Cartelle Equitalia non pagate e liti: nuove rottamazioni in arrivo

In queste ore decisive per la messa a punto del nuovo del decreto fiscale e del Ddl di bilancio, emerge la possibilità (quasi una certezza) che si apra lo scenario per nuove rottamazioni. Ecco tutti i dettagli.

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    Cartelle Equitalia non pagate e liti: nuove rottamazioni in arrivo

    Torna sul tavolo delle contrattazioni l’annosa questione delle cartelle Equitalia e delle controversie con l’Agenzia delle Entrate: in queste ore decisive per la messa a punto del nuovo decreto fiscale e del Ddl di bilancio, emerge la possibilità (quasi una certezza) che si apra lo scenario per nuove rottamazioni. Andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta.

    Con buona probabilità dunque, vedremo a breve una rottamazione bis delle cartelle esattoriali emesse nella prima parte del 2017, pagando gli importi dovuti senza sanzioni e interessi di mora. Da alcune fonti autorevoli pare che la rottamazione bis dovrebbe riguardare le cartelle della riscossione inviate fino a giugno 2017. Inoltre, vi sarà la possibilità di prendere nuovamente in considerazione le domande di rottamazione che sono state respinte nella prima fase. Il Governo, secondo quanto risulta in una bozza del provvedimento visionata dall’ANSA, avrebbe fissato il limite ai ruoli dei primi 9 mesi dell’anno, con la possibilità di pagare in 5 rate di pari importo entro febbraio 2019.

    Infine, dovrebbe essere introdotta anche una rottamazione per le controversie in corso con l’Agenzia delle Entrate: l’obiettivo è quello di chiudere in tempi brevi e a ‘prezzo scontato’ le liti aperte con il Fisco.

    Le entrate che verranno accumulate con l’introduzione delle rottamazioni bis consentiranno fondamentalmente di raggiungere due importanti obiettivi: da un lato evitare l’aumento programmato dell’Iva nel 2018, dall’altro agevolare la ripresa economica, evitando che si spenga sul nascere. La rottamazione-bis delle cartelle esattoriali potrebbe portare a incassi fino a 1,5 miliardi di euro. La riapertura della sanatoria delle liti pendenti con il Fisco invece, potrebbe valere circa 250 milioni.