Spesometro 2017 proroga, scadenza, istruzioni e dati da comunicare

Proroga spesometro 2017: ancora un rinvio per la scadenza della comunicazione dei dati sulle fatture da inviare all’Agenzia delle Entrate, vediamo una guida alla compilazione dello spesometro con i dati da comunicare al Fisco

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    Spesometro 2017 proroga, scadenza, istruzioni e dati da comunicare

    Proroga Spesometro 2017: dal 16 settembre il rinvio della scadenza per comunicare i dati sulle fatture emesse nel primo semestre 2017 all’Agenzia delle Entrate è per il prossimo 28 settembre. Ma nonostante l’annuncio del ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, che ha firmato il dpcm in pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, i commercialisti hanno criticato la proroga allo spesometro come ‘non sufficiente’. I professionisti del settore avevano infatti chiesto il rinvio di almeno un mese per la presentazione del nuovo spesometro 2017, o quanto meno una proroga a sabato 30 settembre (con relativo slittamento al 2 ottobre) visto il ritardo con cui stanno ricevendo gli applicativi per la compilazione e il controllo forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate. Ma vediamo di seguito cos’è lo spesometro e come funziona, la scadenza, le istruzioni e i dati da comunicare.

    PROROGA SPESOMETRO 2017

    E’ stata dunque accettata dal MEF la proroga allo spesometro 2017, il rinvio è dal 16 settembre al 28 settembre 2017 per effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre del 2017.

    SCADENZA SPESOMETRO 2017

    Per quanto riguarda le date di scadenza dello spesometro, ossia entro quando vanno comunicati i dati, il calendario per i prossimi invii è, come da proroga: il 28 settembre 2017 per il primo semestre 2017 e il 28 febbraio 2018 per il secondo semestre 2017.

    SPESOMETRO 2017 ISTRUZIONI

    Lo spesometro è uno strumento fiscale che obbliga i soggetti come i commercianti, le imprese e gli operatori finanziari (banche incluse) a comunicare tutti i dati delle fatture emesse e ricevute con importo pari o maggiore a 3.600 euro. Le istruzioni sulle modalità di trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate cambiano quest’anno, in primo luogo perché a partire dal 2017 lo spesometro non è più annuale, ma semestrale e dal 2018 diventerà trimestrale; in secondo luogo perché per la trasmissione dei dati il Fisco ha messo a punto una nuova piattaforma software, chiamata ‘Fatture e Corrispettivi’, che permetterà ai commercialisti di compilare un file in formato .xml. Entro il termine del 28 settembre 2017 dovranno essere comunicati i dati delle fatture emesse delle fatture registrate nel primo semestre dell’anno in corso (dal 1° gennaio 2017 al 30 giugno 2017).

    DATI DA COMUNICARE NELLO SPESOMETRO 2017

    Quali sono i dati da comunicare nello spesometro 2017? Nel modulo Piattaforma Fatture e Corrispettivi occorre inserire i dati dei soggetti relativi alla fattura, il numero della fattura e la data di emissione o di acquisto, la base imponibile, l’aliquota e l’imposta, nonché il tipo di operazione, come indicato dal Provvedimento del 27 marzo scorso dall’Agenzia delle Entrate. Sono esclusi dalla comunicazione gli scontrini fiscali, le ricevute fiscali e le schede carburanti. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che è possibile inviare anche dati di fatture riferite a periodi diversi con uno stesso file. Per quelle con data di emissione o di registrazione non compatibile con il periodo di competenza, la piattaforma produrrà uno specifico avviso nella notifica che non comporta, però, lo scarto del file.

    Spesometro 2017 dati specifici

    Per le fatture emesse conta la data di emissione e vanno comunicate anche quelle annotate nel registro dei corrispettivi. Per le fatture e le bollette doganali ricevute, annotate nel registro Iva acquisti (comprese quelle ricevute da soggetti forfettari o minimi) conta la data di registrazione e non la data del documento. Devono essere indicati anche i dati delle note di variazione (note credito o debito) e tutte le fatture d’importo inferiore a € 300 contenute nel documento riepilogativo registrato ex art. 6 Dpr 695/96. Se ci sono fatture cointestate a due soggetti vanno riportati i dati identificativi fiscali di uno solo dei due.

    ESONERATI DALLO SPESOMETRO

    Chi sono gli esonerati dalla compilazione dello spesometro? I contribuenti forfettari ed i contribuenti minimi, i produttori agricoli già posti in regime di esonero, le pubbliche amministrazioni e i contribuenti che hanno aderito all’invio telematico di ogni fattura attraverso il sistema SdI.

    GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLO SPESOMETRO

    Ed ecco una piccola guida alla compilazione dello spesometro. Occorre riportare correttamente la Tipologia del documento, che sarà identificata da un codice, quindi:

    - TD01 per la Fattura

    - TD04 per la Nota di credito

    - TD05 per la Nota di debito

    - TD10 per la Fattura acquisto IntraUE di beni

    - TD11 per la Fattura acquisto IntraUE di servizi

    - TD07 per la Fattura semplificata

    - TD08 per la Nota di credito semplificata

    Per le fatture emesse occorre indicare il numero da noi attribuito alla fattura nel campo ‘numero’. Per le fatture ricevute non è obbligatorio in fase di registrazione Iva riportare il numero attribuito dal fornitore, pertanto si può indicare il valore “0” (zero) nel campo ‘numero’. Inoltre il campo “Natura” dell’operazione va usato solo in alternativa al campo “Imposta”, quindi solo quando la fattura non ha Iva, e se non si conosce la sede legale della controparte è possibile indicare “Dato assente”.

    Per le fatture emesse e ricevute, il codice da riportare sarà:

    - N1 – Esclusa art. 15 Dpr 633/72

    - N2 – Non soggetta ad Iva (art. 74/633, fatture da forfettari o minimi, prestazioni di servizi senza Iva art. 7-ter Dpr 633/72)

    - N3 – Non imponibile (esportazione art. 8/633, cessione intracomunitaria di beni art. 41, cessione ad esportatori abituali)

    - N4 – Esente (es. prestazioni sanitarie)

    - N5 – Regime margine/editoria/agenzie di viaggio

    - N6 – Inversione contabile / Reverse charge (acquisti Intra, di rottami, cellulari, tablet PC, laptop, pulizie, lavori edili, ecc.) c’è l’obbligo di integrarle con l’Iva ed annotarle due volte, prima nel Registro acquisti poi in quello vendite: i dati da comunicare sono solo quelli inerenti la fattura ricevuta, indicando nel campo ‘Natura’ il codice N6 e compilando i campi ‘Imposta’ e ‘aliquota’. Anche in caso di autofattura emessa a seguito dell’acquisto di beni/servizi da soggetto ExtraUE, i relativi dati vanno inseriti nella sezione delle fatture ricevute, indicando l’Iva e nel campo ‘Natura’ il codice ‘N6′.

    - N7 – Altri casi (telecomunicazioni, radiodiffusione, vendite a distanza, Moss, ecc.)

    In caso di operazioni in Split Payment: si deve indicare l’aliquota Iva e l’Iva,nel campo ‘Esigibilità Iva’ va indicata la lettera ‘S’.

    E SE NON SI PRESENTA LO SPESOMETRO?

    Cosa accade se non si compilano i dati dello spesometro? Occorre sapere che il mancato o errato invio dello Spesometro comporta una sanzione di 2 euro per ogni fattura, fino al massimo di 1000 euro a trimestre (vedi Risoluzione 104/E del 28 luglio 2017). La sanzione viene ridotta della metà in caso di invio effettuato entro 15 giorni dalla scadenza. Inoltre il contribuente può ricorrere al cosiddetto ravvedimento operoso che comporta una diminuzione della multa in base a quando si effettua la regolarizzazione, e cioè le sanzioni saranno ridotte di:

    -1/9 del minimo in caso di presentazione entro 90 giorni dalla scadenza

    -1/8 del minimo in caso di presentazione entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione

    -1/7 del minimo se la presentazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione

    -1/6 del minimo in caso di comunicazione oltre il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione

    -1/5 del minimo se l’invio dei dati avviene a seguito di processo verbale di constatazione della violazione e prima che sia notificato il relativo atto dall’Ufficio.

    Con la proroga al 28 settembre dello spesometro relativo al primo semestre 2017, la relativa sanzione base, comminabile in caso di violazioni, è “ridotta” alla metà se la comunicazione corretta dei dati delle fatture avviene entro il prossimo 13 ottobre. Tuttavia, non sono applicabili le disposizioni sul cumulo giuridico (articolo 12, D.Lgs. 472/1997); pertanto, in caso di violazioni nella trasmissione dei dati, occorre sommare la sanzione prevista (2 euro oppure 1 euro se la regolarizzazione avviene entro 15 giorni) per ciascuna fattura, nel limite massimo di 1000 euro per trimestre (o 500 euro se la regolarizzazione avviene entro 15 giorni dalla scadenza).