione: «Passare notti insonni e convocare i morti, chiedersi cosa avrebbero fatto Charb, Cabu, Honoré e Tignous è massacrante», questa la triste affermazione del vignettista.

    La redazione è ormai segnata da una profonda spaccatura e nonostante Luz neghi il legame, l’annuncio del suo ritiro coincide con le polemiche riguardo alla collaboratrice franco-marocchina Zineb El Rhazoui, minacciata nei giorni scorsi di licenziamento per “grandi colpe”. Questo lunedì la redazione ha ritrattato le sue accuse nei confronti della donna, che si trova attualmente sotto scorta, affermando di non volerla cacciare via, probabilmente spinta anche dalle reazioni polemizzanti dei più quando sono venuti a conoscenza della questione.

    Non solo indignazione sulle scelte riguardo al personale, ma anche sui milioni di euro ricevuti dopo l’attacco terroristico: la somma totale di 4,3 milioni di euro cui il giornale ha rinunciato a favore delle vittime e dei loro cari, è stata derivata da 36 mila donatori di 84 Paesi diversi. Il direttore di Charlie Hebdo, Riss, e l’amministratore Eric Porheault, tengono a precisare che tutti quei soldi verranno versati alla “Cassa depositi e prestiti” e che la loro ripartizione verrà delegata ad una commissione di “saggi” designata su richiesta del giornale dal Ministro della Giustizia francese.

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