Equitalia condannata a pagare 8000 euro, annullata cartella esattoriale

Equitalia news: la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce annulla cartella esattoriale di oltre 450mila euro e condanna Equitalia a 8.000 euro di spese per non aver seguito il corretto iter di notificazione e comunicazione degli atti di accertamento

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    Equitalia condannata a pagare 8000 euro, annullata cartella esattoriale

    L’ultima news su Equitalia riguarda la condanna decisa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Lecce nei riguardi della società di riscossione crediti in seguito a un annullamento di una cartella esattoriale di oltre 450mila euro. A causa di una notifica mai consegnata, Equitalia è stata condannata al pagamento di 8.000 euro di spese oltre ad altre spese accessorie di legge. Vediamo di seguito nel dettaglio i contenuti della sentenza relativa all’annullamento della cartella Equitalia.

    SE LA NOTIFICA NON ARRIVA EQUITALIA HA TORTO

    Cosa succede se una notifica non arriva e il contribuente non sa di avere una posizione debitoria nei confronti del Fisco? Ebbene, con questa decisione e il deposito della sentenza si ribadisce il concetto che Equitalia ha torto. Troppe volte infatti, il Fisco e gli agenti accertatori non seguono i corretti iter di notificazione e comunicazione degli atti di accertamento che, quindi, non vengono a giuridica conoscenza del contribuente che, troppo spesso si vede notificare cartelle di pagamento per pretese di cui non aveva avuto precedente conoscenza.

    EQUITALIA CONDANNATA AL PAGAMENTO DI 8000 EURO

    E’ stata dunque depositata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Lecce la sentenza 2082/17, che ha censurato i profili d’illegittimità nella notificazione ed ha totalmente annullato una cartella esattoriale di 457.168,51 euro, notificata il 29/11/2010 condannando, infine, Equitalia anche alle spese di giudizio di € 8.000,00 oltre accessori di legge, in favore dell’avvocato Maurizio Villani che aveva difeso il contribuente.

    SE L’AGENTE EQUITALIA DICHIARA IL FALSO

    In particolare i giudici leccesi hanno chiarito come si debbano eseguire correttamente le notifiche rispettando le tassative disposizioni di legge, nonché la costante giurisprudenza della Corte di Cassazione. Oltretutto, nel caso in questione era intervenuta una sentenza del Tribunale di Lecce che, in tema di querela di falso, aveva dichiarato la falsità della dichiarazione dell’avvenuta immissione in cassetta da parte dell’agente notificatore dell’avviso di deposito della raccomandata contenente l’atto di accertamento.

    SE EQUITALIA SBAGLIA DEVE PAGARE

    È bene ricordare, infatti che la procedura di notificazione degli atti richiede particolari accorgimenti, spesso ignorati dagli organi notificatori, per mettere il contribuente nelle condizioni di potersi efficacemente difendere avverso gli avvisi di accertamento e le cartelle esattoriali. Quando non si rispettano tassative disposizioni di legge i giudici tributari, giustamente, ormai seguono l’orientamento di condannare Equitalia anche alle spese di giudizio.