Ragazze rapite in Nigeria, Boko Haram: ‘Date in spose, nessuna tregua’

Ragazze rapite in Nigeria, Boko Haram: ‘Date in spose, nessuna tregua’
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    Le ragazze nigeriane rapite convertite

    Il leader della formazione islamica estremista nigeriana, Abubakar Shekau ha fatto sapere che non esiste alcun accordo per il rilascio delle ragazze rapite in Nigeria, come era stato annunciato giorni addietro dalle autorità nigeriane. La notizia colpisce le famiglie delle 219 liceali rapite ad aprile a Chibok, in Nigeria, che si dicono non sorprese dall’annuncio, anche se scioccate. Boko Haram ha dato l’annuncio in un video in cui il gruppo nega il cessate il fuoco e qualsiasi prospettiva di negoziazione.

    Nigeria, Boko Haram: Dimenticate le ragazze, le abbiamo date in sposa

    Boko Haram non ha mai accettato una tregua e le studentesse rapite dal gruppo si sono convertite all’islam e sono state date in sposa. E’ l’annuncio lanciato dal leader della formazione islamica estremista nigeriana, Abubakar Shekau, in questo video diffuso nella notte e ottenuto da Associated Press.

    Le ragazze rapite in Nigeria erano state localizzate in maggio nel Borno. Delle 276 ragazze rapite, 219 restano in mano dei rapitori. Altre erano riuscite a fuggire precedentemente. Comunque in un filmato rilasciato qualche mese fa si vedevano delle ragazze vestite con il velo, raccolte in preghiera. Proprio in questo video fu annunciato che le prigioniere sarebbero potute essere liberate in cambio di uomini, anche loro prigionieri, che appartengono al gruppo terrorista islamico.

    Anche l’Italia ha appoggiato e seguito la campagna mondiale “Bring back our girls” per la liberazione delle trecento liceali rapite a metà aprile dagli uomini di Boko Haram, nel nord della Nigeria.

    Sono stae migliaia le adesioni all’appello con l’hashtag #BringBackOurGirls,

    Michelle Obama per le ragazze nigeriane rapite

    Michelle Obama è intervenuta al posto del presidente Barack nel messaggio in occasione della Festa della Mamma. Dopo avere aderito all’appello per la liberazione delle ragazze rapite in Nigeria, pubblicando una foto con l’hashtag #BringBackOurGirls sul suo account Twitter, la First Lady che è madre di due ragazze adolescenti, ha non solo espresso indignazione per il rapimento delle duecento studentesse, ma ha anche promesso: “Barack ha dato disposizioni al nostro governo” di fare di tutto “per sostenere il governo nigeriano per trovare le ragazze e riportarle a casa“: in loro “vediamo le nostre figlie, le loro speranze, i loro sogni, e possiamo solo immaginare l’angoscia dei genitori“. In migliaia hanno aderito all’appello lanciato in Rete. “Come milioni di persone nel mondo, mio marito ed io siamo indignati e affranti per il rapimento di oltre 200 ragazze nigeriane. Questa azione senza scrupoli è stata commessa da un gruppo terroristico determinato a impedire che queste ragazze ricevano un’istruzione. In loro Barack e io vediamo le nostre figlie, le loro speranze, i loro sogni, e possiamo solo immaginare l’angoscia dei genitori” ha detto Michelle.

    Anche in Italia, il presidente della Camera, Laura Boldrini, è intervenuta al proposito, parlando nel suo video settimanale su Youtube. “Hanno l’età delle nostre figlie, bambine e ragazze sequestrate solo perchè hanno la ‘colpa’ di studiare . Una storia scandalosa sulla quale è importante che ci sia la più ampia condivisione e mobilitazione, ad ogni livello“, ha detto Laura Boldrini. “Per questo – ha proseguito – mi associo all’appello che gira in Rete con l’hashtag #BringBackOurGirls“. “Non si può accettare – sottolinea Boldrini – che i diritti fondamentali, e il diritto allo studio è certamente uno di questi, vengano calpestati. Non lasciamole sole!“.

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