Rottamazione cartelle Equitalia 2017: scadenza, proroga e come funziona

La guida per la rottamazione delle cartelle di Equitalia per il 2017. Cosa e come bisogna pagare? Come funziona la rottamazione? Domande e risposte sulla definizione agevolata e su cosa non rientra nella rottamazione di Equitalia, su come pagare le cartelle a rate e sulla proroga per la richiesta di definizione agevolata delle cartelle Equitalia

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    Rottamazione cartelle Equitalia 2017: scadenza, proroga e come funziona

    Ecco il vademecum e le ultime notizie sulla rottamazione delle cartelle di Equitalia. Con il decreto legge n. 193/2016, il decreto fiscale del Governo Renzi, grazie alla definizione agevolata è possibile ottenere una riduzione delle somme non ancora pagate a Equitalia, relative al periodo tra il 2000 e il 2015. Chi intende aderire pagherà l’importo residuo delle somme inizialmente richieste senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge. Vediamo come funziona la rottamazione delle cartelle di Equitalia 2017 e qual è la scadenza per presentare la domanda dopo la proroga.

    Modulo per la rottamazione delle cartelle di Equitalia 2017

    La dichiarazione di adesione alla definizione agevolata per la rottamazione delle cartelle di Equitalia può essere presentata presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate utilizzando il modulo DA1 scaricabile da internet; alla casella e-mail PEC della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento, inviando il modulo DA1 insieme alla copia del documento di identità.

    Proroga scadenza rottamazione cartelle di Equitalia

    La dichiarazione di adesione alla definizione agevolata può essere presentata entro il 21 aprile 2017. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato il decreto legge con la proroga dal 31 marzo al 21 aprile 2017 della scadenza per presentare la domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali di Equitalia.

    Come si fa a sapere di preciso quanto bisogna pagare?

    Equitalia (che da luglio 2017 diventerà Agenzia delle Entrate–Riscossione) comunicherà al contribuente l’ammontare complessivo delle somme dovute entro il 24 aprile 2017, inviandogli i bollettini di pagamento.

    Cosa non si paga grazie alla rottamazione delle cartelle Equitalia?

    Se il contribuente aderisce alla definizione agevolata, non deve corrispondere le somme dovute a titolo di sanzioni; interessi di mora, ovvero gli oneri aggiuntivi che si applicano alle somme da pagare dal giorno di scadenza dei termini previsti; sanzioni e somme aggiuntive dovute sui crediti previdenziali.

    Rottamazione delle cartelle di Equitalia: multe

    Cosa viene escluso dalla definizione agevolata? Sono escluse l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione; le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato; i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti; le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna; le sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada – in questo caso le agevolazioni si applicano solo agli interessi.

    Rottamazione delle cartelle di Equitalia 2017 a rate

    La rottamazione delle cartelle può essere rateizzata. Si può pagare l’importo in un’unica soluzione o fino a un massimo di quattro rate. Le prime due rate sono ciascuna pari a un terzo della somma totale; la terza e la quarta sono pari a un sesto del totale. Le prime tre devono essere versate entro il 15 dicembre 2017, la quarta entro il 15 marzo 2018.

    Rottamazione cartelle di Equitalia a rate: i limiti

    Il limite principale del decreto sulla rottamazione delle cartelle di Equitalia è che permette di rimborsare il debito in sole cinque rate, che devono essere corrisposte entro settembre 2018. Se le singole rate delle cartelle hanno un importo alto può essere un problema per chi non dispone subito del denaro. Proprio questo rende di fatto inaccessibile a molti italiani la rottamazione delle cartelle di Equitalia. Se si salta anche solo una rata, tra l’altro, si perde il beneficio della riduzione. Esiste però un’alternativa: chi ha i requisiti può accedere alla legge sul Sovraindebitamento che permette la riduzione del debito in base alle proprie disponibilità economiche e la dilazione in un lasso di tempo maggiore.

    E chi ha già un piano di rateizzazione?

    In questo caso il contribuente può aderire alle nuove agevolazioni, a patto di aver pagato integralmente le rate in scadenza fino al 31 dicembre 2016. In questo caso si tiene conto esclusivamente degli importi già versati a titolo di capitale e di interessi inclusi nei carichi affidati, nonché di aggio e di rimborso delle spese per le procedure esecutive e delle spese di notifica della cartella di pagamento; le somme già versate relative alle sanzioni e agli interessi non sono rimborsabili.

    Che succede a chi non paga una rata o la paga in ritardo?

    Chi non paga una rata o la paga in ritardo perde i benefici previsti dal decreto sulla rottamazione delle cartelle Equitalia. Gli eventuali versamenti già effettuati (ad esempio la prima rata) vengono acquisiti da Equitalia come acconto dell’importo totale dovuto.

    Con l’adesione alla definizione agevolata, possono essere avviate nuove azioni esecutive?

    Nel momento in cui il contribuente presenta la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata per la rottamazione delle cartelle di Equitalia, l’agente della riscossione non può avviare nuove azioni esecutive (come fermi amministrativi e ipoteche), né può proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non sia stata già presentata istanza di assegnazione dei crediti pignorati, a quel punto non recuperabili.

    Chi ha un contenzioso con Equitalia può richiedere la definizione agevolata?

    Sì, ma solo dopo aver rinunciato ai contenziosi relativi alle cartelle interessate dalla definizione agevolata.

    Come e dove si può pagare?

    Il pagamento delle somme dovute per la definizione agevolata può essere effettuato mediante domiciliazione sul conto corrente; mediante bollettini precompilati forniti dall’agente della riscossione; presso gli sportelli dell’agente della riscossione.