Pensioni PA, statali in uscita anticipata per lasciare 500 mila posti da riempire con nuovi concorsi pubblici?

Nei prossimi anni andranno in pensione centinaia di statali, dipendenti pubblici che lasceranno vuoti i loro posti di lavoro in favore di giovani.

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    Pensioni PA, statali in uscita anticipata per lasciare 500 mila posti da riempire con nuovi concorsi pubblici?

    Se da un lato c’è chi a breve incasserà le pensioni, dall’altra c’è l’esigenza di organizzare dei nuovi concorsi pubblici per permettere il cambio generazionale nella pubblica amministrazione. C’è un dato di fatto: nei prossimi 5 anni andranno in pensione circa 450 mila lavoratori pubblici, “una sfida, che deve consentirci di evitare una sostituzione sostanzialmente ‘automatica’”, ribadisce la ministra PA, Marianna Madia, che ha spiegato come la riforma della PA già apra a un reclutamento “ordinario, selettivo e ragionato” della manodopera da introdurre al posto di chi sta per andare in pensione. Ci saranno, sottolinea, “nuovi concorsi, ma nell’ordinario. Non ci sarà bisogno di piani straordinari o di un maxi-concorso”.

    PENSIONI PA: NO ANTICIPAZIONI

    “Non è prevista alcuna anticipazione per l’uscita degli statali”, chiarisce il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione Angelo Rughetti, spiegando che non è allo studio una tale misura perché vorrebbe dire caricare un enorme costo ulteriore sul bilancio pubblico.

    Ma comunque la notizia è che è allo studio del Governo un progetto per la sostituzione di coloro che stanno andando in pensione tra gli statali, nei prossimi quattro anni. Se dunque l’obiettivo di anticipare le uscite non è all’orizzonte, lo è quello di fare un piano dei fabbisogni del sistema Paese (“la Pubblica amministrazione deve imparare ad assumere non per quello che serve a se stessa ma per quello che serve ai cittadini italiani”) e mettere a punto un grande concorso per assumere giovani.

    PENSIONI STATALI: 500MILA NUOVI POSTI

    E in relazione 500 mila dipendenti pubblici prossimi alla pensione, Rughetti ha spiegato: “Noi abbiamo davanti una grande occasione. Tante persone che lasceranno il posto di lavoro e queste persone possono essere rimpiazzate attraverso un grande progetto Paese, che metta al centro i bisogni delle persone e faccia in modo che questi posti che si liberano diventino tante occasioni e tante opportunità per i tanti giovani”. “Noi abbiamo 500 mila persone che escono dal sistema per andare in pensione e questo budget può trasformarsi in nuovi posti di lavoro anche in maniera superiore a quelli che lasciano”. Di qui, infatti, l’idea anche di un maxi-concorso per le nuove assunzioni di statali.

    Per Rughetti occorre dunque fare “un’analisi dei fabbisogni”, “vedere quali sono i profili professionali che servono. Se siamo bravi a programmare”, il varco che si apre con le uscite per pensionamento consente “di portare nel sistema pubblico nuova linfa, abbassare l’età media, aprendo ai giovani e ai talenti”. Ma a frenare l’entusiasmo dell’esecutivo ci pensa la Cgia, nelle parole del coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo: “prima di dar luogo a nuove assunzioni la Pubblica amministrazione azzeri i debiti commerciali contratti con le aziende fornitrici che, secondo le stime della Banca d’Italia, ammontano a 64 miliardi di euro, di cui 34 ascrivibili ai ritardi nei pagamenti”.