Caso Savile, nuovi orrori sul dj pedofilo britannico: abusi su cadaveri e malati mentali

Caso Savile, nuovi orrori sul dj pedofilo britannico: abusi su cadaveri e malati mentali
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    In 50 anni di abusi Jimmy Savile ha violentato almeno 214 persone, il 73% delle quali aveva meno di 18 anni, la più giovane aveva solo otto anni. Nelle trenta pagine del rapporto della polizia sull’inchiesta riguardante le accuse di pedofilia contro la star della tv britannica morta nel 2011 all’età di 84 anni, si legge la conferma che molti degli abusi avvenivano in ospedali, oltre che negli edifici della Bbc di cui Savile è stato a lungo una star. La polizia rivela che il 63% delle vittime di Savile erano donne, di cui il 18% sotto i 10 anni, e circa il 40% maschi, di cui il 10% minori di 10 anni. L’inchiesta esamina in particolare accuse per episodi che vanno dal 1965 al 2006, e la polizia ammette che l’orco poteva essere perseguito quando ancora in vita.

    Il numero ufficiale delle vittime di Jimmy Savile supera il numero duecento. Scotland Yard è stata costretta ad aprire un’inchiesta ufficiale, contando almeno 300 minori, tra quelli che vennero abusati dal dal “dj pedofilo” scomparso nel 2011, durante i suoi 40 anni di carriera televisiva. Secondo il rapporto, tra le vittime di Savile ci sono almeno 60 persone dai 5 ai 75 anni. Uomini e donne, bambini e bambine. L’ex dj viene anche accusato di aver compiuto atti sessuali su corpi senza vita in un obitorio di un ospedale. I casi finora accertati di violenze sono avvenuti in 28 ospedali.

    Il caso del “presentatore pedofilo” Jimmy Savile ha scosso l’opinione pubblica in Gran Bretagna. Il deejay e conduttore inglese, anche famoso per la sua attività filantropica e di beneficenza, era in realtà un orco, ha violentato diverse pazienti in un ospedale psichiatrico gestito dal ministero della Salute, oltre a consumare le violenze a danno di ragazzine all’intero di camerini e di uffici dell’emittente britannica BBC. Nel frattempo, quando il caso salì alle cronache un paio di anni fa, il direttore di Newsnight, Peter Rippon, fu rimosso dopo essere stato accusato di non aver trasmesso un servizio su Savile, ben prima dell’esplosione dello scandalo.

    Ma ora il caso Savile si riempie di dettagli sempre più indicibili. Le nuove rivelazioni sulla vicenda del presentatore mette sotto la luce dei riflettori lo stesso esecutivo britannico. Secondo le ricostruzioni della vita dell’uomo di spettacolo dedito ad aiutare i bisognosi, in un arco di tempo di almeno quarant’anni, Jimmy Savile avrebbe prestato servizio come volontario nell’ospedale psichiatrico di Broadmoor, e qui (ma non solo in questo istituto) avrebbe abusato indisturbato di malati e cadaveri.

    Proprio nell’ospedale psichiatrico di Broadmoor, tra le corsie, nelle stanze di degenza, lo showman della BBC avrebbe violentato delle pazienti approfittando del suo accesso illimitato alla struttura. Il ministero della Salute britannico rischia grosso e potrebbe essere citato in giudizio, nel dibattimento, perché direttamente responsabile della struttura in questione. Al momento le carte del “caso Savile” sono state passate al Dipartimento per l’Istruzione (il Dfe) e le indagini sono in corso.

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