Cuba-Usa, la storia dei rapporti tra i due paesi americani

Barack Obama e Raul Castro inaugurano una nuova fase e riprendono i rapporti diplomatici: la storia dei rapporti tra USA e Cuba.

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    Dopo 56 anni, l’ultimo muro tra Cuba e USA inizia a crollare e per i due stati americani comincia una nuova era, quella del disgelo. Dopo lo storico doppio discorso del 17 dicembre 2014, quando i due presidenti Barack Obama e Raul Castro hanno annunciato l’inizio di una nuova fase distensiva, lo scorso 11 aprile è avvenuto anche lo storico incontro tra i due leader, in occasione del VII Summit delle Americhe. I due paesi, divisi da meno di 150 chilometri, tornano a confrontarsi dopo mezzo secolo di gelo istituzionale e di embargo a carico dell’isola caraibica. Due nazioni così vicine eppure così diverse che hanno avuto un rapporto difficile e tormentato.

    I primi contatti

    Il rapporto tra gli Stati Uniti e Cuba inizia all’incirca nel 1895, quando l’isola caraibica è impegnata nella guerra per l’indipendenza dalla Spagna. L’aiuto delle truppe a stelle e strisce ha un prezzo da pagare. Washington chiede e ottiene di inserire nella Costituzione cubana l’emendamento Platt come pegno per il ritiro delle truppe americane rimaste a Cuba dopo la fine della guerra: di fatto l’isola diventa un protettorato USA e nel 1903 viene iniziata la costruzione della base navale di Guantanamo, oggi tristemente famosa per il centro di detenzione.

    L’ascesa di Fulgencio Batista

    La crisi a cavallo tra gli Anni Venti e Trenta, dopo il crollo del ’29, modifica gli assetti economici degli Stati Uniti e ha ripercussioni anche su Cuba. La popolazione scende in piazza, a partire dagli studenti e nel 1933 un colpo di Stato porta al potere Ramón Grau San Martín: al comando dell’azione militare c’è Fulgencio Batista y Zaldívar. Sarà lui di fatto a governare il Paese fino alla cacciata di Grau e l’esilio in Florida. Rientrato a Cuba, nel 1940 viene eletto presidente dell’Isla Grande e gli Stati Uniti trovano un alleato fortissimo nei Caraibi: investimenti, turismo, appoggio politico ed economico non cancellano la dittatura che Batista inaugura sull’isola. Gli USA lo appoggiano senza se e senza ma.

    La rivoluzione cubana

    La situazione a Cuba diventa ogni giorno più caotica tra proteste di movimenti marxisti, studenti e operai, mentre la morsa del regime si fa più stretta. Nel 1953 inizia quella che passa alla storia come la rivoluzione cubana. A capo del movimento c’è Fidel Castro, affiancato a Ernesto “Che” Guevara: dopo anni di guerriglia nel 1959 la “rivoluzione dei barbudos” porta alla caduta del regime di Batista. Gli USA perdono il loro più fedele alleato.

    La Baia dei Porci

    Con l’arrivo al potere di Fidel Castro, Cuba diventa una repubblica di stampo socialista: vengono confiscati i beni dei latifondisti e le aziende, prima in mano agli Stati Uniti diventato statali così come l’agricoltura. Da Washington arrivano i primi malumori e Castro si reca negli States, dove incontra il vice presidente Richard Nixon, per cercare di normalizzare i rapporti. La tensione tra i due Paesi sale, anche con il cambio alla Casa Bianca tra John F. Kennedy ed Dwight Eisnehower. Nel 1961 circa 1500 esuli cubani, addestrati dalla Cia e con il supporto di Washigton, tentano il colpo di Stato, cercando di sbarcare alla Baia dei Porci. Le forze armate cubane, addestrate a loro volta da nazioni filosovietiche, respingono l’assalto in tre giorni. La rottura è sancita: arrivano le prime sanzioni e la fine dei rapporti diplomatici.

    Le prime sanzioni

    Dopo la Baia dei Porci, Castro diventa una pedina fondamentale nello scontro tra USA e URSS e Cuba entra nel blocco sovietico, instaurando rapporti commerciali con i Paesi dell’Est e con Mosca. Il presidente Kennedy risponde a questo cambio di rotta ottenendo dal Congresso le prime sanzioni sull’import-export e sui viaggi tra i due Paesi, aumentando quelle decise nel 1961 dall’ex presidente Eisenhower.

    La crisi dei missili

    Nel 1962 il mondo tiene il fiato sospeso, temendo una possibile Terza Guerra Mondiale con lo scontro tra USA e URSS per la crisi dei missili cubani. In mezzo c’è Cuba dove la potenza sovietica ha fatto installare missili a medio raggio e bombardieri. Gli Stati Uniti non possono accettare di avere armi russe puntate a 150 km dalle loro coste: il presidente Kennedy minaccia l’escalation e, dal 14 al 28 ottobre, si teme il peggio. Alla fine le armi vengono portate via e Castro ottiene la non invasione da parte degli USA da lì a venire.

    Gli anni del gelo

    Da allora, i due Paesi hanno di fatto congelato i rapporti. Jimmy Carter cerca di ristabilire le prime relazioni, ma Ronald Reagan nel 1980 ritorna a una politica di netta chiusura. Nel frattempo, migliaia di esuli cubani raggiungono Miami e la Florida, a bordo di imbarcazioni di fortuna: negli States cresce il fronte anti castrista. L’embargo viene raddoppiato: Cuba dipende sempre più dagli aiuti e dagli accordi commerciali con l’URSS.

    La perestrojka e il Periodo Especial

    Tra il 1989 e il 1990 il mondo cambia volto: Michail Gorbaciov dà il via alla perestrojka e al disgelo con gli Stati Uniti, cade il muro di Berlino, il blocco sovietico si dissolve, l’URSS diventa la Russia. Cuba si vede tagliare quasi tutti i fondi e gli aiuti sovietici e l’economia del paese, colpita da decenni di embargo, crolla. Inizia il Periodo Especial, con black out energetici e razionamenti delle materie prime. Castro rimane fedele all’ideologia socialista e non concede aperture al libero mercato: la popolazione cubana è in ginocchio e il regime inizia a stringere la morsa verso i dissidenti politici.

    Sanzioni sempre più dure

    La chiusura de El Lìder Maximo, a ogni modifica dell’assetto economico e politico portano gli USA a stringere ancora di più il cappio delle sanzioni. A spingere sono soprattutto i repubblicani che contano appoggi importanti nella comunità cubana locale. Prima Bill Clinton nel 1996 e poi George W. Bush nel 2001 rafforzano le sanzioni contro Cuba.

    L’arrivo di Raul Castro al potere

    Nel 2006, dopo 47 anni, Fidel Castro, ormai sempre più malato e anziano, lascia il potere al fratello Raul Castro. Definito un falco e uomo di ferro della rivoluzione, Raul sembra dover continuare sulla strada imposta all’Isla Grande dal fratello per quasi mezzo secolo. Invece, poco alla volta, introduce piccole ma significative aperture al libero mercato. Cuba inizia ad aprirsi al mondo: è lo spiraglio che in molti aspettavano.

    Obama apre a Cuba, Castro risponde

    Nel 2009 il presidente Barack Obama, primo afroamericano a arrivare alla Casa Bianca, annuncia di voler cambiare politica nei confronti di Cuba. Si inizia a parlare di riduzioni delle sanzioni e di apertura ai movimenti dei viaggiatori tra i due Paesi. Cinque anni dopo la svolta: a dicembre 2014 i due leader annunciano l’inizio di una nuova fase distensiva. Ad aprile 2015 lo storico incontro e la stretta di mano che potrà cambiare la storia.