Programma Tsipras Grecia presentato all’UE: cosa prevede?

Programma Tsipras Grecia presentato all’UE: cosa prevede?
da in Alexis Tsipras, Banca Centrale Europea, Fondo monetario internazionale, Grecia, Mondo, Riforme
Ultimo aggiornamento: Martedì 15/03/2016 19:11

    La Grecia ha inviato alle autorità europee l’elenco delle riforme che sono collegate al prolungamento degli aiuti finanziari. La Commissione dell’UE ha dato il proprio parere e ha detto che la lista può considerarsi completa e può rappresentare un punto di partenza valido per portare avanti la verifica. Secondo alcune fonti, le autorità europee sarebbero confortate dal forte impegno dimostrato nel combattere l’evasione fiscale e la corruzione. Si tratta soprattutto di una lista di riforme, che la Grecia ha sottoscritto per assicurarsi i fondi dell’Unione Europea, che sono necessari per far rientrare la Grecia dal debito eccessivo. Non si sanno ancora i dettagli, ma si sa che il tutto è stato preceduto da un dialogo costruttivo. Fra i provvedimenti messi in atto ci dovrebbero essere l’estensione del salario minimo e i buoni pasto, energia e sanità per i poveri. Inoltre dovrebbero essere introdotte delle nuove leggi sulle esenzioni fiscali e sui prestiti. Secondo Tsipras le norme per affrontare la crisi umanitaria non dovrebbero influire negativamente sul bilancio. Bisogna allontanare il fantasma di una bancarotta che potrebbe essere fatale per un paese già in ginocchio: così Tsipras deve guardare al compromesso, dimenticando i toni battaglieri con cui inaugurava il suo governo. Secondo le anticipazioni fatte dal giornale tedesco, le riforme pensate da Tsipras e Varoufakis prevedono di recuperare 7 miliardi in totale, di cui 1,5 miliardi dal contrasto al contrabbando di benzina, 800 milioni da quello delle sigarette. La parte più cospicua di 5 miliardi sarà divisa esattamente a metà tra una patrimoniale che colpisca i più ricchi e il recupero delle tasse evase, soprattutto da oligarchi e armatori. Passi che l’Europa si attende e che, secondo il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, “vanno nella giusta direzione”. I toni del dialogo prevalgono da una parte e dall’altra e dalla troika arrivano anche alcuni dettami su come deve essere il piano di riforme, “ambizioso ma anche finanziariamente realista”. Tutto insomma fa ben sperare: “Non si tratta di imporre l’austerità alla Grecia, ma è anche necessario rispettare gli impegni perché il precedente premier aveva assunto impegni non a suo nome ma a nome dello Stato greco”, ricorda Moscovici in un’intervista a France 2. Per avere le conferme su come la Grecia farà la sua parte, bisognerà attendere l’invio ufficiale della lettera: solo allora sarà chiara la linea politica ed economica della nuova Grecia di Tsipras. SFOGLIA LE ALTRE PAGINE PER SCOPRIRE I PUNTI DEL PROGRAMMA

    L’obiettivo del piano del Governo di Tsipras è quello di portare avanti la lotta contro il contrabbando. Soprattutto questo riguarda il petrolio ed avviene con la complicità delle navi cisterna che scaricano più greggio di quello fatturato. Il contrabbando continuerebbe nelle raffinerie che distillano più carburante di quanto dicono. Lo stesso discorso vale per l’industria delle sigarette, che, attraverso un rapporto di complicità con i tabaccai, producono un danno enorme nei confronti dello Stato.

    Il piano del Governo greco sta cercando anche di intraprendere una vera e propria lotta alla corruzione, soprattutto in mano alla classe di burocrati, che inquinano il rapporto fra lo Stato e il cittadino, chiedendo tangenti su gare d’appalto, rilascio di certificati, permessi edilizi e forniture di servizi. Si vuole puntare su forme di democrazia diretta, che siano in grado di controllare la Pubblica Amministrazione.

    Tsipras intende lottare anche contro quelli che vengono definiti oligarchi. Si tratta di armatori e costruttori, che sono anche proprietari di giornali e televisioni e finanziatori dei partiti tradizionali. Sono proprio queste persone che traggono maggiori benefici dall’intreccio tra economia e politica. Il Governo greco intende rompere questo legame e questi privilegi, cercando di recuperare almeno 3 miliardi.

    L’idea sarebbe quella di introdurre anche una mini patrimoniale, anche se bisogna tenere conto del fatto che non ci sono più depositi bancari corposi nelle banche greche. I grossi capitali si trovano tutti nei paradisi fiscali. Si penserebbe, quindi, alle case, bloccando gli sfratti delle prime abitazioni e facendo pagare un extra soltanto a chi possiede immobili che valgono più di 300.000 euro.

    L’erario greco può vantare dei crediti fiscali nei confronti di cittadini ed imprese. Si tratta di molti arretrati, che è difficile riuscire a riscuotere, proprio a causa della crisi. Nel piano del Governo ci sarebbe la possibilità di rateizzare i debiti, per ricavare circa 2,5 miliardi.

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