Reddito di inclusione, via libera dal Consiglio dei Ministri: cos’è e a chi spetta?

Il CdM ha dato il via libera al decreto che istituisce il reddito di inclusione, una misura contro la povertà che va a sostituire il Sostegno all'inclusione attiva (Sia) e l'Asdi, l'Assegno di disoccupazione. Priorità a famiglie con minori, donne in gravidanza e disoccupati over 50

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    Reddito di inclusione, via libera dal Consiglio dei Ministri: cos’è e a chi spetta?

    Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione a partire dall’1 gennaio 2018. Il Rei, come viene indicato in sigla, andrà a sostituire il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) così come l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione. La misura prevede un assegno mensile che varia da 190 euro a 485 euro, cifra quest’ultima che corrisponde all’assegno sociale per gli over 65 senza reddito: la variazione dipende da diversi fattori, in particolare dalla situazione reddituale e dalla composizione del nucleo familiare. A dare le prime cifre è stato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti secondo cui il Rei sarà “il pilastro fondamentale del piano nazionale per la lotta alla povertà“, andando a colmare quello che definisce “un vuoto annoso nel sistema italiano di protezione degli individui a basso reddito“.

    Grande soddisfazione è stata espressa da parte del governo e in particolare dal premier Paolo Gentiloni che lo ha definito come “un aiuto a famiglie più deboli, un impegno di Governo Parlamento e Alleanza contro la povertà“.

    Per come è strutturato, ha specificato Poletti, il reddito d’inclusione “è il segno di un nuovo approccio alle politiche sociali, in quanto si fonda sul principio dell’inclusione attiva, ovvero sull’affiancamento al sussidio economico di misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi“.

    Reddito di inclusione, cos’è

    Il reddito di inclusione è “una misura a vocazione universale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà“, così come definito dal decreto legislativo.

    Si tratta di un aiuto alle famiglie più povere e prevede due componenti: un “beneficio economico“, cioè un assegno su dodici mensilità con un importo che varia da 190 euro a 490 euro, e “una componente di servizi alla persona identificata”, cioè una serie di attività per l’inserimento al lavoro e al superamento della povertà, tramite un “progetto personalizzato” per l’inserimento o reinserimento lavorativo e l’inclusione sociale.

    Reddito di inclusione, a chi spetta

    Il Rei nella prima fase spetterà a circa 660mila famiglie per uno stanziamento totale di circa 2 miliardi di euro comprensivi dei fondi per l’inclusione sociale: la priorità verrà data alle famiglie con figli minori o disabili anche maggiorenni, donne in stato di gravidanza e disoccupati over 50.

    Per chiederlo, il nucleo familiare dovrà avere un valore dell’ISEE, in corso di validità, non superiore a 6mila euro; un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 20mila euro; un patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro, ridotto a 8mila euro per la coppia e a 6mila euro per la singola persona.

    Chi rientra nei parametri ISEE, potrà percepirlo anche se lavora, mentre non lo potrà avere chi già fruisce della NASpI o di un altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.

    Obiettivo successivo è ampliare la platea dei beneficiari con un aumento delle risorse, fino a coprire tutte le persone in condizione di povertà assoluta: secondo il rapporto Istat sulla povertà in Italia nel 2016, le famiglie residenti in Italia in povertà assoluta sono 1 milione e 619mila per un totale di 4 milioni e 742mila persone.

    Reddito di inclusione, quanto vale

    Come anticipato, il Rei prevede un beneficio economico che varia da 187,5 euro a un massimo di 485,40 euro al mese che verrà versato per un massimo di 18 mesi e potrà essere rinnovato non prima di 6 mesi: in questo caso, la durata scenderà a 12 mesi. Il beneficio economico verrà versato tramite una Carta di pagamento elettronica, la Carta Rei.

    Reddito di inclusione, chi può chiederlo

    Il Rei potrà essere richiesto da cittadini italiani e comunitari, familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro, titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo, i titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria), che siano residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

    Reddito di inclusione, come richiederlo

    Le domande per il Rei potranno essere presentate da dicembre 2017 al Comune di residenza a cui spetterà il controllo dei requisiti di cittadinanza e residenza e l’invio, entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione, all’Inps. A quel punto potranno passare al massimo 5 giorni per il controllo dell’Inps e il rilascio del beneficio. Si potrà inoltrare la richiesta presentando una dichiarazione a fini ISEE precompilata.