Terremoto Nepal, chi erano le quattro vittime italiane

Terremoto Nepal, chi erano le quattro vittime italiane
da in Mondo, Nepal, Terremoto
Ultimo aggiornamento: Venerdì 31/07/2015 15:40

    Il bilancio delle vittime italiane del terremoto in Nepal appare sempre più grave: sono 4 i morti accertati, ma 40 persone mancano ancora all’appello. I nostri connazionali che con certezza hanno perso la vita a causa delle slavine determinate dal sisma sono stati Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli, due tecnici dell’elisoccorso. Inoltre sono morti Renzo Benedetti e Marco Pojer, due membri della società degli alpinisti tridentini. Tutti si trovavano nel parco di Langtang, che si estende a nord della capitale del Nepal, Katmandu, verso il confine con il Tibet. Facevano, però, parte di due gruppi differenti.

    Secondo le testimonianze degli amici di Gigliola Mancinelli, era stata proprio la donna ad avere insistito molto per andare in Nepal. Era medico anestesista al cardiologico Lancisi e al 118 di Roma. Era inoltre un’esperta speleologa. Germano Rocchi, responsabile del servizio di elisoccorso degli ospedali riuniti delle Marche, ha detto di non aver mai conosciuto una persona così. Era molto preparata, affidabile e aveva la responsabilità del soccorso speleologico di tutta l’Italia centrale.

    Oskar Piazza sognava di trasferirsi in Nepal. Amava la dimensione spirituale di quel popolo, che gli forniva una carica eccezionale. Amava la montagna di quel Paese. Era originario di Mori, in provincia di Trento, e nelle sue intenzioni c’erano quelle di aprire dei nuovi percorsi per il torrentismo proprio nel parco di Langtang. Era un alpinista esperto e un punto di riferimento per l’elisoccorso, anche all’estero. Come egli stesso aveva avuto modo di spiegare, il fatto di essere un soccorritore era un bisogno che sentiva.

    Marco Pojer, 53 anni, di Grumes, in provincia di Trento, era un appassionato di trekking. Era cuoco nell’asilo del paese e nel weekend nella stagione estiva si dedicava anche a cucinare negli alberghi della zona. Aveva chiesto un mese di aspettativa, per prendersi una vacanza e tornare in Nepal, dove era stato anche l’anno scorso. Pojer faceva parte del direttivo della società degli alpinisti tridentini. In molti lo ricordano per il suo impegno nel volontariato.

    Renzo Benedetti amava molto il Nepal, a partire dalle sue cime molto alte. E’ morto mentre cercava di portare delle medicine ad una signora anziana conosciuta nelle spedizioni precedenti. Gli amici dicono di lui che non era soltanto un grandissimo alpinista, ma un uomo a cui piaceva stare tra la gente e che amava aiutare gli altri. Di professione faceva l’arredatore ed era socio della società degli alpinisti tridentini da 32 anni.

    628

    PIÙ POPOLARI