Pensioni Ape Social: caos per ritardi, ma per Renzi è un successo

La pubblicazione dei decreti attuativi della riforma delle pensioni che riguardano l'ape social è avvenuta in ritardo. Il poco tempo a disposizione dei lavoratori per fare domanda di pensione anticipata all'INPS rischia di far saltare il beneficio per molti. Ecco gli aggiornamenti dell'ultima ora sulle pensioni

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    Pensioni Ape Social: caos per ritardi, ma per Renzi è un successo

    Vediamo gli aggiornamenti e le novità sulle pensioni oggi, mentre i sindacati non nascondono la loro contrarietà sul caos che ancora persiste sulle modalità di presentazione della domanda per l’APE SOCIAL, l’anticipo pensionistico che finalmente è entrato in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti attuativi, lo scorso venerdì 16 giugno. L’INPS, dal giorno successivo ha avviato le procedure informatiche relative alle domande per la pensione anticipata, ma i ritardi nell’avvio del beneficio hanno portato a un accorciamento dei tempi per la presentazione delle domande. Dettaglio che ha fatto molto arrabbiare i sindacati dei lavoratori e dei pensionati, ma che non ha impedito a Matteo Renzi di ‘brindare’ per il ‘successo’ del governo.

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    APE SOCIAL ULTIMA ORA: RENZI SODDISFATTO

    Il segretario del Pd, Matteo Renzi, che ha visto ‘nascere’ la riforma delle pensioni durante il suo governo, per poi vedere i decreti attuativi dell’Ape Social in Gazzetta Ufficiale sotto il governo Gentiloni, ha scritto su Facebook un messaggio in cui rivendica il successo ottenuto dall’esecutivo in materia di pensioni e anticipo pensionistico. “In queste ore mentre tanti esponenti del Palazzo inseguono chiacchiericci e polemiche sta accadendo una cosa semplice e giusta. Migliaia di connazionali, migliaia!, stanno facendo domanda per l’Anticipo Pensionistico”.

    Il messaggio di Matteo Renzi prosegue : “Stiamo parlando della c.d. APE, che abbiamo presentato lo scorso autunno ricevendo fischi, critiche e polemiche. E che però sta funzionando alla grande. Ci dicevano: l’ennesimo spot renziano. Ma non è uno spot: sono migliaia di persone che negli anni scorsi sono stati colpiti da regole molto dure e che adesso finalmente possono andare in pensione. Chi vive di populismo va in TV a insultare la Fornero. Chi crede nella politica trova soluzioni come l’Ape”.

    E infine l’ex premier conclude con queste parole: “Preferisco sbagliare cercando di cambiare le cose che pensare di avere ragione urlando e sbraitando dentro gli studi televisivi. Diamo tempo al tempo e la verità prima o poi emerge. Non era uno spot, l’Ape. Ma un modo per cambiare la vita a qualche migliaio di italiani. Era una promessa, ora è realtà. Avanti, insieme”.

    CRITICHE DEI SINDACATI AI RITARDI SU APE SOCIAL

    E invece i sindacati non hanno potuto non criticare i ritardi con cui l’ape social è entrata in vigore. E’ vero che ora una fetta di lavoratori potrà andare in pensione anticipata a 63 anni oppure coloro che hanno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni di età possono richiedere la pensione precoci, però Fulvia Colombini di Inca Cgil ha sottolineato che: “I tempi per la presentazione delle richieste risultano quindi ristrettissimi perché il termine è previsto per il 15 luglio prossimo, cioè neppure un mese, a fronte dei sei mesi impiegati dal governo per emanare i decreti attuativi”.

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    In più il governo “ha avuto la brillante idea di inserire anche che, a parità di condizioni, si terrà in considerazione la data e l’ora di presentazione della domanda. Pertanto, tutti cercano di assicurarsi che la richiesta venga inviata il più presto possibile”, ma, sottolineano i sindacati, ci sono lavoratori bisognosi che saranno penalizzati da tale meccanismo, perché, per richiedere ad esempio la documentazione della propria posizione al datore di lavoro (che per l’INPS è obbligatoria per poter richiedere l’ape social per lavori usuranti e gravosi), il lavoratore deve aspettare che l’azienda risponda. Cosa che risulterà sicuramente complicata nel caso in cui la ditta in questione sia in stato di fallimento, in concordato preventivo, oppure se è oggetto di fusioni, incorporazioni o cessioni di ramo d’azienda.

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