Niente mantenimento per una divorziata disoccupata: «È giovane, si cerchi un lavoro»

Cassazione: «Il matrimonio non può essere considerata la strada per una sistemazione definitiva»

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    Niente mantenimento per una divorziata disoccupata: «È giovane, si cerchi un lavoro»

    Niente mantenimento per una donna divorziata e disoccupata. Secondo i giudici della Cassazione, infatti, è ancora giovane per cercarsi un lavoro. Per questo le hanno riconosciuto l’assegno di mantenimento per i figli, ma non l’assegno divorzile.

    Protagonisti di questa storia sono una 39enne e un impiegato di Salerno. Il loro matrimonio, da cui erano nati due bambini, sembrava andasse a gonfie vele. Lei aveva pure lasciato il posto da estetista per dedicarsi completamente al “mestiere” di mamma.

    Poi, però, come spesso accade, il rapporto si è incrinato e il matrimonio è finito con l’intervento dei legali e la separazione in tribunale. Lei ha chiesto, essendo disoccupata, come da prassi, l’assegno divorzile, un mantenimento «per consentire al divorziato di mantenere lo stesso tenore di vita matrimoniale».

    Garantito, però, fino a poco tempo fa. La legge è cambiata e la Cassazione, dopo il primo no del tribunale civile, ha ribadito che la donna non ha diritto all’assegno divorzile, respingendo il ricorso. Dando ragione all’avvocato di lui, secondo cui «la sua condizione di disoccupata non è di per sé sufficiente in relazione alla sua capacità di lavoro anche in relazione all’età».

    Cassazione: «Il matrimonio non può essere la strada per una sistemazione definitiva»

    La sentenza ha stabilito, tra le altre cose, che «il matrimonio non può essere considerato la strada per una sistemazione definitiva, ed è soltanto un’unione di affetti, per cui ove cessano questi ultimi, si interrompono anche i legami patrimoniali. In quest’ottica chi richiede l’assegno divorzile, dovrà dimostrare di non essere in grado di potersi procurare, per ragioni che non dipendono dalla sua volontà, mezzi adeguati al raggiungimento dell’autonomia economica».

    Alla donna è stato invece riconosciuto l’assegno di mantenimento per i figli.