Ryanair, Trapani Birgi è l’aeroporto più penalizzato: turismo a rischio

Quale sarà il futuro dello scalo aereo di Trapani-Birgi? I tagli di Ryanair rischiano di penalizzare le rotte italiane, soprattutto in Sicilia. Infatti delle 34 rotte sospese e cancellate dal 10 novembre a marzo 2018, undici sono italiane e di queste sette riguardano proprio lo scalo di Trapani-Birgi in Sicilia.

da , il

    Ryanair, Trapani Birgi è l’aeroporto più penalizzato: turismo a rischio

    Con i tagli Ryanair sono diverse le rotte sospese anche in Italia dove il vettore low cost non farà atterrare i suoi aerei almeno fino al prossimo marzo 2018. E lo scalo di Trapani Birgi rischia di essere l’aeroporto più penalizzato. “La situazione è drammatica: nel periodo novembre-marzo Ryanair ridurrà il traffico aereo nello scalo di Trapani del 60% rispetto allo scorso anno – denuncia il direttore dell’Airgest, Giancarlo Guerrera – Ma purtroppo non abbiamo soluzioni alternative, negli aeroporti secondari, come Trapani Birgi, solo le compagnie low cost hanno interesse a operare”, dichiara. E il turismo rischia di registrare bilanci negativi nei prossimi mesi.

    Quale sarà il futuro dello scalo aereo di Trapani-Birgi? L’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi è uno degli scali più colpiti dalle cancellazioni di voli annunciati da Ryanair a partire dal mese di settembre 2017.

    Infatti Ryanair ha annunciato il taglio di 34 rotte cancellando i voli dei suoi aerei dal 10 novembre a marzo. Di queste, tre rotte sono internazionali (Francoforte, Baden Baden, Cracovia) e undici sono italiane. A loro volta ben sette di queste ultime riguardano lo scalo di Trapani-Birgi (le altre riguardano Roma, Parma, Genova e Trieste). Con un calcolo approssimativo possiamo dire che in sei mesi saranno oltre 1.200 i voli cancellati da Ryanair a Trapani Birgi, per un totale di circa duecentomila passeggeri in meno. Che tradotto vuol dire un grosso colpo negativo sul settore del turismo.

    L’aeroporto di Trapani-Birgi si trova sulla costa ovest della Sicilia, tra Trapani e Marsala, dalle quali dista circa 15 km (da entrambe le città). Essendo un aeroporto internazionale, da Trapani Birgi partono diversi aerei verso le principali città europee, con collegamenti giornalieri verso Roma e altre città italiane. Ma va ricordato che l’aeroporto di Trapani-Birgi è un piccolo scalo militare in uso all’aeronautica militare, aperto anche al traffico civile. Nonostante questo è uno scalo molto importante per tutta la zona.

    RYANAIR: I TAGLI A TRAPANI BIRGI

    Mentre l’autorità per l’aviazione civile britannica, la Caa, ha chiesto a Ryanair di rilasciare un comunicato stampa per chiarire le proprie politiche di reindirizzamento e rimborso delle spese per i clienti, riflettiamo sul dettaglio delle ripercussioni per l’indotto italiano, prendendo a esempio le parole del Senatore Fabrizio Bocchino (Sinistra Italiana), che ci fa notare: “La crisi di Ryan Air sta colpendo in modo gravissimo il territorio di Trapani e rischia di costare il posto di lavoro a migliaia di persone nell’indotto legato all’aeroporto di Birgi”.

    A Trapani il 90% dei voli è Ryanair

    “Il mancato rinnovo, da parte della Regione Siciliana e dei comuni dell’area, dell’accordo di co-marketing con il vettore low cost stava già mettendo a rischio lo scalo di Trapani, dove quasi il 90 per cento dei voli viene operato da Ryan Air”, fa notare Bocchino. “Quello che sta succedendo a Trapani Birgi dimostra che affidare un servizio di pubblica utilità come i trasporti interamente al mercato espone a rischi gravissimi, soprattutto quando, come nel caso di Ryan Air, il vettore costruisce la sua competitività sullo sfruttamento indiscriminato dei lavoratori”.

    “Ryan Air ha chiuso il 2016 con un utile record di 1,3 miliardi su 6,6 miliardi di ricavi”, ricorda Bocchino. “Ora sappiamo che a generare tali dividendi sono stati i lavoratori sfruttati. Ma le istituzioni hanno il dovere di tutelare chi lavora, in particolare in territori come quello di Trapani, dove l’occupazione è un problema enorme”, conclude il Senatore.

    RYANAIR E SCIOPERI AEREI DI OTTOBRE

    Intanto l’Autorità di garanzia per gli scioperi ha chiesto all’Autorità dei Trasporti e a Enac come intendano comportarsi in relazione all’obbligo, da parte di Ryanair, di garantire voli individuati come “essenziali” in caso di sciopero. Lo riferisce il Garante in una nota, facendo riferimento alla rilevante eliminazione di collegamenti del vettore Ryanair e alla luce degli scioperi già proclamati nel settore del trasporto aereo per il mese di ottobre. L’Autorità ha rammentato a Ryanair l’assoggettamento nel campo di applicazione della legge sugli scioperi di qualunque vettore operante nel territorio nazionale. L’eventuale mancata garanzia delle prestazioni indispensabili, spiega il Garante, “è soggetta a sanzioni, come previsto dalle norme in materia”.