Pensioni APE, Opzione Donna: chi ne ha diritto e come funziona

News pensioni 2017, Opzione Donna: ultime notizie dall'INPS sulla misura che consente alle lavoratrici donne, sia del settore pubblico che privato e sia titolari di rapporto di lavoro dipendente sia autonomo, di andare in pensione prima, rispetto ai requisiti ordinari

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    Pensioni APE, Opzione Donna: chi ne ha diritto e come funziona

    Pensioni Opzione Donna: come funziona e chi ha diritto a questa misura presente insieme all’APE nella Riforma delle pensioni? Vediamo di seguito le ultime notizie sull’Opzione Donna per quanto riguarda le pensioni 2017, con la lettera dell’INPS nella quale sono illustrati chiaramente i criteri di assegnazione della possibilità di andare in pensione anticipata. Ricordiamo che la misura si riferisce sia alle dipendenti del settore pubblico che alle dipendenti del settore privato, comprese le lavoratrici autonome, che possono accedere all’anticipo pensionistico accettando che l’intero calcolo della pensione sia effettuato con il sistema contributivo.

    APE PENSIONE ANTICIPATA OPZIONE DONNA, L’INPS SPIEGA

    L’Inps mette in chiaro i criteri di assegnazione dell’Opzione Donna nell’ambito della riforma delle pensioni 2017 seguente la Legge di Bilancio 2017, che con i decreti attuativi sulle pensioni anticipate tenta di mettere a posto con dei ritocchi la Legge Fornero. Le novità INPS sull’Ape Opzione Donna sono contenute nella circolare numero 1182/2017.

    PENSIONI: A CHI SPETTA L’OPZIONE DONNA

    A chi spetta l’opzione donna che garantisce di andare in pensione prima e con l’esclusiva regola contributiva? Spetta a tutte le lavoratrici dipendenti (sia del settore pubblico che privato) che entro il 31 dicembre 2015 hanno compiuto 57 anni d’età, o 58 anni se lavoratrici autonome, e che hanno versato almeno 35 anni di contributi previdenziali. La legge di Bilancio 2017 ha permesso l’estensione del diritto alle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 non hanno maturato il requisito anagrafico (età) solo per effetto degli incrementi della speranza di vita (ma ha lasciato fermi questi incrementi ai fini della presentazione della domanda di pensione). In teoria una parte della pensione di queste lavoratrici dovrebbe essere calcolata sia col metodo contributivo che retributivo, ma se si accetta l’Opzione Donna il calcolo pensionistico segue la sola regola contributiva. Nel dettaglio, ecco una tabella esplicativa:

    DATA DI RIFERIMENTO ETA’ ANAGRAFICA CONTRIBUTI VERSATI FINESTRA MOBILE PER EROGAZIONE
    31 dicembre 2015 57 anni e sette mesi (58 anni e sette mesi se lavoratrici autonome) almeno 35 anni di contributi (nel settore pubblico bastano 34 anni, 11 mesi e 16 giorni) 12 mesi dal giorno di compimento dei 57 anni e 7 mesi se lavoratrici dipendenti – 18 mesi dal giorno del compleanno dei 58 anni e 7 mesi nel caso di lavoratrici autonome

    OPZIONE DONNE REQUISITI

    Quindi le donne che entro il 31 dicembre 2015 hanno i requisiti di età anagrafica e maturato i richiesti anni di versamento dei contributi previdenziali possono andare in pensione anticipata sfruttando l’Opzione Donna, ma solo se optano per il calcolo di tutta la pensione esclusivamente con la regola contributiva. Tuttavia l’assegno pensionistico destinato alle donne è, in questo caso, penalizzante, perché ricalcolato con il solo sistema contributivo, e perché verrà erogato alla data relativa alla finestra mobile, quindi dopo 12 mesi o 18 mesi dalla data di compimento del requisito necessario.