Multe e tasse non pagate: da luglio il Fisco potrà pignorare il conto corrente

Il prelievo diretto dal conto corrente in caso di multe e tasse non pagate non sarà automatico: il contribuente riceverà avvisi e solleciti di pagamento e avrà 60 giorni di tempo per mettersi in regola

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    Multe e tasse non pagate: da luglio il Fisco potrà pignorare il conto corrente

    In caso di multe o tasse non pagate, dal primo luglio il Fisco potrà mettere mano direttamente nel vostro conto corrente, pignorandolo e incassando la somma dovuta. Il prelievo diretto dal conto corrente in caso di multe e tasse non pagate non sarà però automatico: il contribuente riceverà avvisi e solleciti di pagamento e avrà 60 giorni di tempo per mettersi in regola.

    Il nuovo meccanismo scatta con la soppressione ufficiale di Equitalia che, proprio da luglio, sarà inglobata in un nuovo ramo dell’Agenzia delle Entrate che si occuperà anche di riscossione.

    Multe non pagate: cosa succede?

    Dal primo luglio, quindi, chi ha conti in sospeso con il Fisco farà bene a mettersi in regola, prima che sia il Fisco a riprendersi “con la forza” ciò che gli spetta. Non contano solo le multe non pagate, ma anche le tasse da versare, le cartelle, i contributi (ad esempio quello all’Inps) e i bolli auto mai saldati. Cosa farà la nuova Agenzia delle Entrate? Potrà mettere mano direttamente nei conti corrente di contribuenti e imprese, senza il bisogno del via libera del giudice. Insomma, potrà entrare nel conto corrente di chi è in debito ed eseguire il prelievo diretto, pignorando il conto più sostanzioso se ne trova aperti diversi.

    Come evitare il pignoramento del conto corrente?

    Per evitare il pignoramento del conto corrente c’è solo una cosa da fare: mettersi in regola con le multe e le tasse non pagate. Il prelievo forzato dell’Agenzia delle Entrate dal conto corrente non è infatti automatico.

    Multe non pagate: come mettersi in regola prima del pignoramento

    Il contribuente che non sia in regola, e che abbia quindi multe e tasse non pagate, o contributi Inps non versati, riceverà avvisi e solleciti di pagamento. Avrà 60 giorni per mettersi in regola, pagando tutta la somma dovuta subito, chiedendo di rateizzare l’importo o presentando ricorso. Se non compie almeno una di queste azioni, scatta il recupero coattivo da parte della nuova Equitalia, anche attraverso il pignoramento del conto corrente.