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Crisi in Grecia: una tassa sul lusso per le 500 famiglie più ricche

Crisi in Grecia: una tassa sul lusso per le 500 famiglie più ricche
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    Crisi in Grecia: una tassa sul lusso per le 500 famiglie più ricche


    Il Governo di Atene ha fatto la proposta di procedere ad un prelievo speciale sulle 500 famiglie più ricche della Grecia. Tutto questo avrebbe l’obiettivo di bloccare i prestiti da Bruxelles. Per il momento la situazione economica nel Paese non sembra delle migliori, perché l’unico modo che la Grecia ha di ottenere aiuti da parte dell’Unione Europea è quello di approvare un programma di riforme che sia adeguato. La situazione appare difficile, perché non ci sono stati passi avanti nel dialogo con gli altri membri dell’UE, per cui Atene sta cercando di risolvere il problema pensando a questa nuova proposta.

    L’idea è quella di operare un prelievo forzoso sui redditi più alti e di imporre una tassa sul lusso, che potrebbe comprendere automobili, case e viaggi. Contemporaneamente ci sarebbe la volontà di aumentare i controlli per la trasparenza fiscale.

    La crisi ad Atene è ancora una realtà. Mentre il Governo sta facendo di tutto, per cercare di trovare le soluzioni possibili, c’è chi versa ancora in condizioni drammatiche. L’esecutivo greco ha attivato nuovi strumenti per la trasparenza fiscale, come, ad esempio, il ricorso alla carta di credito per i pagamenti al Fisco superiori ai 70 euro.

    La Banca Centrale Europea, da parte propria, sta pensando a delle misure importanti. Ad esempio, si pensa anche ad uno sconto per le banche greche che potrebbero fare da garanti per i finanziamenti di emergenza.

    Non è facile per la Grecia accettare tutto questo, perché gli istituti di credito potrebbero trovarsi in crisi di liquidità. Atene ha varato un provvedimento per reintegrare 4.000 funzionari licenziati. Si tratta di agenti di polizia municipale, di bidelli, di impiegati pubblici e di insegnanti di istituti tecnici che prima erano stati messi in aspettativa e poi sono stati licenziati.

    L’austerity aveva imposto tagli pesanti: adesso si prevede l’integrazione di 6.000 persone che avrebbero ottenuto posti nella Pubblica Amministrazione attraverso un concorso. L’opposizione non si dichiara d’accordo con molti di questi provvedimenti, anche perché il Premier viene accusato di voler aumentare soltanto i ranghi dei funzionari pubblici, trascurando i lavoratori del settore privato.

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