Aereo caduto in Francia, Lubitz avrebbe provato la manovra dello schianto all’andata

Aereo caduto in Francia, Lubitz avrebbe provato la manovra dello schianto all’andata
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Ultimo aggiornamento: Sabato 20/02/2016 10:55

    Un nuovo tassello si aggiunge alla ricostruzione del tragico schianto dell’Airbus A320 della Germanwings sulle Alpi francesi provocato dal copilota Andreas Lubitz, che lo scorso 24 marzo costò la vita a 150 persone. Secondo la Bild, che cita il rapporto degli inquirenti francesi della Bea (Autorità per la sicurezza nel volo), Lubitz avrebbe provato la manovra della discesa già durante il volo d’andata poche ore prima della tragedia. Il rapporto, che sarà pubblicato a breve, parla di “una discesa controllata durata per diversi minuti e priva di alcuna giustificazione dal punto di vista aeronautico“. Tutto quindi sembra delineare il quadro della premeditazione da parte del copilota che, nel volo di ritorno da Barcellona a Dusseldorf, portò a compimento il suo folle progetto. LEGGI ANCHE: La dinamica e il recuperoTra le vittime 16 liceali e 2 cantanti liriciCos’è la scatola nera degli aerei

    Nuovi dettagli emergono sul disastro aereo del volo Germanwings e su Andreas Lubitz, il co-pilota ritenuto responsabile dello schianto. Secondo la stampa tedesca, in particolare L’Express di Colonia, Lubitz nei giorni precedenti alla tragedia avrebbe fatto delle ricerche online su lassativi o diuretici. Il dettaglio potrebbe così spiegare come mai il pilota, Patrick Sondheimer, sia andato in bagno a meno di un’ora dal decollo: il sospetto è che Lubitz abbia usato diuretici o lassativi per alterare il caffè del collega e costringerlo così ad assentarsi durante il volo che sarebbe dovuto essere di breve durata. L’indiscrezione, riportata anche dal Paris Match, fa pensare a un piano articolato nei minimi dettagli: Lubitz avrebbe architettato tutto per poter rimanere solo in cabina, allontanando il collega, e portare avanti il suo intento suicida-omicida, costato la vita ad altre 149 persone. Al momento il procuratore di Dusseldorf, Christoph Kumpa, non ha rilasciato commenti: se anche questo dettaglio venisse confermato, la tragedia dell’Airbus A320 avrebbe sempre più i toni di un dramma premeditato.

    L'aereo caduto in Francia è stato distrutto intenzionalmente

    Dalla seconda scatola nera è arrivata la conferma che Lubitz avrebbe fatto precipitare intenzionalmente l’aereo. Dai dati è emerso che il copilota avrebbe fatto scendere volontariamente l’Airbus e ne avrebbe aumentato la velocità. Andreas Lubitz, quindi, voleva uccidersi. L’esame della seconda scatola nera ha confermato l’azione di distruzione volontaria dell’apparecchio. A rendere conto di questa situazione è stato l’ufficio di inchieste e analisi sugli incidenti aerei. I dettagli suscitano clamore: dall’analisi è risultato che il copilota ha utilizzato l’autopilota per far scendere l’aereo di circa 30 metri e più volte nel corso della discesa avrebbe cambiato l’impostazione per aumentare la velocità del mezzo.

    Dalle indagini si è scoperto che Andreas Lubitz ha cercato sul web alcune informazioni sulle misure di sicurezza a bordo degli aerei. Su Google il copilota avrebbe cercato modi su come suicidarsi e su come barricarsi nella cabina di pilotaggio. A riferirlo sono stati i procuratori di Marsiglia. Nei giorni precedenti lo schianto aveva cercato queste informazioni in rete. Su un computer portatile ritrovato a casa di Lubitz sono emerse ricerche come “modi per commettere suicidio” e “porte della cabina di pilotaggio e loro misure di sicurezza”.

    Una passione per le Alpi che diventa una tremenda ossessione alla luce di quanto avvenuto. Dieter Wagner, un socio del club di Montabaur frequentato da Andreas Lubtiz, ha raccontato che ”Era ossessionato dalle Alpi”. Per tredici anni, dal 1997 al 2010, su quelle stesse montagne ha imparato a volare. Luitz avrebbe anche detto alla ex fidanzata 26enne: ”Un giorno tutto il mondo conoscerà il mio nome“, secondo quanto riportato il giornale tedesco Bild. ”Un giorno, farò qualcosa che cambierà tutto il sistema, e tutto il mondo conoscerà il mio nome e se ne ricorderà”. La donna ha ulteriormente ipotizzato: ”Se ha fatto quello che ha fatto, è perché ha capito che a causa dei suoi problemi di salute il suo grande sogno del lavoro per Lufthansa, di diventare capitano e pilota di lunga distanza, era praticamente irrealizzabile”. Racconta anche di essersi separata da Lubitz perché mostrava di avere segni di una personalità disturbata: ”Era sempre più evidente che aveva un problema. Nelle discussioni, crollava e mi urlava addosso”. La procura di Duesseldorf ha confermato il ritrovamento in una casa del copilota dei documenti medici che provano una malattia e un certificato per assenza dal lavoro proprio nel giorno del disastro. Lubitz avrebbe infatti nascosto la sua malattia alla compagnia aerea, stracciando anche alcuni documenti. Avrebbe sofferto di depressione.

    Andreas Lubitz il giorno della tragedia dell’Airbus A320 avrebbe dovuto essere in malattia ma non ha presentato il certificato medico alla Germanwings. L’ultima rivelazione choc arriva dalla procura di Dusseldorf, come riporta la Bbc: gli inquirenti avrebbero trovato un certificato di malattia a casa del pilota tedesco valido per il giorno dello schianto. Al momento, il pm Ralf Herrenbrueck che sta seguendo le indagini in Germania, non ha specificato per quale malattia fosse in cura: il materiale è stato passato anche ai colleghi francesci che seguono il caso in Provenza. Il pm ha inoltre chiarito che ci vorranno giorni per analizzare i documenti ritrovati in casa di Lubitz. In ogni caso secondo gli inquirenti, il co-pilota avrebbe nascosto il suo stato di salute all’azienda e alle autorità competenti. Si cercano risposte a quello che appare sempre più come un folle gesto, costato la vita ad altre 149 persone. Secondo la stampa locale, potrebbe esserci una delusione d’amore dietro la tragedia dell’Airbus A320. Lubitz avrebbe sofferto di depressione già nel 2009, quando fu costretto a interrompere l’addestramento: questo “male oscuro” sarebbe tornato a galla dopo la presunta rottura con la fidanzata con cui avrebbe dovuto sposarsi a breve. Gli investigatori hanno setacciato le due case dove il giovane viveva, quella dei genitori Montabaur, piccola cittadina a nord di Francoforte, e l’appartamento che avrebbe condiviso con la compagna a Dusseldorf. Secondo lo Spiegel Online, la Procura della città tedesca avrebbe trovato elementi che fanno pensare a “una malattia psichica”.

    Si tenta di capire i motivi di un gesto che appare lucidamente folle, come emerge da altri dettagli su quei terribili momenti. Lubitz, rimasto solo in cabina, non era personalmente ai comandi mentre mandava a schiantare l’aereo sulle montagne. Secondo Flightradar24, il sito che monitora i voli civili, avrebbe inserito il pilota automatico, riprogrammando solo l’altitudine del volo da 38mila piedi a soli 100 piedi: in questo modo avrebbe impostato una discesa lenta, senza scossoni, ma inesorabile, in modo da non far scattare altri allarmi di sicurezza interni. Quando la torre di controllo di Marsiglia si è accorta di quanto accadeva e ha lanciato un Sos, non ha risposto: nessuna risposta anche al comandante che ha tentato in tutti i modi di forzare la porta blindata, anche impugnando un’ascia. Solo il silenzio e quel respiro regolare, senza sbalzi: un gesto folle ma lucido su cui rimangono ancora troppi interrogativi aperti.

    Una foto di Andreas Lubitz La rivelazione choc è arrivata dal procuratore di Marsiglia, Brice Robin, che coordina le indagini: nella conferenza stampa, il pm ha parlato di un gesto volontario di distruggere l’aereo da parte del co-pilota, rimasto solo in cabina. L’uomo risulta di nazionalità tedesca , come il comandante dell’Airbus: confermato anche il nome, Andreas Lubitz, cittadino tedesco di 28 anni. Azione volontaria dunque: l’ipotesi sta prendendo sempre più corpo dopo l’ascolto della scatola nera con le registrazioni dei dialoghi avvenuti in cabina. “Il co-pilota rimane da solo in cabina“, spiega il pm. Dalla ricostruzione il comandante si era allontanato per andare alla toilette, lasciando i comandi al collega. Tornato, avrebbe trovato la porta della cabina chiusa dall’interno: in seguito ha provato a entrare, dalla registrazione si sentono i colpi sulla porta, mentre all’interno si sente il respiro normale del co-pilota “che era vivo e cosciente” senza sbalzi fino al momento dello schianto. Secondo gli inquirenti sarebbe quindi stato vigile e cosciente. L’uomo non ha mandato nessuna richiesta di aiuto e avrebbe azionato volontariamente la discesa dell’aereo. I passeggeri, secondo quanto ricostruito dal pm francese, si sarebbero accorti di quanto accadeva solo poco prima dell’impatto. I due avevano avuto fino a quel momento un dialogo normale, con risposte definite “secche” da parte del co-pilota. Lubitz era stato assunto da Germanwings nel settembre 2013 e aveva alle spalle 630 ore di volo, non aveva precedenti e non era segnalato come terrorista.

    In queste ore sono emersi altri dettagli molto interessanti, come il fatto che i passeggeri avevano indossato le mascherine . Il primo a parlare di un pilota rimasto solo in cabina è stato il New York Times, che fa riferimento ad una fonte coinvolta nelle indagini. Il giornale aveva parlato del pilota che sarebbe rimasto chiuso fuori dalla cabina di pilotaggio. Sarebbe emerso che avrebbe tentato di rientrare, bussando e all’inizio non ricevendo risposta. Poi avrebbe insistito e alla fine avrebbe cercato di abbattere la porta.

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