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In Turchia si ricorda la protesta di Gezi Park: la polizia carica violentemente i manifestanti

In Turchia si ricorda la protesta di Gezi Park: la polizia carica violentemente i manifestanti
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Ultimo aggiornamento:
    Turchia, un anno dopo Gezi Park: scontri tra polizia e manifestanti

    Scontri, decine di feriti e almeno 103 arresti si sono verificati nel giorno del primo anniversario delle proteste di Gezi Park, a Istanbul, in Turchia. La polizia turca ha disperso la folla usando i gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Il gruppo Taksim Solidarity Platform, che aveva lanciato le manifestazioni dell’anno scorso contro il taglio degli alberi, aveva indetto per oggi cortei nella zona di piazza Taksim,già teatro delle rivolte nei mesi passati.

    Non potete occupare Taksim, come avete fatto l’anno scorso, dovete rispettare la legge. Se ci andate“, ha avvertito un duro Erdogan, “alle nostre forze sicurezza sono state date istruzioni chiare e farà di tutto che è necessario“.

    L’anniversario cade nel giorno in cui iniziarono le proteste il 27 maggio del 2013 a Istanbul contro la distruzione del Parco di Gezi a Taksim.

    Il movimento si era poi esteso pochi giorni dopo a tutto il paese davanti alla brutale repressione delle manifestazioni di Istanbul.

    I morti registrati in tutto furono otto.

    Così l’area di piazza Taksim, ad un anno di distanza è stata blindata con camion dotati di idranti e 25.000 agenti pronti a intervenire. Coloro che intendono manifestare “saranno arrestati”, aveva detto Erdogan poco prima della manifestazione .

    Incidenti con decine di fermi per i cortei si sono dunque registrati a un anno dalla protesta di piazza Taksim a Istanbul e nelle altre grandi città turche.

    Un giornalista della Cnn è stato fermato in diretta tv, mentre un fotoreporter italiano è stato leggermente ferito ad Ankara.

    Nonostante il divieto di Erdogan, migliaia di persone a Istanbul, Ankara, Antalya, Adana e in altre città sono scese in piazza. Le forze anti-sommossa sono intervenute violentemente sul famoso viale Istiklal di Istanbul, ma anche a Cihangir, a Kadikoy, nel quartiere alevita di Gazi.

    Sono stati usati lacrimogeni, cannoni ad acqua e pallottole di gomma per impedire che i manifestanti si avvicinassero alla piazza. Secondo la Tv Haberturk i poliziotti hanno usato anche pallottole di gomma.

    Secondo alcune fonti i fermati sarebbero oltre 100 e i feriti almeno una decina.

    Il 3 marzo 2014 si è aperto a Kayseri, nella Turchia centrale, il processo a otto persone, fra cui 4 poliziotti, accusati di avere picchiato a morte Ali Ismail Korkmaz, un giovane manifestante di 19 anni che si trovava il 2 giugno 2013, a Gezi Park. Il ragazzo era stato bloccato in una strada poco illuminata a Eskisehir mentre cercava di sfuggire alla polizia ed era stato picchiato fino alla morte. Era morto dopo 38 giorni in coma. La dura repressione delle manifestazioni di Gezi Park in maggio e giugno aveva provocato otto morti.

    Nel giugno 2013 la polizia turca si ritirò dalla piazza principale di Istanbul rimuovendo barricate e permettendo a migliaia di manifestanti di sfollare, per calmare le tensioni dopo le proteste anti-governative furiose che avevano trasformato il centro della città in un campo di battaglia. Successivamente la polizia caricò violentemente un sit-in di manifestanti in piazza Taksim, che protestavano rabbiosamente contro il primo ministro Recep Tayyip Erdogan, che molti turchi vedono come sempre più autoritario e sprezzante nei confronti degli oppositori.

    Per non dimenticare la protesta per la difesa di Gezi Parki, un’area verde nel centro di Istanbul, e per ricordare la repressione violenta da parte delle forze dell’ordine, un quartiere centrale di Ankara ha dedicato sei alberi proprio alle vittime delle proteste di un anno fa.

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