Spose bambine: storie di giovanissime donne costrette a matrimoni combinati

Spose bambine: storie di giovanissime donne costrette a matrimoni combinati
da in Giustizia, India, Iran, Matrimonio, Mondo, Nigeria, Unicef
Ultimo aggiornamento: Martedì 11/10/2016 10:43

    Il fenomeno delle spose bambine accomuna oltre 70 milioni di bimbe e ragazze minori, il cui destino è segnato spesso già fin dalla nascita, attraverso la consuetudine dei matrimoni combinati. La pratica dei matrimoni forzati è piuttosto diffusa nel modo, ancora ai nostri giorni. Sono 70 milioni di donne tra i 20 e i 24 anni – circa una su tre – che si sono sposate prima dei 18 anni: di queste, 23 milioni si sono sposate addirittura prima di aver compiuto 15 anni. In occasione della Giornata Mondiale delle Bambine (International Day of the Girl Child), l’UNICEF fa sapere che ogni anno nel mondo 39mila bimbe diventano mogli, anche se sono ancora minorenni, e in molti casi non hanno raggiunto nemmeno la pubertà. Il giorno delle nozze arriva in genere tra i 12 e i 14 anni, a volte anche prima. Il marito è spesso un uomo più anziano, mai incontrato prima. In genere, ai matrimoni precoci si affiancano altre pratiche lesive dei diritti umani, come le mutilazioni genitali, la malnutrizione, l’analfabetismo, la schiavitù sessuale. “La Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze riflette la necessità di mettere al centro dell’agenda dello sviluppo i diritti delle ragazze“, ha dichiarato Anju Malhotra, responsabile della sezione Genere e Diritti all’UNICEF. “Le Nazioni Unite e i suoi partner stanno lavorando congiuntamente per mostrare gli incredibili progressi fatti e per evidenziare le sfide in corso“. L’impegno, sottoscritto da altre organizzazioni, è quello di porre fine ai matrimoni precoci – una violazione dei diritti umani fin troppo diffusa, che ha conseguenze su tutti gli aspetti della vita di una bambina. Qui di seguito abbiamo raccolto alcune drammatiche storie più recenti di spose bambine.

    Settembre 2013. E’ morta a 8 anni, dissanguata per ferite interne, dopo la prima notte di nozze. Si chiamava Rawan la sposa bambina data per soldi dai genitori a un uomo che aveva 40 anni. La piccola è deceduta a Hardh, zona tribale nello Yemen nord occidentale, al confine con l’Arabia Saudita. Le autorità e la sicurezza della provincia di Hajja nel nord dello Yemen hanno smentito categoricamente la notizia. A portare alla luce il dramma di Rawan è stato il giornalista yemenita freelance, Mohammad Radman, che insiste sulla veridicità della notizia e l’attendibilità delle sue fonti. Citando persone vicine alla vittima, il reporter diceva che ‘sono pronti a testimoniare‘.

    A 14 anni è stata costretta a sposarsi con un uomo. A 15 ha avuto un figlio. A 17 ha ucciso il consorte dopo anni di abusi fisici e psicologici. Razieh Ibrahimi, una donna iraniana, a ventuno anni è stata condannata a morte, dopo aver trovato la forza e il coraggio di ribellarsi, uccidendo con un gesto tragico e brutale l’uomo che le è stato imposto tanti anni prima. La donna lo ha sparato e ha seppellito il corpo in giardino.

    La Nigeria è il 3° paese al mondo con il numero più alto di spose-bambine. L’organizzazione non profit Girls Not Brides stima che il 39% si sposa prima dei 18 anni, mentre il 16% lo fa prima prima dei 15. I dati dell’Agenzia sulla Salute e Demografia della Nigeria mostrano che il 27% degli uomini che vivono nella regione di Kano, al nord del paese, su una popolazione di circa 4 milioni, possiede più di una moglie. Qui ad esempio non c’è un’età minima per il matrimonio.

    Wasila Tasiu all’età di 14 anni ha sposato un giovane di un villaggio vicino al suo. Il suo matrimonio è durato solo 17 giorni. Poi Wasila ha deciso di avvelenare il marito: era l’unico modo per liberarsi di una vita tanto infelice come quella matrimoniale, di cui la bambina non voleva saperne e non ne sapeva nulla. Per lo stato Wasila è troppo giovane per essere rinchiusa in carcere oppure essere condannata, ma evidentemente non lo era per sposare un uomo. Leggi qui la sua storia.

    Ottobre 2014. ‘Mi chiamo Thea, ho 12 anni e mi sposo tra un mese‘. Lo si legge sul blog di una sposa bambina norvegese costretta a diventare moglie di un uomo di 37 anni. Si tratta di una campagna lanciata in Norvegia dall’associazione Plan e dal sito Stoppbryllupet per sensibilizzare il mondo del web, e non solo, sul tema delle spose bambine, un fenomeno che le due onlus fanno sapere essere presente anche in Europa. Nella finzione dell’operazione volta a rendere noto il problema, le nozze tra Thea e il futuro fidanzato 37enne sono state ‘organizzate’ per l’11 ottobre, data della Giornata Internazionale delle Bambine.

    Aprile 2010. Una bimba yemenita, data in sposa all’età di tredici anni, è morta ad Hajjah, città a nord di Sana’a, dopo aver partecipato alla sua festa di nozze, a soli tre giorni dal matrimonio. Secondo quanto denunciava un’organizzazione yemenita per i diritti umani, citata dal giornale arabo ‘al-Quds al-Arabi’, dal referto medico si evinceva che la giovanissima sposa fosse deceduta ‘per lesioni gravissime all’apparato genitale, che hanno portato ad emorragie fatali‘. Per i medici, Ilham Mahdi Shui al-Asi, è questo il nome della piccola, non era ancora pronta per il matrimonio e la violenza sessuale subita dal marito l’ha portata alla morte.

    Nonostante la legge indiana proibisca il matrimonio sotto il 18 anni, il 40% dei matrimoni infantili mondiali avviene in india. Si stima che il 47% delle donne indiane di età compresa fra i 20 e i 24 anni siano state sposate prima dell’età prevista per legge, 18 anni. Nei villaggi rurali del Rajasthan (lo stato indiano in cui il matrimonio infantile è più profondamente radicato) questa percentuale può superare l’80%. Ad ogni modo il tasso di matrimoni precoci è diminuito mediamente a livello federale e in quasi tutti gli Stati: dal 54% del 1992-1993 si è scesi al 43% del 2007-2008, ma il ritmo del calo è ancora troppo lento.

    2011. Kali aveva 8 anni quando è stata unita in matrimonio ad un ragazzo di 10 anni, nel corso di un rito collettivo avvenuto nel villaggio di Mukandpura, nel distretto di Sawai Madhopur. Kali frequentava la terza elementare ma ha lasciato la scuola subito dopo il matrimonio. Appena raggiunta la pubertà, ha già dato il suo assenso ad andare a vivere con la famiglia del marito.

    Rekha (nella foto) a 13 anni è diventata famosa per aver rifiutato le nozze pur di andare a scuola. Per il suo coraggio, è stata ricevuta dalla presidente indiana, insieme ad altre giovani che, come lei, hanno combattuto contro le pressioni della comunità per evitare il matrimonio. Sono Anita, 15 anni, Asu, 13 anni, Mukti, 14 anni, e Bina, 12 anni, bambine che hanno rischiato di sposarsi e vedere infranto il proprio sogno di continuare gli studi. Ci sono tante storie simili ma anche tanti enti, come Unicef, Commissione Europea, International Center for Research on Women, Indian Institute of Human Rights, che oggi cercano di far rispettare il diritto ad aver un matrimonio giusto, in India, così come nello Yemen o nel Sudan.
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