Concorsi pubblici truccati: ecco i punti deboli del sistema

In questi giorni, sette docenti universitari sono stati arrestati con l'accusa di corruzione dalla Guardia di finanza di Firenze, proprio nell'ambito di un’inchiesta su concorsi truccati. Le pubblicazioni finiscono sotto la lente di ingrandimento.

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    Concorsi pubblici truccati: ecco i punti deboli del sistema

    FOTO: PIXABAY

    Rimbalza nuovamente in testa alla cronaca l’annoso problema dei concorsi pubblici truccati: in questi giorni, sette docenti universitari sono stati arrestati con l’accusa di corruzione dalla Guardia di finanza di Firenze, proprio nell’ambito di un’inchiesta su concorsi truccati. Immediata e dura è stata la reazione del ministro della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli: ‘Voglio andare fino in fondo’. Ma come funzionano i concorsi pubblici truccati? Come si riesce a ottenere una cattedra universitaria senza passare dal via?

    Concorsi pubblici truccati: le falle del sistema

    A fare luce sul sistema dei concorsi pubblici truccati è il Corriere della Sera, il quale evidenzia i punti deboli dell’iter di accreditamento. Il vero elemento fragile è quello delle pubblicazioni: nelle materie scientifiche, come la matematica e la medicina, contano le citazioni dei propri lavori, mentre nelle materie umanistiche, nella giurisprudenza o in economia si tiene conto di tre criteri: i libri scritti, le pubblicazioni e quante di queste siano riportate su riviste ritenute autorevoli. E’ inoltre necessario possedere almeno due dei tre requisiti. L’anello debole del sistema si trova qui: per pubblicare un professore deve necessariamente rivolgersi all’editor della rivista selezionata, che a sua volta lo sottoporrà ai revisori anonimi. In Italia, solitamente il testo viene fatto esaminare da un solo docente associato o ordinario. Inoltre, accade sovente che nel mondo della cultura italiano revisore e direttore della rivista conoscano chi ha inviato loro lo scritto, riducendo di fatto l’obiettività del giudizio. Tutto ciò considerato, induce a ritenere che la scelta di una commissione indipendente sia il primo punto necessario da implementare, perché le valutazioni possano essere ritenute obiettive e non influenzabili.

    Oltre alla questione nebulosa delle pubblicazioni, c’è quella del concorso vero e proprio: se il bando viene cucito ad hoc sulla persona che si intende selezionare, partecipare, anche con le migliori intenzioni e qualifiche, risulta del tutto inutile. La cattedra finirà necessariamente nelle mani della persona scelta in partenza.

    Concorsi pubblici truccati: l’intervento del ministro Fedeli

    Tornando all’ultimo dei concorsi pubblici truccati, smascherato in questi giorni, il ministro della Pubblica Istruzione ha dichiarato che verrà istituito una sorta di codice di comportamento sull’università: ‘La bozza è pronta da luglio, ora è in consultazione e vogliamo concludere assolutamente entro ottobre’.