Pensioni, APE Volontaria al via: siglati accordi con banche e assicurazioni

L'Ape volontaria può finalmente partire, grazie all'accordo siglato oggi in tema di anticipo pensionistico tramite prestito bancario. Per dicembre è previsto l'inizio delle certificazioni delle domande di pensione anticipata volontaria presentate all'INPS

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    Pensioni, APE Volontaria al via: siglati accordi con banche e assicurazioni

    Oggi ci sono novità sulle pensioni future degli italiani. Entro la fine del mese di novembre 2017 l’APE Volontaria potrà decollare. Finalmente c’è l’accordo su questo capitolo delle pensioni anticipate tra INPS, Abi e Ania. I lavoratori che vorranno andare in pensione anticipata sfruttando l’APE aziendale potranno richiedere il prestito-ponte previsto dalla riforma delle pensioni, grazie all’accordo siglato con banche e assicurazioni. Per dare il via ufficiale alla convenzione occorre ancora attendere un piccolo passaggio, ossia la firma del Garante dei dati personali. A breve il testo, completo di istruzioni, sarà disponibile tramite circolare Inps.

    Banche e assicurazioni aderenti all’APE volontaria

    Quali banche hanno aderito alla convenzione? Al momento Unicredit e Banca Intesa, ma non ci sono limiti, e se altri istituti di credito vogliono unirsi, possono. In ballo c’è ancora Mps, che potrebbe aggiungersi a breve. Le assicurazioni già convenzionate sono invece cinque: Generali, Unipol, Allianz, Poste e Cattolica.

    Ape volontaria: i requisiti

    Come sappiamo ci sono determinati requisiti che i lavoratori devono soddisfare per poter richiedere l’Ape Volontaria, ovvero:

    - Il lavoratore deve avere almeno 63 anni di età;

    - Il lavoratore deve maturare il diritto a una pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi dalla data della domanda di anticipo pensionistico;

    - Il lavoratore deve avere versato i contributi previdenziali per almeno venti anni;

    - Al momento dell’accesso alla prestazione, la pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’Ape richiesta, deve essere pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo;

    - Il lavoratore non deve essere già titolare di una pensione diretta.

    Quanto costa l’APE Volontaria?

    Con gli ultimi accordi è stato stabilito un costo (Taeg) per accedere al finanziamento assicurato, che il lavoratore potrà rimborsare con versamenti mensili ventennali direttamente dall’assegno pensionistico, quando sarà erogato. Il prezzo sarà pari al 2,75% in fase di erogazione e al 2,85% in fase di ammortamento. Come si legge sul Sole 24ore “Il pricing è fissato sommando uno spread al Rendistato (fascia 12 anni e 7 mesi – 20 anni e 6 mesi; questo mese è pari al 2,61) e alla differenza tra i Cds bancari e il Cds sovrano. Il costo complessivo comprende anche la copertura assicurativa obbligatoria per il rischio premorienza, assistita, in ultima istanza, dalla garanzia dello Stato”. Per avere il quadro ancora più chiaro occorre aspettare il testo in pubblicazione.

    Novità Pensioni 2018/2019: la riforma al vaglio di sindacati e governo

    E veniamo alle novità dell’ultima ora sulle pensioni: il governo sta lavorando a un pacchetto di 7 misure per un costo complessivo di 300 milioni di euro, ma i sindacati Cgil, Cisl e Uil, si sono espressi in maniera non unanime. In programma, la verifica finale è per sabato mattina, alle 10, a Palazzo Chigi.

    Le sette misure proposte dal governo sulle pensioni riguardano:

    - Stop all’aumento a 67 anni come adeguamento all’aspettativa di vita per 15 categorie di lavori gravosi, già individuate a partire dal 2019;

    - Una commissione che studi la gravosità delle occupazioni e che valuti la classificazione tra previdenza e assistenza ai fini di una migliore separazione;

    - Revisione del meccanismo di calcolo dell’aspettativa di vita sulla base della media e non delle differenze di picco;

    - Sostegno alla previdenza integrativa dei lavoratori pubblici; un miglioramento del Fis (fondo integrazione salariale);

    - Riutilizzo delle risorse dell’Ape social per il 2018;

    - Riutilizzo delle risorse per i precoci per il 2018.