Pensione opzione donna news proroga 2018: su change.org la petizione

Nasce il Movimento Opzione Donna e il Comitato ‘opzione donna proroga al 2018’ ha lanciato sulla piattaforma change.org una petizione proprio per chiedere al governo una proroga alla misura che permette di andare in pensione con 57 anni e 35 anni di contributi con il ricalcolo contributivo dell'assegno pensionistico

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    Pensione opzione donna news proroga 2018: su change.org la petizione

    Ecco le news novità riguardanti la Pensione Opzione Donna: il Comitato ‘opzione donna proroga al 2018’ ha lanciato sulla piattaforma change.org una petizione proprio per chiedere al governo una proroga alla misura che permette di andare in pensione con 57 anni e 35 anni di contributi con il ricalcolo contributivo dell’assegno. Una proroga in favore delle lavoratrici che estenda la possibilità di andare in pensione con queste modalità sino al 31 dicembre 2018 (sempre su base volontaria). Questa è la speranza delle lavoratrici nate dopo il 1958. Vediamo nel dettaglio la proposta del Movimento Opzione Donna

    OPZIONE DONNA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

    Il ‘Comitato opzione donna proroga al 2018′ ha lanciato una petizione online sulla piattaforma Change.Org dove non solo le lavoratrici possono firmare sul web per dare la propria adesione. Al momento dell’uscita di questo articolo, al 14 giugno 2017, sono 2.396 i sostenitori che hanno lasciato una firma sulla pagina online della petizione, che chiunque può trovare a questa pagina, dove si legge un commento di una sostenitrice della petizione per la proroga dell’Opzione donna al 2018: “Le donne sono madri,figlie,mogli,nonne e dopo 35 anni di doppio lavoro hanno diritto di scegliere. Date alle donne la possibilità di vivere non solo di lavoro.Ci facciamo da parte per far sì che il mercato del lavoro apra le porte ai giovani, accettiamo la decurtazione ma liberateci e date alle donne disoccupate la dignità di poter vedere concretizzato il frutto del lavoro che oggi non hanno più. Buon senso”.

    OPZIONE DONNA REQUISITI

    A chi spetta l’opzione donna o l’eventuale proroga dell’opzione donna? I requisiti li avevamo trattati ampiamente in questo articolo, dove è spiegato anche il meccanismo, ossia come funziona l’Opzione Donna per le lavoratrici che vogliono andare in pensione anticipata.

    COMITATO OPZIONE DONNA: ‘I SOLDI CI SONO’

    Il Comitato Opzione Donna evidenzia inoltre come lo strumento legislativo già sia disponibile, nel senso che i soldi per coprire la misura sono nelle disponibilità dello Stato: la legge di bilancio per il 2016 ha, infatti, istituito un contatore che monitora i risparmi derivanti dall’utilizzo delle risorse messe a disposizione per la sperimentazione. Entro il 30 settembre di ogni anno al governo spetta l’invio dei risultati al Parlamento, che poi decide la possibilità di stabilire una proroga dell’Opzione donna (o un intervento sperimentale simile) oltre la data del 31 dicembre 2015.

    OPZIONE DONNA PROROGA 2018, I MOTIVI DELLA PETIZIONE

    Sono diverse le ragioni della richiesta di proroga del Comitato Opzione Donna che si leggono sulla pagina della petizione, come spiega Giulia Molinaro che ha fatto partire la raccolta firme:

    - Sostegno ai nostri anziani, figli e nipoti: la legge Opzione Donna 243/2004 ha permesso a molte lavoratrici di poter conciliare famiglia e mondo del lavoro. Le donne in Italia, ancora oggi, rivestono un ruolo di caregiver come unico ammortizzatore sociale in un welfare praticamente inesistente. Potersi quindi dedicare ai nipoti, familiari disabili, genitori anziani, uscendo anticipatamente dal lavoro con la certezza di un reddito fisso, rimane tuttora un’esigenza.

    - Dignità alle disoccupate: l’estensione di Opzione Donna consentirebbe a chi non ha più un lavoro certo di preservare la propria dignità e non dover diventare un peso per la società, dal momento che, concedendo la pensione a 57 anni, si eviterebbero eventuali sussidi di disoccupazione o ammortizzatori sociali;

    - Risparmio per lo Stato: si tratta di una misura che non grava sul bilancio pubblico, si basa su un calcolo che riguarda unicamente il sistema contributivo, le donne rinunciano in modo permanente a circa il 30% dell’assegno pensionistico.

    - Lavoro ai nostri giovani: si darebbe il via a un ricambio generazionale, quel turnover tra anziani e giovani adesso più che mai indispensabile.

    - Libertà di scelta: le donne della nostra generazione sono state sicuramente le più penalizzate dall’attuale Riforma Fornero, principalmente a causa dell’abolizione delle pensioni di anzianità e l’introduzione del pensionamento anticipato, per il quale la soglia del requisito contributivo parte da 41 anni e 10 mesi – soglia destinata ad aumentare nei prossimi anni per effetto dell’allungamento dell’aspettativa di vita.

    Staremo a vedere se l’iniziativa del Comitato Opzione Donna proroga 2018 e la petizione su change.org andranno a buon fine.