Calcolo IMU 2017: scadenza e importi

Giugno è un mese che scotta per quanto riguarda le tasse: il calcolo dell'Imu 2017, le aliquote e la scadenza dell'imposta municipale rientrano tra le principali preoccupazioni dei cittadini. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

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    Calcolo IMU 2017: scadenza e importi

    Giugno è un mese che scotta per quanto riguarda le tasse: il calcolo dell’Imu 2017, le aliquote e la scadenza dell’imposta municipale rientrano tra le principali preoccupazioni dei cittadini. A differenza della vecchia Ici, l’Imu non deve essere versata per le abitazioni principali, tuttavia sono comunque molti gli immobili per i quali è dovuto il versamento dell’Imu. Esistono poi anche delle esenzioni per determinate categorie di edifici. Andiamo quindi a scoprire tutti i dettagli sul calcolo dell’Imu 2017, la scadenza, le aliquote e le esenzioni previste.

    Calcolo IMU 2017: la scadenza

    Qual è la scadenza per l’Imu 2017? Come di consueto, il termine ultimo per il pagamento dell’Imu è suddiviso in due date che coincidono con le scadenze della Tasi: una per l’acconto e una per il saldo dell’imposta.

    La prima scadenza dell’Imu 2017, ovvero quella per il versamento dell’acconto è il 16 giugno. La seconda scadenza dell’Imu 2017, sarà invece il 16 dicembre, termine ultimo per il pagamento del saldo. Entro tale data dunque, si dovranno chiudere i conti con gli importi derivati dal calcolo Imu 2017.

    Calcolo IMU 2017: le aliquote

    Oltre a conoscere le scadenze Imu 2017, è importante conoscere le aliquote Imu 2017, per poter effettuare il calcolo corretto. Innanzitutto è importante ricordare, come accennato in apertura, che l’Imu prima casa 2017 non deve essere pagata, purché si tratti di prime case non di lusso, mentre per tutti gli altri immobili diversi dall’abitazione principale l’aliquota è dello 0,76%. I Comuni hanno comunque il potere di modificarla fino a 0,3 punti percentuali. L’aliquota Imu può variare quindi tra il minimo dello 0,46% e il massimo dell’1,06%. In ogni caso, per conoscere il valore dell’aliquota stabilito dal proprio Comune, è sufficiente consultare il sito del Mef e verificare le eventuali delibere emesse a riguardo. E’ doveroso sottolineare che anche per i Comuni italiani esiste una data di scadenza, entro la quale presentare le modifiche all’aliquota Imu standard.

    Prima di iniziare il calcolo dell’Imu 2017, dovrete recuperare i seguenti dati:

    - Rendita catastale dell’immobile;

    - Categoria catastale dell’immobile;

    - Aliquote stabilite dal Comune;

    - Eventuali agevolazioni previste dal proprio Comune.

    Calcolo IMU 2017: categorie catastali degli immobili

    Per effettuare il corretto calcolo dell’Imu 2017 è importante conoscere la categoria catastale dell’immobile soggetto al pagamento di tale imposta. Solo attraverso la categoria catastale è possibile risalire al moltiplicatore necessario per determinare l’importo dell’Imu da pagare.

    Ecco di seguito, nella tabella, elencati i moltiplicatori, ovvero i coefficienti relativi a ogni categoria catastale:

    MOLTIPLICATORE CATEGORIA CATASTALE
    160 Tutto il gruppo catastale A (A/10 escluso), C/2, C/6 e C/7
    140 Tutto il gruppo catastale B, C/3, C/4 e C/5
    80 Categorie A/10 e D/5
    65 Gruppo catastale D (D/5 escluso)
    55 Categoria C/1

    Per completare il calcolo dell’Imu 2017, potete consultare il sito delle amministrazioni comunali.

    Calcolo IMU 2017: esenzioni

    Infine, dopo aver visto le aliquote, i moltiplicatori e come fare il calcolo dell’Imu 2017, non ci resta che andare alla scoperta delle esenzioni per l’Imu 2017. Innanzitutto, confermiamo nuovamente che l’Imu prima casa 2017 è stata abolita, fatta eccezione per le abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9), per le quali comunque esiste comunque un’aliquota ridotta.

    Esistono diverse altre categorie di abitazioni equiparabili alla prima abitazione, che pertanto sono esonerate dal pagamento dell’Imu 2017. Secondo quanto riportato dal sito Informazione Fiscale, sono le seguenti:

    - Le unità immobiliari adibite ad abitazione principale di soci assegnatari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa;

    - Gli alloggi classificati come sociali ai sensi del decreto del 22 aprile 2008 del Ministero delle infrastrutture;

    - La casa coniugale assegnata al coniuge con provvedimento del giudice, in caso si separazione o divorzio;

    - Le strutture di proprietà delle Forze armate o della Polizia non concesse in locazione;

    - Una sola unità immobiliare di proprietà di un cittadino italiano residente all’estero e iscritto all’AIRE, a condizione che sia già pensionato nel Paese dove risiede e che l’immobile non risulti né locato né utilizzato per un comodato d’uso;

    - Un’unità immobiliare posseduta per proprietà od usufrutto da anziani o disabili che abbiano però la residenza in istituti di ricovero o sanitari. La casa non deve risultare affittata;

    - I fabbricati rurali ad uso strumentale, le strutture adibite alla vendita da parte di imprese costruttrici e alcune tipologie di terreni agricoli.