Tradizioni sessuali in giro per il mondo

Tradizioni sessuali in giro per il mondo
da in Civiltà antiche, Islam, Mondo, Storie pazzesche
Ultimo aggiornamento: Lunedì 04/04/2016 11:57

    Quali sono le tradizioni che riguardano il sesso in giro per il mondo? Facciamo un piccolo viaggio nei rituali, negli usi e costumi che regolano i rapporti sociali e più nello specifico i rapporti sessuali alle varie latitudini. Dopo aver letto i riti delle popolazioni tribali sparse sul Globo, o le cerimonie degli antichi egizi, alcuni di voi resteranno scioccati nel conoscere alcuni usi e costumi talmente strani da sembrare falsi, e invece è tutto vero! Scommettiamo che siete curiosi di sapere quali norme sociali regolano, o hanno regolato, i rapporti fisici tra le persone sparse in tutto il mondo: non vi resta che proseguire la lettura!

    Per diventare un vero uomo, in questa tribù i ragazzi vengono tolti dalla presenza di tutte le donne all’età di sette anni, e vivono con altri maschi per dieci anni. Durante questi dieci anni, si eseguono dei riti: ad esempio la pelle è forata (per eliminare ogni contaminazione dovuta al contatto con le donne). Regolarmente, seguendo il ciclo sessuale delle mogli, gli viene provocato il sanguinamento dal naso infilandoci canne da zucchero, che vengono anche consumate in grandi quantità per provocare il vomito. Inoltre, l’atto di eseguire fellatio e l’atto di ingerire lo sperma degli anziani è visto come parte integrante di un percorso verso la virilità. Credono infatti che ingerendo il seme di un uomo saggio e potente i ragazzi sono in grado di maturare e diventare uomini.

    La tribù dei Mardudjara esegue dei rituali di passaggio dalla fanciullezza all’età adulta eseguendo dapprima una circoncisione e poi una sub-incisione, atte a far raggiungere la virilità. La circoncisione viene seguita dall’ingerimento del prepuzio (simbolicamente l’uomo che mangia il ‘bambino che era in lui’). In seguito, quando la ferita è guarita, il pene viene quindi tagliato longitudinalmente sul lato inferiore, dal frenulo, talvolta fino allo scroto. In questo modo, l’urina non segue più il percorso nell’uretra, ma esce dalla base del pene, cosa che obbliga gli uomini ad accovacciarsi come le donne, per poter fare pipì.

    Nella tribù dei trobriandesi nella Melanesia occidentale i bambini crescono in maniera piuttosto libera e iniziano a fare sesso a 6-8 anni (le ragazze) e a 10-12 anni. Non ci sono molte inibizioni per quanto riguarda il sesso, anzi esiste anche una casa dello scapolo, dove si hanno i rapporti prematrimoniali. Però nelle Trobriand due persone che stanno per sposarsi non devono mai consumare cibo assieme, perché sarebbe un disonore, mentre se in una coppia c’è molta passione è d’uso che la ragazza picchi, bastoni o ferisca il suo uomo, in una sorta di gioco sadomaso molto apprezzato dal partner.

    Se ci si sposta a Haiti a visitare le cascate a Saut d’Eau durante il mese di luglio, si può assistere a un rito particolare. Praticanti Voodoo venerano la dea dell’amore rotolandosi e amoreggiando nelle pozze d’acqua della cascata, che si mescola con sangue e teste di animali sgozzati, come capre e mucche.

    I nepalesi dell’Himalaya sono una comunità in cui i fratelli condividono la moglie. Qui si pratica la poliandria fraterna, dal momento che c’è poca terra disponibile per l’agricoltura e agricoltura, e le famiglie con più di un figlio dovrebbero affrontare troppe spese per permettere che tutti abbiano famiglie separate e più persone da sfamare. La moglie in comune viene ‘prenotata’ a turno dai fratelli.

    Nella tribù nomade dei Wodaabe del Niger, in Africa occidentale, gli uomini sono noti per rubare le rispettive mogli. Il primo matrimonio dei Wodaabe è organizzato dai genitori durante l’infanzia e si effettua tra cugini dello stesso lignaggio. Tuttavia, l’annuale Festival Gerewol, gli uomini indossano un elaborato trucco, raffinati costumi e danzano per impressionare le donne. Le ragazze, anche se sposate, scelgono un eventuale nuovo fidanzato fra tutti i ragazzi presenti. Questi matrimoni successivi sono chiamati matrimoni d’amore.

    I Faraoni dell’antico Egitto si toccavano in pubblico. Secondo loro il flusso e il riflusso del Nilo era causato dall’eiaculazione di Atum (il dio della creazione), e dunque loro si stimolavano ritualmente nel Nilo per garantire abbondanza di acqua. Al festival del dio Min, in cui si rappresentava la potenza sessuale del Faraone, anche gli uomini usavano praticare la stimolazione in pubblico.

    Nella Grecia antica era ben tollerata l’omosessualità, all’epoca era concesso senza alcun problema amare uomini e donne indistintamente, in quanto i Greci, nell’amore, non concepivano tanto l’orientamento sessuale come identificatore sociale, ma piuttosto era importante il ruolo che ciascun partecipante giocava nella atto, e cioè il ruolo attivo era stato associato con la mascolinità, l’età adulta e lo status sociale più elevato, mentre il ruolo passivo era associato alla femminilità, la giovinezza e lo status sociale più basso.

    Nell’Antica Grecia la pederastia era una convenzione sociale per cui i rapporti ritualizzati e socialmente codificati fra due maschi di età diversa non creavano scalpore. Il legame tra un uomo e un adolescente poteva avvenire solo se quest’ultimo aveva compiuto i dodici anni di età, e in genere l’uomo fungeva da maestro. A Tebe, secondo Plutarco la pederastia era stata istituita come dispositivo educativo rivolto ai ragazzi al fine di ‘ammorbidirne, mentre erano ancora giovani e malleabili, la naturale ferocia caratteriale, oltre che temprarne i costumi‘.

    Nel mondo musulmano le relazioni tra uomini e donne sono vincolate da rigide leggi. Ad esempio, le coppie musulmane possono fare l’amore solo nella posizione del missionario perché è considerato grave e degradante per un uomo chiedere qualsiasi altra posizione alla moglie. Tuttavia, in alcuni paesi musulmani come l’Iran, una giovane coppia che vuole ‘conoscersi’, prima di sposarsi, può richiedere un matrimonio temporaneo. Sono autorizzati a pagare per una breve cerimonia, firmano un contratto scritto in cui è stabilita la durata del legame, e possono accoppiarsi senza contraddire la legge islamica.

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