Sierra Leone: insegnare ai bambini per costruire il futuro

La rinascita dell'Africa passa attraverso i bambini. Insegnare alle nuove generazioni significa scommettere sul loro futuro, per renderle consapevoli dei propri diritti e della loro storia. E per fornirgli strumenti che rendano meno difficile affrontare il futuro.
Ma quella contro l'analfabetismo è una lotta impari: milioni di bambini vivono in villaggi sperduti nelle foreste o nelle savane. I governi e le famiglie hanno pochi soldi da destinare all'istruzione. E i genitori spesso preferiscono che i bambini si dedichino ad attività lavorative o all'accattonaggio.
E' la situazione drammatica contro la quale si battono ogni giorno gli operatori di Coopi, organizzazione non governativa fondata nel 1965 con lo scopo di lottare contro ogni forma di povertà.
Riportiamo un caso emblematico: quello della Sierra Leone, specchio della situazione dei bambini un po' in tutta l'Africa subsahariana.

Una nazione ricchissima, una popolazione poverissima

La Sierra Leone è un'ex colonia britannica, un crogiuolo di culture, religioni e lingue. Una nazione ricchissima, dal cui sottosuolo si estraggono ferro, bauxite e diamanti. Come sistematicamente accade in Africa, la popolazione non trae alcun vantaggio dalle ricchezze del sottosuolo e vive anzi in condizioni di diffusa povertà. La Sierra Leone è stata in anni recenti dilaniata da una feroce guerra civile.
Coopi ha iniziato a lavorare in Sierra Leone nel 1966, ritirandosi dal Paese solo per un breve periodo durante gli anni della guerra. Dopo il conflitto Coopi ha iniziato a lavorare su due fronti: progetti in contesti di emergenza per fornire servizi alla popolazione piegata da 10 anni di guerra e, in tempi più recenti, gestione della post-emergenza dedicandosi al recupero delle infrastrutture e delle attrezzature agricole danneggiate dal conflitto.
Coopi ha operato anche in ambito sanitario, fornendo materiale ospedaliero e tutti quegli strumenti utili alla formazione del personale medico e para medico.

Sostegno all'istruzione

Per quanto riguarda il fronte istruzione, Coopi è presente in Sierra Leone con il Sostegno a Distanza in cinque strutture: quattro scuole ed un orfanotrofio per bambini portatori di gravi handicap mentali e/o fisici. L’orfanotrofio ed una delle quattro scuole si trovano nella capitale Freetown, mentre le altre tre scuole sono situate nel distretto di Kono. Proprio a Kono si verifica la situazione più difficile, come spiega Sabrina Munaò, responsabile di Coopi per i progetti di Sostegno  a Distanza: "Le scuole si trovano in villaggi isolati nella foresta, in luoghi dove manca tutto. Nella stagione delle piogge i corsi d'acqua si ingrossano fino a straripare e questo aggrava situazioni già problematiche".
L'analfabetismo in Sierra Leone è un problema endemico e la carenza di soldi costringe ad arrangiarsi: nelle tre scuole di Kono Coopi è riuscita a raccogliere abbastanza fondi per il sostegno a distanza di 200 bambini, ma di fatto quegli stessi fondi sono utilizzati per l'istruzione di circa 1.000 bambini.
"Le autorità locali sostengono i nostri progetti" - continua Sabrina Munaò - "ma i problemi contro i quali ci scontriamo ogni giorno sono radicati nella cultura della popolazione. A Freetown, per esempio, questo è particolarmente evidente nell’  orfanotrofio dove sono ospitati ragazzi disabili e bambini epilettici".
E' quasi impossibile per un ragazzino in queste condizioni riuscire ad integrarsi: "Chi ha un problema fisico o mentale viene considerato un reietto, un individuo maledetto e portatore di sventura", spiega Sabrina Munaò. "Per questo i disabili sono spesso abbandonati dalle famiglie, se non addirittura uccisi. Noi di Coopi cerchiamo di sostenere le realtà che offrono a questi bambini un alloggio, garantendo loro anche cibo e protezione , formiamo i genitori e la società alla non-discriminazione ed alla necessità di accogliere questi bambini nelle scuole, e di sostenere la loro integrazione nella società. Per i bambini epilettici abbiamo anche predisposto delle lezioni a domicilio. Per loro sarebbe impossibile recarsi a scuola per seguire le materie: se una crisi li cogliesse in classe sarebbero subito bollati come indemoniati e presi di mira".
Coopi ha avviato anche progetti per fornire formazione professionale al fine di favorire l'integrazione dei giovani nel contesto lavorativo locale.

Il futuro è rosa

L'organizzazione assiste nelle sue strutture anche gli ex bambini soldato che hanno vissuto sulla propria carne l'orrore della guerra. Non so se qs sia vero… andrebbe verificato…
Ma la  rinascita della Sierra Leone si basa anche e soprattutto sull'istruzione delle bambine e delle donne, per questo è stata avviata da tempo una campagna per supportare le donne nell’inizio di attività in grado di generare reddito al fine di migliorare le condizioni delle loro famiglie.

Un gesto può cambiare una vita

Sostenere un bambino a distanza è un piccolo gesto d'amore che può cambiargli l'esistenza. Bastano 80 centesimi al giorno, meno di un caffè, per garantirgli cibo, cure mediche, istruzione e protezione. Un piccolo gesto che può veramente fare la differenza e dare anche a te una grande soddisfazione.

Per informazioni: www.adottareadistanza.org

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