Pensioni anticipate, come fare domanda per l’APE volontaria

L'APE volontaria da richiedere per avere un prestito sulla pensione di vecchiaia: vediamo i dettagli su come fare la domanda all'INPS per ottenere la certificazione di avente diritto alla misura che permette di andare in pensione a 63 anni con l'ape volontaria.

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    Pensioni anticipate, come fare domanda per l’APE volontaria

    Abbiamo già visto in altri articoli sulle pensioni anticipate il meccanismo dell’ape social e quello dell’ape volontaria, chiarendo che quest’ultimo strumento è una sorta di prestito bancario (precisamente parliamo di anticipo finanziario a garanzia pensionistica) che, una volta raggiunti i requisiti per l’ottenimento della pensione di vecchiaia, il lavoratore – pensionato comincerà mese per mese a ripagare tramite trattenute alla fonte sulla sua pensione operate direttamente dall’INPS. Il meccanismo è garantito da un’assicurazione contro il rischio premorienza che permette agli eredi di non dovere pagare nulla e di non vedere decurtato l’assegno di reversibilità. Ma come si fa la domanda per ottenere di andare in pensione a 63 anni con l’ape volontaria?

    APE SOCIAL E APE VOLONTARIA AL VIA

    Dopo l’ape social parte anche l’ape volontaria, che consente al lavoratore di ricevere un assegno mensile, alternativo o complementare allo stipendio, come anticipo prima della pensione. Come già chiarito, l’ape volontaria sarà retroattiva al 1° maggio 2017. Lo scorso 4 Settembre 2017 l’esecutivo ha approvato in via definitiva il decreto attuativo dell’anticipo pensionistico volontario che deve essere ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’ape volontario sarà pertanto operativo tra la fine di settembre 2017 e la fine di ottobre 2017.

    Coloro che vorranno fare domanda di ape volontaria dovranno chiedere all’INPS una certificazione che riguarda il possesso dei requisiti necessari.

    COME FARE DOMANDA DI APE VOLONTARIA ALL’INPS

    Per l’accesso al prestito pensionistico il lavoratore deve ricevere il certificato dall’Inps che attesta l’idoneità dei requisiti per avere diritto all’APE. L’INPS avrà 60 giorni dalla richiesta per emettere la certificazione contenente l’importo minimo e l’importo massimo dell’APE ottenibile (in media sarà tra il 75% ed il 90% della pensione netta a seconda degli anni di anticipo richiesti). La domanda di certificazione potrà essere effettuata esclusivamente online (con il codice pin personale) oppure rivolgendosi ai patronati o altri intermediari abilitati.

    Una volta ottenuta la risposta dall’INPS, al lavoratore spetta un altro passaggio: la domanda (vera e propria) per accedere all’APE e la domanda per la pensione di vecchiaia. Nella domanda il richiedente indicherà sia l’istituto bancario che erogherà il prestito sia l’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Entrambe le domande non saranno revocabili, una volta perfezionato il contratto di prestito.

    In caso di concessione del prestito (la banca potrebbe anche non concederlo, ad esempio se il lavoratore è un ‘cattivo pagatore’), il richiedente avrà 14 giorni per esercitare il diritto di recesso. Oltre questa data si considera il contratto come valido a tutti gli effetti ed il prestito decorrerà entro i 30 giorni lavorativi successivi. Il lavoratore percepirà la somma finanziata attraverso quote mensili per dodici mesi all’anno, somme che non costituiranno reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, sino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia. Raggiunto il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia, l’Inps tratterrà mensilmente l’importo della rata per il rimborso del finanziamento per un massimo di venti anni.

    REQUISITI PER L’APE VOLONTARIA

    Occorre avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi, trovarsi a non più di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia nel regime obbligatorio. L’importo della pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, deve essere non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria (cioè 702,65 euro al mese per il 2017). E’ richiesto inoltre che il lavoratore non sia già titolare di un trattamento pensionistico diretto (come l’assegno ordinario di invalidità).