Elezioni Ucraina 2014: aperti i seggi, non si vota in zone filorusse e Crimea

Elezioni Ucraina 2014: aperti i seggi, non si vota in zone filorusse e Crimea
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    Elezioni Ucraina 2014: aperti i seggi, non si vota in zone filorusse e Crimea

    36 milioni di cittadini in Ucraina sono chiamati alle elezioni per il rinnovo del Parlmento, dopo la cacciata del presidente Viktor Yanukovych. Le urne sono aperte per il voto, anche se non ci sarà la possibilità di esprimere la propria preferenza in Crimea e nelle aree dell’Est controllate dai ribelli filorussi. Al momento risulta essere favorito il partito di Petro Poroshenko, anche se il presidente non si è detto certo di riuscire a ottenere una maggioranza decisiva, che sia in grado cioè di fare a meno di eventuali alleanze.

    Era febbraio quando la rivolta di piazza Maidan sconvolse il Paese, e ora gli ucraini provano a scrivere un nuovo capitolo nella storia rinnovando la Rada, il Parlamento composto da 450 seggi, che verranno assegnati per metà con il proporzionale (in lizza ci sono 29 partiti) e l’altra metà con il maggioritario (3468 candidati).

    Sono circa 36 milioni le persone chiamate a votare, ma non sono stati allestiti seggi nelle zone a controllo dei filorussi e in Crimea. In totale quindi, 30 seggi rischiano di restare vuoti.

    L’organizzazione non governativa Opora stima che circa 2,8 milioni di persone nelle regioni di Donetsk e Lugansk non potranno recarsi alle urne.

    I separatisti, sfidando gli accordi di Minsk, hanno organizzato a loro volta elezioni presidenziali e parlamentari previste per il 2 novembre e non riconosciute dall’Unione europea, secondo quanto riferisce il Kiev Post.

    Favorito il blocco del presidente Poroshenko, con il 30% delle intenzioni di voto (nel proporzionale). Dovrebbero superare la soglia di sbarramento il partito radicale dell’ultranazionalista e populista Oleg Liashko (13%), il Fronte popolare del premier Arseni Iatseniuk, (11%), il partito Samopomich (auto aiuto) del sindaco di Leopoli Andrii Sadovy (8,5%), il partito ‘Patria’ di Iulia Timoshenko (7,5%). Il tetto del 5% potrebbe essere varcato anche dal partito Ucraina Forte di Serghiei Tighipko, ex vicepremier con Ianukovich, e/o dal Blocco di opposizione, che raccoglie l’eredita’ del Partito filorusso delle Regioni.

    Rischia invece di non superare la soglia di sbarramento del 5% il partito comunista di Petro Symonenko, fuori dalla Rada per la prima volta dal 1993. A raccogliere l’eredità di Yanukovych saranno i moderati, ovvero il partito Ucraina Forte di Serghiei Tighipko, ex vicepremier di Yanukovich, e il blocco di Opposizione. Sulla soglia di sbarramento anche l’ala nazionalista di Posizione civica di Anatoly Grytsenko.

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    E nella zona contesa di Donbassnell’est del Paese, dove gran parte della popolazione sostiene Mosca, è arrivato a sorpresa Poroshenko in elicottero, per verificare le operazioni di voto nelle zone sotto il controllo ucraino. A dare la notizia è stato lo stesso capo di Stato su Twitter.

    Il conflitto in queste zone è già costato la vita a oltre tremila persone. Nonostante un accordo di cessate il fuoco, le tensioni continuano, soprattutto nell’area di Donetsk.

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