Pensioni: Riforma Fornero salva, no di Bankitalia e Corte dei Conti a modifiche su età pensionabile

Niente passi indietro sulle pensioni e su un eventuale abbassamento nell'età pensionabile: le modifiche potrebbero mettere a rischio i conti pubblici. È il monito che arriva dalla Corte dei Conti e da Bankitalia che così chiudono a ogni ipotesi di modifica delle regole per il pensionamento previste dalla legge Fornero.

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    Pensioni: Riforma Fornero salva, no di Bankitalia e Corte dei Conti a modifiche su età pensionabile

    La riforma Fornero non si tocca, mettere mani alle pensioni, oggi, non è conveniente anzi è rischioso: questo in sintesi il succo del discorso. “Ogni arretramento” sul fronte delle pensioni “esporrebbe il comparto e quindi la finanza pubblica in generale a rischi di sostenibilità”, sintetizza il presidente della Corte dei Conti Arturo Martucci, in audizione a Palazzo Madama davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Def. “Si tratta di cogliere ancor meglio il senso della delicatezza del comparto e confermare i caratteri strutturali della riforma Fornero a partire dai meccanismi di adeguamento automatico di alcuni parametri per accedere alle pensioni, come i requisiti anagrafici di accesso all’evoluzione della speranza di vita e la revisione dei coefficienti di trasformazione”.

    PENSIONI IN EQUILIBRIO INSTABILE

    All’appello del presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci, nelle audizioni che si stanno svolgendo presso le Commissioni di bilancio riunite di Camera e Senato, che stanno esaminando la nota di aggiornamento al Def, interviene anche Pierluigi Federico Signorini, vicedirettore generale di Bankitalia, secondo cui: “Le ultime proiezioni sulla spesa pensionistica mettono in evidenza l’importanza di garantire la piena attuazione delle riforme approvate in passato, senza tornare indietro.”

    PENSIONI NEWS: ITALIA DAL FUTURO INCERTO

    “È singolare che quando si parla di pensioni si considerino solo i conti e mai la condizione reale di vita e di lavoro delle persone”, commenta il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli: “E la cosa è ancora più insopportabile – prosegue Ghiselli – poiché non si tiene conto del fatto che l’attuale sistema previdenziale italiano è il più restrittivo d’Europa”.

    PENSIONI EQUE SEMPRE PIU’ LONTANE

    Per il dirigente sindacale “queste autorevoli Istituzioni non vogliono considerare che con la legge Fornero non si è fatta una riforma previdenziale ma solo cassa, scaricando sui lavoratori e sui pensionati l’onere principale del risanamento del Paese. E che – aggiunge – è necessario trovare il coraggio politico di apportare a tale legge una radicale, seppur graduale, modifica, mettendo anche in conto la necessità di una redistribuzione degli oneri sociali da sostenere, per superare così la profonda iniquità che l’ha caratterizzata”. “Ma queste sono considerazioni sociali e politiche, che non competono ai soggetti auditi oggi”, sottolinea Ghiselli. “Quindi – conclude – è bene che sia il Governo ad assumersi la responsabilità di dare risposte chiare al documento sindacale sulle pensioni, in tempi celeri, come si era impegnato a fare”.

    PENSIONI E INFLAZIONE

    Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat che vedono nel secondo trimestre il potere d’acquisto delle famiglie fermo rispetto ai tre mesi precedenti e in calo su base annua. “Ora il rischio è che, con gli attesi futuri aumenti dei prezzi, la situazione peggiori ulteriormente. Per questo urge una seria riforma fiscale che riporti il sistema tributario ai criteri di progressività fissati dall’art. 53 della Costituzione ed una politica dei redditi, adeguando all’inflazione sia gli stipendi che le pensioni“.