Terremoto Nepal, la terra trema ancora: nuova scossa di 7.4 a Kathmandu

Terremoto Nepal, la terra trema ancora: nuova scossa di 7.4 a Kathmandu
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Ultimo aggiornamento: Martedì 15/03/2016 18:42

    La terra continua a tremare in Nepal dove una nuova scossa di magnitudo 7.4 della scala Richter si è registrata nel paese a meno di un mese dal devastante sisma dello scorso 25 aprile. L’epicentro è stato localizzato a circa 83 chilometri a nord est dalla capitale Kathmandu, con una profondità di 19 km, ed è stato sentito fino in India, a New Delhi e in altre zone limitrofe. La scossa è durata per un minuto: i media pakistani hanno riportato che altre scosse di assestamento sono state chiaramente avvertite nei minuti successivi. Dalle prime conferme, la zona interessata è quella di Namche Bazar, città nei pressi del Monte Everest e del campo base: nella capitale, devastata dal terremoto di 7.8 centinaia di persone si sono riversate per strada dai pochi palazzi rimasti in piedi.

    Aumenta il tragico bilancio delle vittime del terremoto in Nepal. Gli ultimi numeri dichiarati parlano di 7.240 morti e 14.122 feriti, con oltre un milione senza casa. Si continua a scavare tra le macerie della capitale, Katmandu, e nelle zone circostanti. Un uomo è stato tratto in salvo dopo 82 ore trascorse sotto le macerie, costretto a bere la sua urina. Tre persone, di cui una di oltre cento anni, sono state estratte vive tra le macerie di un edificio nel distretto di Sindhupalchowk, 8 giorni dopo il devastante terremoto che ha colpito il Nepal. Lo riferisce il centro nazionale per le operazione di emergenza. Il portavoce del ministero dell’Interno aveva assicurato a Efe che esistevano “scarse possibilità di trovare qualcuno vivo” sotto le macerie, aggiungendo tuttavia che questo non avrebbe impedito alle squadre di salvataggio di proseguire le ricerche. Questo nuovo miracolo si unisce ad altri ritrovamenti avvenuti negli ultimi giorni. Sotto le macerie era stata trovata una 24enne, estratta viva dai resti di un edificio di Katmandu la sera di giovedì dalle squadre di Nepal, Israele e Norvegia dopo 128 ore passate intrappolata. Sempre giovedì un 15enne, Pemba Lama, era stato salvato dopo 120 ore sotto le macerie di un edificio di sette piani nella zona di Gongabu. Intanto il rappresentante delle Nazioni Unite, Jamie McGoldrick, ha segnalato difficoltà e ritardi alla dogana che stanno ostacolando le operazioni umanitarie. Scopri qui come aiutare le popolazioni del Nepal.

    Il sisma di violenza devastante che ha fatto registrare una scossa di magnitudo 7.8 con epicentro a 80 km nord-ovest dalla capitale del Paese, Katmandu, cui ne sono seguite altre superiori ai 4.5 gradi della scala Richter nel giro di 48 ore, ha causato una vera ecatombe. L’esercito locale è impegnato nelle operazioni soccorso, ostacolate dall’interruzione delle strade e della mancanza di comunicazione con diversi villaggi, soprattutto nelle zone dove si stima siano state distrutte dal sisma fino al 70% delle case. Vicino alla Capitale nepalese, il distretto di Sindhupalchowk è quello che ha registrato il maggior numero di vittime secondo il ministero dell’Interno Laxmi Dhakal. Si stima che questo sia il terremoto più grave mai avvenuto da 80 anni a questa parte in Nepal.

    Secondo ciò che ha dichiarato il primo ministro nepalese, la situazione sarebbe drammatica e lo Stato da solo non riesce a rispondere a tutti coloro che chiedono aiuti. Le operazioni di salvataggio starebbero proseguendo ovunque, ma è impossibile spesso dedicarsi contemporaneamente in più zone per la mancanza di equipaggiamenti ed esperti. Il primo ministro ha ammesso che le operazioni di soccorso non sono state efficaci, però ha rassicurato sul fatto che si sta facendo di tutto per accelerare i soccorsi e assistere i senzatetto. Da parte dei Paesi stranieri e da diverse organizzazioni umanitarie sono arrivati aiuti, però continua ad essere difficile la distribuzione dei generi di prima necessità e di medicine. Nelle strade della capitale si sono avuti anche i primi scontri, con la popolazione che ha protestato per la mancanza di aiuti immediati da parte del governo. A Katmandu manca tutto, dall’acqua alle tende per le migliaia di sfollati, ma ci sono ancora zone nel paese impossibili da raggiungere.

    (nella foto, Marco Pojer, Oskar Piazza e Renzo Benedetti) Fra i numerosi dispersi registrati finora i due speleologi italiani Giuseppe ‘Pino’ Antonini, 53 anni, di Ancona, e Giovanni ‘Nanni’ Pizzorni, 52 anni genovese esperto torrentista, che hanno preso parte alle operazioni di soccorso alpino al momento del sisma. Sono stati recuperati i corpi dei due connazionali, Renzo Benedetti e Marco Pojer, che stavano facendo trekking nella Rolwaling Valley e sono stati travolti da una frana. Ci sono altre due vittime italiane, due speleologi: Gigliola Mancinelli, di Ancona, e Oskar Piazza del Soccorso alpino Trentino Alto Adige. (nella foto, Gigliola Mancinelli) Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli si trovavano assieme. Il gruppo si trovava in un villaggio del Nepal per esplorare delle forre, ma aveva rinviato l’escursione a causa del maltempo. Piazza aveva sentito i suoi colleghi circa 3 giorni fa, mentre Gigliola Mancinelli, che aveva 51 anni, era anche medico anestesista al cardiologico Lancisi. Si sono salvati altri due italiani che facevano parte del gruppo: Giuseppe Antonini e Giovanni Pizzorni. Renzo Benedetti e Marco Pojer avevano deciso di portare dei medicinali ad un’anziana che conoscevano. Per questo avevano pensato di cambiare un po’ il loro percorso. I sopravvissuti hanno raccontato attimi tremendi: hanno sentito un boato e poi hanno visto una nube che scendeva spinta da un vento spaventoso. Sono stati investiti da una pioggia di pietre e neve. Sono queste le parole che hanno usato Iolanda Mattevi ed Attilio Dantone, che facevano parte del gruppo di alpinisti. Fiorella Fracassetti, 39enne di Bergamo a Katmandu per ricominciare una nuova vita in Nepal, fino a ieri risultava dispersa ma poi ha informato telefonicamente i genitori del suo stato di salute. Nessuna notizia purtroppo del 24enne veronese Giovanni Cipolla, l’ultimo contatto dello scalatore con la famiglia risale a poche ore prima del terremoto. - CHI ERANO LE QUATTRO VITTIME ITALIANE

    Un milione di bambini colpiti in Nepal

    13 le tonnellate di medicinali consegnate nella Capitale da una squadra di medici cinesi per sostenere il ricovero dei feriti. Interi villaggi stanno per essere evacuati e stanno arrivando aiuti internazionali da parte di Usa, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e soprattutto Australia. Ora si teme il rischio di diffusione epidemica, ci sono terremotati accampati vicino a depositi di rifiuti, senza accesso a cibi nutrienti ed acqua potabile. Le farmacie sono assediate dai bisognosi.

    In base a quanto ha detto l’Oms, occorrerebbero al più presto 5 milioni di dollari, per garantire una prima risposta umanitaria. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha spiegato che c’è la necessità di squadre di medici stranieri che possano operare in modo autosufficiente. D’altronde la situazione è disperata, perché, mentre l’esercito è impiegato nelle operazioni di soccorso, il numero delle vittime continua a crescere.

    Nepal, sale il bilancio delle vittime del terremoto

    Colpita anche una parte del Tibet al confine con la Cina, sono stati rilevati almeno 20 morti e 60 feriti. La zona è stata raggiunta in elicottero da un centinaio di soldati cinesi per i soccorsi. Si sono registrate vittime anche in India e Bangladesh. Oggi, alcuni negozi di Katmandu hanno riaperto e sembra sia possibile rifornirsi di pane oltre che beni di prima necessità. Infinite le code davanti alle pompe di benzina, in cui i prezzi sono al momento rimasti invariati. La questione telecomunicazioni rimane critica: non c’è connessione Internet, la corrente elettrica è instabile ed è molto difficile riuscire a telefonare.

    Terremoto in Nepal, crollano palazzi nella capitale

    Nella capitale del Paese i danni sono enormi. Sono crollati alcuni palazzi e in questa zona le principali vie di comunicazione sono state pesantemente danneggiate. Hanno riportato danni anche alcune famose piazze del Medioevo dove sorgono palazzi reali e templi.

    Le immagini terrificanti della valanga sull'Everest

    Purtroppo le conseguenze del terremoto nepalese non si fermano qui. Le violente scosse hanno provocato diverse valanghe sul monte Everest, che si sono abbattute sul campo base dei soccorsi alpini provocando 22 morti. L’elicotterista del soccorso alpino Maurizio Folini per la compagnia nepalese Fishtail Air, ha sorvolato Katmandu a bordo di un Airbus As350 diretto verso il campo degli alpinisti bloccati sul monte, a 6.500 metri, per occuparsi dei soccorsi.

    La Dharara Tower di Kathmandu, torre di origine ottocentesca patrimonio Unesco, è crollata dopo le forti scosse che hanno colpito la capitale nepalese. Sono almeno 180 i corpi senza vita che sono stati recuperati ai piedi della storica torre del XIX secolo andata distrutta. Non è ancora noto quante persone vi fossero all’interno e quante possano essere le vittime totali del crollo. I numeri dei morti stanno salendo di ora in ora. Della torre, che era alta 14 piani, resta in piedi solo un blocco di 10 metri. La torre, costruita nel 1832, era stata riaperta ai visitatori 10 anni fa e all’ottavo piano aveva un balcone utilizzato per vedere il panorama.

    Le riprese di un drone dopo il terremoto in Nepal

    Un drone, che ha sorvolato la capitale del Nepal, Katmandu, ha ripreso i quartieri in cui si è verificata la maggior parte dei crolli di palazzi e monumenti. Il filmato è stato poi mostrato dall’emittente televisiva britannica Sky News. Si vedono esattamente alcuni quartieri completamente distrutti. Sono visibili molte strade e infrastrutture danneggiate.

    Il pensiero del Papa dopo il terremoto in Nepal

    Papa Francesco ha rivolto il suo pensiero alle vittime del terremoto in Nepal nel corso dell’Angelus. Il Pontefice ha detto: “Desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni colpite da un forte terremoto in Nepal e nei Paesi confinanti. Prego per le vittime, per i feriti e per tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità. Abbiano il sostegno della solidarietà fraterna e preghiamo la Madonna perché le sia vicina”.

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