Pensioni anticipate giornalisti: i nuovi requisiti per la pensione di vecchiaia e la cassa integrazione straordinaria

News su Pensioni anticipate per i giornalisti: definiti i nuovi requisiti per la pensione di vecchiaia, il prepensionamento e la cassa integrazione straordinaria per i giornalisti dipendenti di imprese editoriali in crisi

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    Pensioni anticipate giornalisti: i nuovi requisiti per la pensione di vecchiaia e la cassa integrazione straordinaria

    Novità per quanto riguarda le pensioni anticipate per i giornalisti italiani, con l’approvazione di un decreto che si aggiunge alla riforma delle pensioni che prevede disposizioni per l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata dei giornalisti e per il riconoscimento di una cassa integrazione straordinaria in caso di crisi delle imprese editrici, in attuazione della legge di riforma dell’editoria (legge 26 ottobre 2016, n. 198).

    PENSIONI NOVITA’ PER DISOCCUPATI, IN MOBILITA’ E DIPENDENTI DI AZIENDE IN CRISI

    Sì del ministero del Lavoro e quello dell’Economia all’Inpgi per una deroga alla riforma delle pensioni per i giornalisti. La nuova disciplina estende alle imprese editrici il regime vigente per la generalità delle imprese del comparto industriale in tema di accesso alle misure di integrazione salariale straordinaria.

    In particolare, questo significa che vengono uniformati i requisiti di accesso, così come le causali per le quali le imprese possono chiedere i trattamenti di integrazione salariale, ovvero la riorganizzazione aziendale in presenza di crisi, la crisi aziendale (compresi i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa anche in costanza di fallimento) e il contratto di solidarietà.

    Si introduce inoltre, a carico delle imprese editoriali che accedono alla cassa integrazione, un contributo crescente in relazione alla durata del beneficio, e viene fissata la durata massima dei trattamenti (24 mesi, anche continuativi, in un quinquennio mobile) in conformità a quanto prescritto per le imprese degli altri comparti.

    REQUISITI PENSIONI ANTICIPATE GIORNALISTI

    Per quanto riguarda i nuovi requisiti di accesso alle pensioni anticipate di vecchiaia per i giornalisti, si stabilisce che il requisito di anzianità contributiva sia pari a 25 anni, invece degli attuali 18. Inoltre, si prevede l’applicazione del meccanismo di adeguamento del requisito all’aspettativa di vita, secondo i criteri generali oggi vigenti nell’ordinamento pensionistico.

    PENSIONI ANTICIPATE GIORNALISTI: REGOLE

    Il trattamento di pensione anticipata può essere fruito con un anticipo massimo di cinque anni rispetto all’età anagrafica stabilita per il diritto alla pensione di vecchiaia nel regime previdenziale dell’Inpgi, che è stata recentemente innalzata. Si confermano, infine, il divieto per i giornalisti prepensionati di mantenere rapporti di collaborazione e l’obbligo per gli editori di effettuare nuove assunzioni, nel rapporto di un nuovo assunto ogni tre prepensionamenti.

    PENSIONI 2017-2018

    In conformità alle osservazioni delle Commissioni parlamentari, si prevede che, per gli anni 2017 e 2018, ai giornalisti interessati dai piani non recepiti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali alla data di entrata in vigore del decreto legislativo, si applichino, ai fini del prepensionamento, i requisiti anagrafici di 58 anni per le donne e 60 anni per gli uomini, fermo restando il requisito dei 25 anni di anzianità contributiva.

    La cosiddetta salvaguardia riguarda circa 183 giornalisti disoccupati, in mobilità o dipendenti di imprese editoriali in stato di crisi. Fino a febbraio 2018 potranno maturare i requisiti e accedere alla pensione con almeno 57 anni di età e 35 di contributi, anche se la penalizzazione sull’assegno potrà arrivare fino al 20%. Oppure potranno andare in pensione a 65 anni (se donne, a 63 anni) senza alcuna penalizzazione, ma con almeno venti anni di contributi versati. Per raggiungere il requisito contributivo, possono essere utilizzati anche i versamenti effettuati presso l’Inps nella gestione obbligatoria, ma non in quella separata.