Attentato a Parigi, chi sono i presunti killer della strage al Charlie Hebdo

Attentato a Parigi, chi sono i presunti killer della strage al Charlie Hebdo
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    Attentato a Parigi, chi sono i presunti killer della strage al Charlie Hebdo

    La Polizia francese ha identificato i tre presunti attentatori responsabili dell’assalto al giornale satirico Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015, costato la vita a 12 persone. Si tratta di due fratelli, Said e Cherif Kouachi, jihadisti franco-algerini di 32 e 34 anni, che secondo alcune fonti, sarebbero rientrati in Francia quest’estate dalla Siria. Gli agenti sono risaliti a loro tramite la carta d’identità lasciata a bordo della Citroen nera usata per la fuga dopo l’attentato. Con loro ci sarebbe stato un terzo uomo, Hamyd Mourad, 18 anni, che li avrebbe aiutati nella fuga. Il 18enne si è consegnato alla Polizia la sera del 7 gennaio: potrebbe però trattarsi di un caso di omonimia, visto che il giovane al momento dell’attentato si sarebbe trovato a scuola. Secondo fonti investigativi, i fratelli Kouachi, nati a Parigi e cresciuti in un istituto per orfani, sarebbero collegati ad Al Qaeda e in particolare alle basi nello Yemen.

    La Polizia ha divulgato la foto segnaletica dei due fratelli, definiti “piccoli delinquenti che si sono radicalizzati”.

    Cherif Kouachi, il più giovane, era già noto alle Forze dell’ordine e all’antiterrorismo: nel 2008 era stato arrestato e condannato a 3 anni di prigione, scontando 18 mesi, per aver fatto parte di un gruppo di combattenti jihadisti, denominato “la filière des Buttes-Chaumont” in partenza dalla Siria per l’Iraq. Scontata la pena, come riporta il giornale francese Le Point, “avevano fatto di tutto per farsi dimenticare”, mettendosi “a riposo” a Reims.

    Amante del rap e delle ragazze prima della conversione all’islam radicale, Cherif appare anche in un documentario francese del 2005 sul terrorismo islamico: l’uomo avrebbe incontrato il predicatore di origine parigina Farid Benyettou circa una decina di anni fa e si sarebbe avvicinato al mondo della jihad. Benyettou all’epoca cercava volontari per combattere contro l’esercito statunitense in Iraq.

    Nel 2010 il suo nome compare nell’ambito della tentata evasione di Smain Ait Ali Belkacem, noto come Omar Allaoui, membro del Gruppo islamico armato algerino (GIA), condannato all’ergastolo nel 2002 per l’attentato alla stazione del Musée d’Orsay nell’ottobre 1995 che causò 30 feriti. Allaoui è ritenuto vicino a Djamel Beghal, altra figura dell’Islam radicale francese, che sta scontando dieci anni di carcere per aver pianificato degli attacchi sul territorio francese.

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