Cecchini: storie incredibili dal fronte mai raccontate prima

Cecchini: storie incredibili dal fronte mai raccontate prima
da in Guerra in Iraq, Guerre nel mondo, Mondo, Nord America, Russia, Seconda Guerra Mondiale, Stati Uniti d'America
Ultimo aggiornamento: Martedì 18/10/2016 07:17

    Cecchini storie

    Il cecchino è un soldato scelto, addestrato ed equipaggiato generalmente con un fucile di precisione, che gli serve per colpire chirurgicamente bersagli che si trovano anche a una certa distanza. Il tiratore scelto può contare anche su altre armi in dotazione come pistole, pugnali, C4 o puntatori. I tiratori scelti sono addestrati alle arti militari come il camuffamento, la ricognizione, l’infiltrazione e l’osservazione. Scoprite con noi alcune delle storie più incredibili mai raccontate sui cecchini.

    Considerato il più brillante cecchino del Corpo dei Marines, Carlos Hathcock ha ucciso 93 persone (alcuni dicono cento) tra nordvietnamiti e Viet Cong, di cui una dall’incredibile distanza di 2500 iarde (2286 m). Fu secondo solo a Chuck Mawhinney, altro tiratore scelto del corpo dei Marines, per numero di vittime. I Viet Cong e i soldati nordvietnamiti lo soprannominarono ‘Long Tra’ng du’Kich‘, che significa ‘Il cecchino dalla penna bianca‘, a causa di una penna bianca che teneva in mezzo al suo cappello mimetico. Durante una missione, dovette strisciare centimetro per centimetro per circa due chilometri nell’arco di tre giorni e tre notti. Carlos raccontò poi che un soldato nemico (o hamburger, come li chiamava lui) appena dopo il tramonto, quasi gli camminò sopra mentre lui era sdraiato in un prato, perfettamente mimetizzato con la vegetazione. Carlos Hathcock (Little Rock, 20 maggio 1942 – Virginia Beach, 23 febbraio 1999) fu una leggenda nel Corpo dei Marines, tanto che è stato onorato di avere un fucile porta il suo nome, e ha contribuito a creare la Marine Corps Scout Sniper School in Virginia.

    Il britannico Craig Harrison è nato a Cheltenham, nel 1975. Nel 2009 ha battuto il record del Guinness dei Primati di un precedente tiratore scelto canadese di nome Rob Furlong, quando quest’ultimo uccise nel 2002 due guerriglieri talebani durante l’Operazione Anaconda, centrandoli a 2.430 metri (2.657 yd) di distanza. Harrison, caporale e tiratore scelto dell’Household Cavalry, stava partecipando alla guerra in Afghanistan. Durante una missione a sud di Musa Qala Harrison intravide due mitraglieri talebani a 1,53 miglia di distanza e a quel punto prese il suo fucile di precisione L115A3, colpendo il primo talebano allo stomaco, centrandolo ad una distanza di 2.475 metri. Dopodiché colpì il secondo talebano al fianco dopo che egli aveva preso il fucile, riuscendo anche a distruggere una mitragliatrice RPK. In seguito Harrison uccise altri 12 talebani e ne ferì 7 e, nonostante le ferite dovute alle imboscate dei nemici (rimase ferito alla testa, prima, e dopo Harrison subì fratture ad entrambe le braccia) è tornato nuovamente in servizio dopo il completo recupero degli arti, sebbene abbia perso il talento di tiratore scelto.

    Simo Hayha (1905 – 2002) è stato un militare finlandese attivo come tiratore scelto durante la guerra d’inverno contro l’Armata Rossa: divenne famoso con l’appellativo di Morte Bianca per l’alto numero di avversari uccisi. Durante la Guerra d’Inverno (1939-1940) tra la Finlandia e l’Unione Sovietica, Hayha servì come cecchino per l’esercito finlandese contro l’Armata Rossa durante la Battaglia di Kollaa. Hayha compì la sua impresa in meno di 100 giorni, mentre la temperatura esterna era di -40 gradi e lui era vestito completamente in mimetica bianca. Una delle sue strategie per non farsi scoprire dal nemico era quella di mantenere la neve in bocca, per ridurre il vapore prodotto dai respiri. Tuttavia, il 6 marzo 1940, fu colpito al viso da un nemico, in un combattimento ravvicinato. Dopo aver ripreso conoscenza, il 13 marzo, fu dichiarata la pace e lui visse in silenzio fino al 2002.

    La cecchina più famosa nella storia è una militare sovietica che ha all’attivo 309 uccisioni accreditate. Nel giugno del 1941, la 24enne Ljudmyla Pavlichenko decide di abbandonare la carriera da infermiera per darsi a quella militare. Si trovava al quarto anno di studi di storia presso l’Università di Kiev, quando la Germania iniziò la sua invasione dell’Unione Sovietica. ‘Sono entrata nell’esercito quando le donne non erano ancora accettate‘, dirà più tardi. Come tiratrice scelta, uccise i primi due soldati nemici presso Beljajevka, usando un fucile Mosin-Nagant, riadattato per il tiro di precisione con un’ottica da 3.5 ingrandimenti. Combatté circa 80 giorni presso Odessa, dove le si attribuirono 187 soldati nemici uccisi e le vennero conferiti svariati avanzamenti di grado. Quando i tedeschi presero controllo della città, la sua unità venne fatta ripiegare per affrontare il nemico a Sebastopoli, in Crimea. Secondo i rapporti del Voensovet (Stato Maggiore) del Fronte Meridionale sovietico nel maggio 1942, il tenente Pavličenko aveva eliminato 257 soldati tedeschi e dell’Asse, e alla fine del conflitto tale numero aumentò fino a 309 soldati nemici, tra cui 36 tiratori scelti. Si narra che la Pavličenko avesse trovato sul campo di battaglia il registro delle uccisioni di uno dei cecchini tedeschi che aveva freddato, e che il conto delle sue vittime fosse superiore a 500.

    Nel mese di dicembre 2013 un cecchino britannico impegnato in Afghanistan ha ucciso sei insorti con un singolo proiettile, dopo aver colpito il grilletto di un attentatore suicida il cui dispositivo è successivamente esploso. L’obiettivo del cecchino scelto di soli 20 anni si trovava a 930 iarde (850 metri) di distanza, e colpendolo si è permesso di evitare un grave attacco da parte dei talebani, che nascondevano sotto ai giubbotti altri 20kg di esplosivo.

    Matthew Hughes (1822–1882), fu un soldato britannico premiato con la Victoria Cross per essere riuscito ad uccidere un nemico a mezzo miglio di distanza facendo curvare il proiettile sparato, che si gir in aria prima di colpire il bersaglio, graze ai venti ben calcoalti dal militare. Durante i primi anni della guerra in Iraq, al caporale dei Royal Marines Crack Matt Hughes è stato ordinato di uccidere un iracheno in avanzamento durante una burrasca forte, e il tiratore scelto ha mostrato la sua incerdibile abilità di tiro. Dopo aver misurato perfettamente la velocità del vento, ha fatto piegare il proiettile verso il suo obiettivo.

    Il 9 aprile del 2004, il sergente della Marina Usa Steve Reichert si era portato sulla cima di un serbatoio di stoccaggio di petrolio abbandonato presso Lutafiyah, in Iraq, per fornire una copertura per una squadra di Marines in azione. Quando si accorse che la squadra era caduta improvvisamente sotto attacco da parte degli insorti, Reichert punt la mitragliatrice contro un edificio, dietro il quale aveva individuato la presenza di tre soldati nemici. Il cecchino sparò proprio sul muro, da una distanza di 1.765 m, e riuscì a fermare i tre insorti, uccidendone uno e ferendone altri due.

    Christopher Scott Chris Kyle (1974 – 2013) è stato un militare statunitense, uno dei migliori cecchini degli U.S. Navy Seals. Fu per quattro volte in missione in Iraq, dove afferma di aver ucciso più di 250 nemici, di cui però solo 160 confermati dal pentagono. Fu vittima di numerose imboscate (di cui sei attacchi IED), dalle quali uscì sempre riportando solo lievi ferite. Gli insorti gli attribuirono il soprannome di ‘Il Diavolo di Ramadi’, e gli vennero conferite due medaglie d’argento, cinque di bronzo, e altre tre dal corpo dei Marine degli Stati Uniti. Finì il proprio servizio nella marina statunitense nel 2009 e scrisse anche un’autobiografia sulle proprie esperienze di guerra, da cui è stato poi anche tratto il film American Sniper. Kyle fu assassinato nel 2013 nel poligono di tiro dove si allenava, da un suo commilitone 25enne che è stato poi condannato all’ergastolo.

    Oltre 60 anni fa, il veternao Ted Gundy combattè nella battaglia delle Ardenne (Seconda Guerra Mondiale), che è considerata uno degli scontri più determinanti nella storia dell’esercito americano e la più grande battaglia mai combattuta dalle truppe americane. Nel 2011, al cecchino veterano è stata data la possibilità di mostrare le sue abilità utilizzando una replica di una A4, la stessa usata in guerra nel 1944. Nonostante un gap di 66 anni senza usare l’arma, l’uomo ha centrato il bersaglio a 300 metri, con tutti e tre i colpi disponibili. Un soldato gli ha poi fatto maneggiare una moderna Remington 700, e lui ha sparato e colpito il bersaglio a quasi un chilomero di distanza. ‘E’ stata una delle cose più belle accadute mai nella mia vita‘, ha detto Gundy, trattenendo le lacrime dopo l’esperienza.

    1756

    PIÙ POPOLARI