Jobs Act lavoratori autonomi: novità sulle tutele per chi ha Partita Iva, dalla maternità ai compensi

Cosa cambia per le partite Iva con il jobs act per i lavoratori autonomi? Ecco punto per punto la riforma sul welfare degli autonomi, lo 'Statuto del lavoro autonomo' che consente dunque ai lavoratori autonomi più tutele e diritti, dalla maternità ai compensi

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    Jobs Act lavoratori autonomi: novità sulle tutele per chi ha Partita Iva, dalla maternità ai compensi

    Facciamo un viaggio alla scoperta delle novità contenute nel Jobs Act per lavoratori autonomi che riguardano le recenti nuove misure in approvazione che vanno a tutelare proprio il lavoro svolto dai lavoratori autonomi e collaboratori con partita Iva. Il nuovo Statuto dei lavoratori autonomi infatti, prevede, ad esempio la possibilità di ricevere l’assegno di maternità e allo stesso tempo continuare a lavorare anche quando si aspetta un figlio. Alla legge di Stabilità già approvata è collegato il ddl realizzato per sostenere e rafforzare i lavoratori autonomi con una serie di tutele che interessa una platea di oltre due milioni di partite Iva. Il disegno di legge al vaglio definitivo del Senato per la seconda volta, era stato fortemente voluto dai professionisti e associazioni di categoria, ed era stato presentato già a febbraio 2016, dove è rimasto dormiente in Senato. Passato alla Camera il 10 gennaio scorso, è stato licenziato e proprio martedì 9 maggio 2017 è approdato in Senato (blindato) per l’approvazione definitiva. Vediamo allora come cambia il welfare per i lavoratori autonomi in Italia.

    JOBS ACT LAVORATORI AUTONOMI: NOVITA’

    Sono davvero tante le misure contenute nel Jobs Act lavoratori autonomi: più tutele per maternità, malattie e infortuni. Sì alla partecipazione degli autonomi agli appalti pubblici per incarichi di consulenza e ricerca. Novità anche sull’indennità di disoccupazione e sull’introduzione dello smart working, che non viene considerato come un contratto di lavoro a sé, ma come una modalità – definita ‘agile’ – del rapporto di lavoro subordinato, nel quale si sfruttano le tecnologie digitali nell’esecuzione e organizzazione del lavoro. Sono previste anche norme di tutela contrattuale per impedire clausole vessatorie e ritardi nei pagamenti da parte dei committenti. Vediamo dunque i principali punti dello ‘Statuto del lavoro autonomo‘ come appaiono nel testo di 22 articoli redatto da Maurizio Del Conte, presidente dell’Agenzia Nazionale per le Politiche attive del lavoro.

    JOBS ACT AUTONOMI: SPESE PER FORMAZIONE DEDUCIBILI AL 100%

    Le principali novità riguardanti lo Statuto del Lavoro Autonomo si riferiscono alle partite Iva individuali e ai collaboratori, ovvero ai lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps, che potranno quindi partecipare a corsi di aggiornamento, master, seminari, workshop e congressi e ”dedurre tutte le spese di formazione dall’imponibile fino a 10mila euro l’anno” (invece dell’attuale 50%); che scendono a 5mila per le spese effettuate per certificazioni professionali.

    GARE D’APPALTO PER LAVORATORI AUTONOMI

    Secondo quanto stabilito dallo statuto del lavoro autonomo c’è la possibilità per gli autonomi di partecipare a gare d’appalto o a bandi per incarichi di ricerca e consulenza diffuse dalle pubbliche amministrazioni.

    INDENNITA’ DI MATERNITA’ E CONGEDO PARENTALE

    L’assegno di maternità non sarà più vincolato alla sospensione dell’attività lavorativa, ma verrà erogato anche se la lavoratrice autonoma iscritta alla Gestione separata deve continuare a lavorare per rispettare dei contratti già stipulati. Viene esteso ai lavoratori autonomi il diritto al congedo parentale per un periodo massimo di 6 mesi da fruire entro i primi 3 anni di vita del nuovo nato. Inoltre la neomamma lavoratrice autonoma potrà anche farsi sostituire temporaneamente, semplicemente concordando con il committente la sua sostituzione temporanea con una collega di fiducia in possesso dei medesimi requisiti professionali.

    INFORTUNI E MALATTIE DEI LAVORATORI AUTONOMI

    In caso di infortunio o malattia, l’attività lavorativa svolta con continuità presso un committente non dovrà essere considerata estinta ma sospesa, per un massimo di 150 giorni (a meno che non venga meno l’interesse del datore di lavoro). In caso di malattia grave che impedisce il normale svolgimento dell’attività lavorativa per un periodo che supera i 60 giorni, viene sospeso il versamento degli oneri contributivi per la durata della malattia entro un massimo di 2 anni. I contributi sospesi potranno essere versati a rate per un periodo pari a 3 volte quello di sospensione. Ai professionisti con patologie oncologiche potranno essere riconosciuti i periodi di assenza dall’attività lavorativa alla pari della degenza ospedaliera. In più, se i lavoratori autonomi svolgono la prestazione nei luoghi di lavoro del committente anche per loro valgono le norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro, che riguardano le disposizioni di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

    RITARDO NEI PAGAMENTI

    Il lavoratore autonomo potrà contare su maggiori garanzie in caso di ritardo dei pagamenti da parte del committente. Le clausole che prevedono il pagamento dopo 60 giorni vengono considerate abusive e il lavoratore avrà la possibilità di dedurre il 100% degli oneri dovuti in caso di assicurazione per il mancato pagamento da parte del committente.

    DIS-COLL OVVERO LA DISOCCUPAZIONE PER I COLLABORATORI

    La dis-coll – disoccupazione per i collaboratori – diventa strutturale. La misura, introdotta in via sperimentale nel 2015, riguarderà non solo gli autonomi ma anche dottorandi di ricerca con borse di studio e assegnisti e verrà finanziato dall’incremento dell’aliquota contributiva di circa 0,5% (nella sua parte assistenziale).

    JOBS ACT E SMART WORKING

    Per quanto riguarda lo smart working, il lavoratore agile ”a parità di mansioni svolte” dovrà ricevere un trattamento economico non inferiore a quello dei lavoratori dipendenti della stessa azienda inquadrati in contratti collettivi, e avrà diritto all’assicurazione sugli infortuni. Inoltre il rapporto di lavoro tra datore e professionista dovrà contemplare il cosiddetto tempo di disconnessione, ovvero del riposo del lavoratore, svolto in parte all’interno in parte all’esterno dell’azienda.

    ALTRE TUTELE PER GLI AUTONOMI

    Professionisti e lavoratori autonomi possono vantare i diritti di utilizzo economico con riferimento alle invenzioni ed agli apporti originali eseguiti nell’ambito dell’esecuzione del contratto. Inoltre viene esteso agli autonomi il rito processuale del lavoro nonché le norme che regolano i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (quindi gli interessi di mora sull’importo dovuto dopo una prestazione), secondo quanto stabilito dal Dlgs. n. 231/2002. Viene poi estesa agli autonomi la disciplina relativa all’abuso di dipendenza economica, in più i committenti non potranno modificare unilateralmente le condizioni dei contratti.