Elezioni in Turchia agosto 2014: Erdogan è il nuovo presidente

Elezioni in Turchia agosto 2014: Erdogan è il nuovo presidente
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    Erdogan vince le presidenziali in Turchia

    Alle elezioni in Turchia dell’agosto 2014 trionfa Erdogan, che diventa il nuovo presidente. Il risultato è stato strepitoso, perché Erdogan ha conquistato più del 52% dei voti. Non ci sarebbe perciò la necessità di ricorrere al ballottaggio. Il vantaggio rispetto agli altri candidati è piuttosto evidente, visto che il principale candidato dell’opposizione, Ekmeleddin Ihsanoglu, è arrivato al 38,5%, mentre il candidato curdo Selahattin Demirtas, si è attestato al 9,2%. Queste elezioni in Turchia passeranno alla storia, in quanto si è trattato della prima volta per l’elezione diretta del presidente.

    Prima che entrasse in funzione il nuovo meccanismo, ad occuparsi dell’elezione del Capo dello Stato era il Parlamento. Il fatto che Erdogan sia stato eletto presidente della Turchia porta con sé anche importanti conseguenze: sicuramente si avrà un anticipo delle elezioni parlamentari, che attualmente sono fissate per il giugno del 2015. Secondo alcuni esperti, la Turchia, con l’elezione di Erdogan, si prepara a cambiare volto.

    I sondaggi sono stati sempre molto favorevoli ad Erdogan. Il Premier è stato sempre il superfavorito rispetto agli altri candidati. I sondaggi hanno sempre attribuito a lui una soglia maggiore del 50% relativamente alle preferenze di voto. Era stata prevista anche la vittoria di Erdogan al primo turno. Alla vigilia del voto colui che adesso è diventato presidente della Turchia aveva affermato che la Turchia deve rinascere dalle proprie ceneri.

    Il Premier non ha nascosto l’intenzione di dare un regime presidenziale al Paese, accentrando su di sé tutti i poteri che la Costituzione riesce a conferire al Capo dello Stato. Il tutto tra l’altro potrà essere legittimato in maniera ancora più chiara dalla prima elezione a suffragio universale diretto.

    Erdogan è cresciuto in un quartiere molto difficile di Istanbul. Attualmente è alla guida del partito per la giustizia e lo sviluppo (Apk). Si tratta di uno schieramento di matrice islamica, che è radicato in maniera forte fra la popolazione. Erdogan, che è stato anche a lungo sindaco di Istanbul, è riuscito a far passare l’idea come egli possa essere considerato il principale responsabile del grande boom economico che il Paese ha vissuto. Proprio la prosperità che ha saputo conferire alle parti più arretrate del Paese ha determinato ad ampliare il consenso nei confronti del presidente. Erdogan ha ricevuto anche parecchie critiche, perché è stato ritenuto troppo parziale, eccessivamente populista.

    Inoltre molti ritengono che a lui vada attribuita un’impronta islamica molto accentuata, che ha finito con il mettere a rischio i fondamenti laici della Turchia. I detrattori di Erdogan sono convinti che egli abbia mostrato delle vere e proprie tendenze autoritarie, che non possono essere ignorate, anche perché il nuovo presidente avrebbe ristretto anche l’uso dei nuovi media, limitando l’uso di Twitter e YouTube. Da parte di molti è stato avanzato il timore che con Erdogan si possa instaurare un regime capace di soppiantare, per la sua matrice religiosa, i costumi di un Paese che è stato sempre fondato su delle basi laiche.

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