Pensioni, Boeri ancora contro i pensionati residenti all’estero: ‘Non è giusto dargli la 14esima’

Il presidente INPS torna sulle pensioni all'estero, ribadendo che i trattamenti non contributivi (ossia quelli puramente assistenziali come la 14esima) erogati a chi risiede all'estero pesano sui conti pubblici italiani andando ad alleggerire in modo anomalo quelli di altri Paesi ricchi

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    Pensioni, Boeri ancora contro i pensionati residenti all’estero: ‘Non è giusto dargli la 14esima’

    Il presidente INPS Tito Boeri torna sulla questione delle pensioni degli italiani residenti all’estero, già definita ‘anomalia italiana’, ribadendo il suo ragionamento secondo cui pagare le prestazioni assistenziali non contributive, come la 14esima, ai pensionati italiani residenti all’estero porta un danno all’economia italiana, e di fatto va ad ”alleggerire i costi sociali di altri Paesi” perché non c’è alcuna reciprocità.

    PENSIONI ALL’ESTERO SVUOTANO I CONTI PUBBLICI

    L’Italia ogni anno eroga a residenti all’estero le pensioni, ma oltre ai trattamenti di tipo previdenziale liquida anche prestazioni assistenziali, come ad esempio integrazioni al trattamento minimo e maggiorazioni sociali a somma aggiuntiva, come la 14esima. Prestazioni, sottolinea Boeri, che sono tipicamente erogate dal paese di residenza. L’Italia così svuota i suoi conti pubblici e va ad alleggerire i conti della protezione sociale di altri paesi, si affanna a spiegare il presidente INPS.

    SULLE PENSIONI L’ITALIA SEGUA ALTRI ESEMPI

    Prosegue Boeri nel discorso sulle pensioni: ”Pensiamo alla Germania, dove si riducono le prestazioni ai pensionati italiani nel momento in cui questi ricevono la 14esima. E il fatto che la 14esima sia stata estesa ha di fatto alleggerito i loro conti”.

    E incalza ”Perché noi dobbiamo agire diversamente da quanto fanno altri paesi che normalmente forniscono prestazioni assistenziali solo per i loro residenti? Quando noi interveniamo in questo modo in altri paesi ricchi, Germania ma anche Australia e Usa, succede che alleggeriamo i loro conti, essendo l’Italia peraltro non ancora dotata di un sistema di assistenza sociale di base adeguato, cioè universale”, conclude Boeri.

    Una disponibilità, quella italiana, tanto più strana quanto più, ricorda ancora Boeri, che “dagli anni 90 le norme europee hanno stabilito l’inesportabilità di tali provvidenze“. Quindi, ribadisce, “è strano che si continuino ad esportare misure assistenziali che vanno contro la tendenza imperante di altri paesi”.

    MAI CONTRO I PENSIONATI

    Tanto più, aggiunge, “che l’Inps è convinto che le pensioni pagate all’estero continueranno ad aumentare, inevitabile conseguenza della globalizzazione. E non c’è niente di male in questo”, dice ancora anticipando le critiche: “Noi non siamo contrari ai pensionati all’estero. Non lo siamo nella misura in cui si tratta di prestazioni di carattere contributivo. Anzi, ogni tanto sarebbe utile che il nostro paese si rendesse appetibile anche a pensionati di altri paesi, importanti per alimentare la domanda interna e le entrate fiscali”. Ma quello che resta “anomalo”, ripete ancora Boeri, è che noi esportiamo prestazioni assistenziali che tutti gli altri paesi garantiscono solo ai residenti“. Come la 14esima, appunto.

    PENSIONI: LA LEGGE DI STABILITA’ MINA I CONTI INTERNI

    Il ritocco sulla 14esima inserita nella scorsa legge di bilancio riguardo all’aumento del limite di reddito e dell’importo con cui accedere al beneficio, ha portato, calcola ancora Boeri, ad un incremento di spesa del 131% sul 2016 quando gli importi erogati sono stati pari a 15,4 milioni, contro i 35,6 milioni di euro pagati nei primi sei mesi del 2017. Il paradosso, ricorda Boeri, è che l’erogazione di tali prestazioni assistenziali va a beneficio anche di soggetti che risiedono in Paesi in cui esistono sistemi di protezione sociale adeguati e ”talvolta più capillari di quello italiano”, sicché al pensionato non deriva alcun vantaggio mentre lo Stato italiano assume oneri che potrebbero essere assolti dallo Stato di residenza del pensionato”.

    UN PARADOSSO TUTTO ITALIANO

    L”effetto paradosso” citato da Boeri è che la spesa effettuata dall’Italia per i pensionati all’estero non rientra nel Paese né sotto forma di tasse né sotto forma di consumi e quindi di supporto diretto alla crescita. I pensionati italiani all’estero non contribuiscono in nessun modo alla spesa pubblica del Paese, in quanto, per la normativa italiana o in base alle convenzioni internazionali contro la doppia imposizione fiscale, nella stragrande maggioranza non sono soggetti a tassazione in Italia né diretta né indiretta”.

    REAZIONI DEI SINDACATI: ‘BOERI ACCANITO CONTRO I PENSIONATI’

    Domenico Proietti, segretario confederale Uil ha commentato le parole di Tito Boeri, “Ha dell’incredibile il quasi quotidiano accanimento del presidente dell’Inps verso i pensionati italiani residenti all’estero. Oggi il professor Boeri torna a disquisire sulla natura della quattordicesima. Il presidente dell’Inps finge di ignorare che la quattordicesima non è un provvedimento assistenziale ma un giusto intervento di natura previdenziale. Le stesse modalità di erogazione lo confermano: l’entità della quattordicesima infatti è erogata in tre fasce basate sugli anni di contribuzione versata”.

    Unico punto di incontro con l’Inps, invece, la considerazione sul fatto che “bisogna rendere appetibile l’Italia anche ai pensionati degli altri paesi”. La Uil, spiega ancora la nota, sostiene infatti, “da molto tempo che questo può avvenire con una significativa riduzione delle tasse sulle pensioni che oggi sono mediamente al 21%, mentre la media europea è al 14%”.