Pensioni più alte dal 2019: cambia il meccanismo di rivalutazione delle pensioni

Dal 2019 aumentano le rivalutazioni sulle pensioni superiori a 3 volte il minimo. Vediamo come cambia il meccanismo di rivalutazione delle pensioni con lo stop al blocco delle perequazioni

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    Pensioni più alte dal 2019: cambia il meccanismo di rivalutazione delle pensioni

    Dal 2019 diciamo addio al blocco delle perequazioni. Il meccanismo che prevede il sistema di rivalutazioni che penalizza le pensioni più alte scadrà infatti alla fine del 2018. Vediamo allora come cambia il meccanismo di rivalutazione delle pensioni previsto dalla Legge Fornero, con l’aumento delle rivalutazioni sulle pensioni superiori a 3 volte il minimo e il recupero dell’inflazione per scaglioni.

    “È sostanzialmente confermato l’impegno per dare il via al cambiamento del meccanismo della rivalutazione delle pensioni, come ha assicurato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti al termine dell’incontro con i sindacati sulla previdenza, aggiungendo che “sarà fatto anche un lavoro di analisi e verifica anche sulla composizione del paniere che è alla base della rivalutazione delle pensioni”.

    Con l’arrivo del 2019 si torna alle vecchie rivalutazioni sulle pensioni per gli assegni superiori a 3 volte il minimo cioè per le pensioni maggiori di 1500 euro circa. In pratica si mette in campo un leggero vantaggio per le pensioni più alte rispetto ad oggi: infatti fino al 2018 avranno la rivalutazione al 45% su tutto l’importo.

    COS’E’ LA PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI

    La perequazione delle pensioni è l’adeguamento dell’importo del trattamento all’inflazione. Va detto che dal 2011 l’adeguamento, o rivalutazione, della pensione in misura pari al 100% dell’inflazione, è stato applicato soltanto per le pensioni d’importo sino a 3 volte il minimo.

    COME FUNZIONA LA PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI FINO ALLA FINE DEL 2018

    Dal 2014 però, sull’intero importo della pensione si applica un adeguamento al costo della vita, quindi, il meccanismo di rivalutazione segue questo schema: per le pensioni fino a 3 volte il minimo, l’adeguamento è pari al 100%; per le pensioni oltre 3 e fino a 4 volte il minimo è del 95%; per le pensioni oltre 4 e fino a 5 volte il minimo è del 75%; per le pensioni oltre 5 e fino a 6 volte il minimo è del 50%; per le pensioni oltre 6 volte il minimo risulta del 45%.

    COME VIENE RIVALUTATA LA PENSIONE DAL 2019

    Dal 2019, in assenza di nuove leggi in proposito, si tornerà al vecchio sistema delle rivalutazioni delle pensioni, che funzionava per fasce, o scaglioni. Ossia, le fasce di importo fino a 3 volte il trattamento minimo saranno rivalutate in misura pari al 100% dell’inflazione; per le fasce d’importo tra 3 e 5 volte il minimo si applica il 90% dell’inflazione; per le fasce d’importo superiore a 5 volte il minimo si applica il 75% dell’inflazione.

    Dai dati emerge che il vantaggio è percepibile per chi ha diritto a una pensione superiore a 3 volte il minimo. Infatti, se prendiamo ad esempio una pensione pari a 1.800 euro, la rivalutazione pari al 100% dell’inflazione sarà applicata ai primi 1500 euro (ossia 3 volte il minimo), mentre sulla cifra eccedente il trattamento minimo si applicherà una rivalutazione pari al 90% dell’inflazione (invece del 95% dell’inflazione sull’intero importo della pensione).

    Inoltre il Governo sta verificando la possibilità di far recuperare ai pensionati una parte di quanto perso con una rivalutazione una tantum del montante, così come previsto dall’accordo firmato l’anno scorso. A occuparsi di questo nuovo meccanismo sulle pensioni potrebbe essere un’apposita commissione mista collegata a Eurostat, composta da ministero del Lavoro, sindacati, Inps e Istat.