Agenzia delle Entrate Riscossione: ecco cosa cambia con AER, la nuova Equitalia

Equitalia dal primo luglio è stata sostituita dalla nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione. A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa cambia ora? In realtà, non molto, andiamo a scoprire tutte le novità.

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    Agenzia delle Entrate Riscossione: ecco cosa cambia con AER, la nuova Equitalia

    Agenzia delle Entrate Riscossione, per gli amici semplicemente AER. Definitivo addio a Equitalia che dal primo luglio è stata sostituita dal nuovo ufficio di riscossione crediti del Fisco. A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa cambia ora? In realtà, non molto, l’unica differenza sostanziale risiede nella possibilità della nuova società di riscossione di pignorare direttamente il conto corrente di un contribuente, senza l’approvazione di un giudice. Ma è bene approfondire la questione, analizzando nel dettaglio tutto quello che accadrà d’ora in poi con la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il nome di Equitalia negli ultimi anni era stato associato ad abusi e vessazioni, il più delle volte a causa di esagerazioni giornalistiche e bufale social e qualche altra volta a ragione. In definitiva però l’operazione ‘simpatia’ volta a sopprimere uno degli enti più odiati d’Italia si traduce solo in un nuovo nome e in poteri ancora più incisivi (e invasivi) contro debitori ed evasori.

    Agenzia delle Entrate-Riscossione: la nuova veste online

    Dal primo luglio 2017, come accennato in apertura, c’è stata la riapertura ufficiale degli uffici Agenzia delle Entrate-Riscossione, il passaggio di tutte le funzioni e il fisiologico addio a Equitalia, ma è solo da oggi, 3 luglio, che i contribuenti potranno trovare la nuova modulistica e il nuovo logo. Naturalmente cambiano veste anche tutti i canali online: il sito è diventato www.agenziaentrateriscossione.gov.it e c’è un nuovo canale Twitter, @AE_Riscossione.

    Agenzia delle Entrate-Riscossione: il pignoramento diretto del conto corrente

    Dal primo luglio quindi, la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione ha sostituito di fatto Equitalia, acquisendo la facoltà di pignorare direttamente il conto corrente di un contribuente, senza l’approvazione di un giudice. E’ questo l’aspetto che più ha messo in allarme la maggior parte dei cittadini. Ma in verità, è doveroso specificarlo, si tratta di una normativa esistente da 12 anni: ‘Le norme che regolano la procedura di pignoramento diretto sono in vigore dal 2005′, ha chiarito l’ente in vista della sua dipartita.

    Inoltre, a far discutere molto gli italiani è un altro punto: con l’entrate in vigore delle disposizioni del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2017, il nuovo Ente di Riscossione, che opera sotto la vigilanza e il controllo dell’Agenzia, avrà accesso ai dati dell’Anagrafe Tributaria. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà la possibilità di consultare la banca dati Inps e ottenere le informazioni necessarie per procedere al pignoramento dello stipendio, della pensione o indennità.

    Naturalmente per poter effettuare il pignoramento sarà necessario rispettare alcuni step: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà proseguire col pignoramento, se trascorsi 60 giorni dalla notifica, la cartella esattoriale non è stata pagata. A quel punto, l’Ente riscossione può subito inviare alla banca l’atto di pignoramento, prima ancora di averlo comunicato all’interessato. Successivamente scatta un secondo invito a pagare entro altri 60 giorni. Se il debitore non adempie al suo dovere e continua a non pagare, il Fisco richiede alla banca di versare l’importo pari al debito, senza alcun intervento di un giudice.

    Il cittadino cosa può fare dunque? Per evitare il pignoramento del conto corrente, dovrà inviare entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, una richiesta di rateizzazione. Se l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovesse accettare la dilazione di pagamento, una volta pagata la prima rata, il cliente potrà chiedere lo sblocco del conto corrente.

    Equitalia addio… ma i debiti restano

    Un’altra domanda legittima che attanaglia la maggior parte dei contribuenti è la seguente: che fine fanno i debiti con Equitalia? Purtroppo, ve lo diciamo subito, non verranno cancellati. Con il cambio societario non ci sarà alcun annullamento, perciò i debiti verranno semplicemente trasferiti da Equitalia all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il discorso vale indistintamente per tutte le cartelle e debiti pendenti, comprese le imposte come Tasi, Imu, Tari o bollo auto. Ci sarà quindi una totale continuità nei crediti: i contribuenti che hanno ricevuto una cartella di pagamento, non dovranno porsi troppe domande, dovranno semplicemente saldare i loro debiti con il nuovo Ente di Riscossione.

    Dubbi sulla costituzionalità

    Le novità, si sa, fanno sempre paura. Per questo qualcuno ha avanzato dubbi sulla costituzionalità della nuova Equitalia. Il motivo è che AER si farà carico di tutti i ricorsi intentati contro Equitalia e le pratiche saranno gestite da personale AER dirigente assunto senza concorso, cioè, si accusa, senza procedura legittima.