Pensioni a 67 anni, scatta l’aumento ma il governo tratta coi sindacati: tutte le novità

Pensioni a 67 anni: nessun rinvio all'adeguamento, dal prossimo anno si segue l'aumento dell'aspettativa di vita e si andrà in pensione a 67 anni. Ma si tratta sui lavori gravosi. Il prossimo incontro tra governo e sindacati è già fissato per lunedì 13 novembre: l'obiettivo è quello di intervenire con una modifica alla legge di Bilancio, in esame al Senato.

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    Pensioni a 67 anni, scatta l’aumento ma il governo tratta coi sindacati: tutte le novità

    Dal 2019 si va in pensione a 67 anni. Non ci sono le condizioni per un rinvio dell’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni. Il meccanismo automatico introdotto dal governo Berlusconi nel 2010 e previsto dalla legge scatterà dal 2019 regolarmente. L’Istat ha infatti accertato che la speranza media di vita a 65 anni si è allungata di 5 mesi nel 2016 rispetto al 2013. Nel 2019 dovranno quindi aumentare i requisiti per andare in pensione. I sindacati sono insorti, come tante categorie di lavoratori, ma il governo Gentiloni ha deciso di aprire un tavolo tecnico che lavorerà in tempi strettissimi sulla possibilità di estendere un beneficio a quei dipendenti che svolgono lavori gravosi.

    PENSIONI: COME FUNZIONA IL MECCANISMO DI INNALZAMENTO DELL’ETA’

    Due adeguamenti dei requisiti sull’età pensionabile necessari per adeguare l’entrata in pensione all’aspettativa di vita sono già scattati nel 2013 e nel 2016. Il prossimo sarà nel 2019, per poi diventare biennale invece che triennale.

    Dal 1° gennaio 2018 la soglia dei 66 anni e 7 mesi sarà valida per tutti i lavoratori e lavoratrici.

    PENSIONE 2018: I REQUISITI

    Fino al 31 dicembre 2018 i lavoratori che hanno diritto possono andare in pensione d’anzianità col sistema retributivo o misto (per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996) seguendo i seguenti requisiti:

    66 anni e 7 mesi di età, più 20 anni di contributi per i dipendenti. Stessi requisiti anche per le lavoratrici del settore pubblico mentre per le dipendenti del settore privato bastano 65 anni e 7 mesi e alle lavoratrici autonome 66 anni e un mese. Per andare in pensione anticipata servono invece 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne indipendentemente dall’età, requisiti validi per tutti i lavoratori (pubblici e privati, dipendenti e autonomi).

    CAMBIO DEI REQUISITI PER LA PENSIONE 2019

    Dal 2019 per andare in pensione di vecchiaia serviranno 67 anni d’età mentre per la pensione anticipata ci vorranno 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne.

    PENSIONI ULTIMA ORA: GOVERNO E SINDACATI DISCUTONO

    Intanto governo e sindacati discutono su un possibile compromesso sul tema delle pensioni, o meglio sull’innalzamento dell’età pensionabile. Il prossimo incontro è già fissato per lunedì 13 novembre: l’obiettivo è quello di intervenire con una modifica alla legge di Bilancio, in esame al Senato. Si incontreranno il premier Paolo Gentiloni, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, quello dell’Economia Pier Carlo Padoan, Marianna Madia, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

    Padoan: adeguamento età pensionabile è necessario

    “Sulla questione specifica dell’età pensionabile il principio dell’adeguamento resta assolutamente confermato”, spiega il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan annunciando però la nascita del tavolo “che avrà aspetti tecnici e politici” e che prenderà il via per verificare “la possibilità di modificare e migliorare i meccanismi che determinano l’età pensionabile sotto il vincolo che queste modifiche non intacchino la sostenibilità dei conti”.

    Gentiloni: troviamo categorie di lavoratori da escludere

    “Il Parlamento è naturalmente sovrano – è la posizione espressa al tavolo dal premier Paolo Gentiloni – ma noi non escludiamo che si possa correggere qualcosa in un tavolo tecnico di confronto con le parti sociali”. Gentiloni ha infatti assicurato che la discussione verterà su misure che riguardano categorie specifiche e casi particolari, individuando i lavori più gravosi e ragionare anche sui metodi di calcolo dell’aspettativa di vita” ma “la premessa è non superare i principi generali della norma sull’aspettativa di vita” perché “quei principi rimangono validi e non possono essere messi in discussione per la credibilità internazionale del Paese”.

    PENSIONI NEWS OGGI: IL PUNTO DI VISTA DEI SINDACATI

    “Per noi il meccanismo sull’aspettativa di vita è ingiusto“, ha detto la leader Cgil Susanna Camusso, secondo cui il 13 novembre “verificheremo se davvero c’è la disponibilità a cambiare i meccanismi dell’età pensionabile e a differenziare i lavori, oppure se non c’è”. E ha avvisato: “Se i risparmi delle leggi del centrodestra e della Fornero devono essere garantiti all’infinito, allora lo spazio di discussione finisce per essere davvero poco”, perché “una cosa è discutere di sostenibilità del sistema, un’altra è dire che il sistema previdenziale deve continuare a risparmiare. Della sostenibilità a lungo termine siamo tutti preoccupati, è per quello che continuiamo a chiedere la previdenza dei giovani”.

    Da parte sua, Annamaria Furlan della Cisl ha sottolineato che “Non tutti i lavori sono uguali e di conseguenza non lo sono tutte le aspettative di vita. Ci sono una decina di giorni per la verifica, i tempi tecnici sono stretti ma possiamo fare questo lavoro importante” per considerare l’ampliamento della platea dei lavori gravosi e anche riprendere i temi rimasti irrisolti dal tavolo al ministero del lavoro, dalla previdenza integrativa per i giovani a quella complementare. “Va fatto un lavoro serio, dati alla mano e attinente alla realtà”, incita.

    Per Carmelo Barbagallo della Uil: “Stasera di positivo c’è il clima della discussione che continua” ma “non penso che esauriremo la nostra pressione sul parlamento”. Padoan, ha annunciato “ha messo dei paletti che per noi sono tutti da verificare – ha sottolineato – per noi il metodo di calcolo dell’aspettativa di vita dove i lavori non sono tutti uguali non è possibile; non tutti i lavori sono uguali”.