Sciopero Taxi 23 marzo 2017: Roma, Milano e Torino, ultime notizie

Sciopero dei tassisti al via dopo le tensioni delle ultime settimane, Uber aveva proposto ai sindacati dei taxi 'un incontro a porte chiuse'. Dopo la risposta negativa è arrivata la conferma dello sciopero taxi in tutta Italia

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    Sciopero Taxi 23 marzo 2017: Roma, Milano e Torino, ultime notizie

    News sullo sciopero taxi del 23 marzo 2017: i tassisti fermanno i mezzi in tutto il Paese in una protesta contro Uber e il governo che non ha messo mano alla legge che dovrebbe regolamentare l’attività dei ‘taxi alternativi’ che danno agli utenti un servizio di noleggio con conducente. Nel giorno di sciopero taxi, che ricordiamo è nazionale, saranno assicurate le fasce di garanzia e i servizi sociali, come il trasporto di anziani, di portatori di handicap e di malati. Vediamo di seguito le news sullo sciopero taxi del 23 marzo 2017, con le ultime notizie da Roma, Milano e Torino.

    SCIOPERO TAXI 23 MARZO: ORARI

    L’orario dello sciopero dei taxi del 23 marzo 2017, proclamato Fit Cisl taxi, Uil Trasporti taxi, Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Usb taxi, Uti, Unica Cgil e Unimpresa è dalle 8 alle 22. La protesta è stata generata dal disegno di legge Milleproroghe, approvato a metà febbraio in Senato. Ma dopo 30 giorni il Governo non ha emanato alcun decreto ministeriale che regoli gli Ncc (noleggio con conducente) e scavalchi l’emendamento Lanzillotta – così come aveva promesso in un primo incontro con i tassisti, lo scorso 21 febbraio – che hanno dunque deciso di scendere di nuovo in piazza. Ma non tutti parteciperanno, una serie di sigle preferisce attendere gli esiti del tavolo tecnico governativo che sta definendo le nuove regole. Non aderiranno allo sciopero gli autisti delle Associazioni Nazionali della Cooperazione (Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi-Confcooperative), dell’Artigianato (Confartigianato, Cna, Sna Casartigiani) e del Commercio (Silt-Confcommercio), così come UriTaxi, il cui leader Loreno Bittarelli ha denunciato che “ci sono poche auto in giro anche perché i tassisti hanno paura di ritorsioni da parte di chi sta facendo lo sciopero“.

    SCIOPERO TAXI 23 MARZO: ROMA

    Sul fronte sciopero taxi a Roma, con l’annuncio dello stop del 23 marzo è giunta la comunicazione del sindaco Virginia Raggi: “Grazie all’intervento dell’assessora alla Mobilità, Linda Meleo, abbiamo chiesto ai taxisti di garantire i servizi minimi, mentre è stata ribadita la volontà a trovare soluzione alle criticità attraverso un maggiore contrasto all’abusivismo e il rafforzamento della presenza della polizia locale. È sacrosanto il diritto di sciopero, l’appello però è a farlo nel modo più civile evitando episodi di violenza”. E per la strada ci sono poche auto bianche, anche se, a quanto si apprende, pare sia operativo il 40% delle auto con servizio a chiamata tra tutte le sigle attive all’aeroporto di Fiumicino.

    SCIOPERO TAXI 23 MARZO 2017: MILANO

    Le proteste dei tassisti che hanno confermato lo sciopero nazionale per giovedì 23 marzo, proseguono dallo scorso febbraio anche a Milano, quando avevano chiesto l’intervento del governo nel settore per regolamentare i servizi di Uber e contro l’abusivismo. La stessa Uber Italia aveva chiesto un incontro con i tassisti, rifiutato con decisione: “Noi non aderiremo all’invito di sederci a un tavolo con Uber. Significherebbe legittimare un’azienda che opera al di fuori delle regole” aveva sostenuto Loreno Bittarelli, presidente dell’Uri, Unione radiotaxi italiani.

    E nella mattinata dello sciopero segnaliamo che sono tutti fermi i taxi che normalmente fanno servizio a fianco della Stazione Centrale e in piazza Luigi di Savoia. Situazioni analoghe con le auto pubbliche fuori servizio sono confermate a Linate e in altre strade e piazze della città, ma la situazione sembra tranquilla. I taxisti milanesi sono riuniti in assemblea sotto una bandiera tricolore e la frase: ‘Governo abusivo spacciatore di abusivi’.

    SCIOPERO TAXI 23 MARZO: TORINO

    Auto bianche ferme anche a Torino per lo sciopero nazionale dei tassisti. Un presidio di circa trecento taxi è in corso in piazza Castello, dove hanno sede la giunta regionale e la Prefettura: resteranno parcheggiati fino alle 22, quando terminerà lo sciopero. È stato allestito un gazebo per dare informazioni sulla protesta, dove arriveranno i delegati che hanno partecipato all’incontro al ministero dei Trasporti. Federico Rolando, portavoce nazionale Federtaxi lancia l’appello. “Siamo nel luogo simbolo, sede del primo Parlamento italiano per dire no alla svendita del settore ai poteri multinazionali. Aspettiamo in piazza tutti i 1.500 tassisti torinesi”. “Ancora una volta siamo stati umiliati: il governo non è stato in grado di fornire alcun tipo di risposta a delle semplici domande, nascondendosi dietro la sovranità del parlamento. Sovranità però – prosegue la nota – puntualmente calpestata quando si è trattato di salvare banche, grossi gruppi o interessi particolari”. I tassisti promettono battaglia anche a Torino, dove la protesta delle auto bianche riguarderà tutta la Città metropolitana, aeroporto compreso. Nel corso della protesta i tassisti garantiranno solo i servizi ad anziani e disabili.

    LA PROPOSTA (BOCCIATA) DI UBER

    La decisione di indire uno sciopero dei taxi arriva poche ore dopo la lettera inviata da Uber a tutte le sigle sindacali dei taxi per proporre “un incontro a porte chiuse” lunedì 20 marzo 2017: idea rifiutata dai tassisti. “Credo sia giusto tentare la via del dialogo aprendo una porta a un confronto civile e onesto”, aveva scritto ai tassisti il general manager di Uber Italia, Carlo Tursi. “Troppo tempo è stato speso su un confronto che non guarda al futuro ma solo al passato, penalizzando così anche i consumatori. Noi vogliamo guardare al futuro e vorremmo farlo anche con voi”. Duro Federico Rolando, portavoce nazionale di Federtaxi: “Solo un imberbe cadrebbe ancora in questi giochetti comunicativi”.

    COSA CHIEDONO I TASSISTI?

    I tassisti vorrebbero che le auto di Uber stazionassero solo all’interno delle rispettive rimesse e non in mezzo alla strada, per evitare la concorrenza (ritenuta sleale) al taxi tradizionale. “Nonostante la volontà di dialogo già manifestata un anno fa, con la revoca di uno sciopero e la promessa di apertura di un tavolo di confronto mai mantenuta, dopo il colpo di mano notturno fatto in Senato, davanti ad una nuova disponibilità relativa alla rivisitazione delle norme che disciplinano il settore – spiegano i sindacati – il Governo non può dare rassicurazioni sulle decine di emendamenti piovuti sul DDL concorrenza, nel quale è inserita la delega con cui riformare il comparto. Proclamiamo dunque un fermo nazionale di categoria per il giorno 23 marzo per difendere la dignità di migliaia di operatori, stanchi di vuote e inutili promesse”.

    SCIOPERO TAXI: LA PAROLA ALL’ANTITRUST

    L’Antitrust ha pure detto la sua evidenziando la necessità di aggiornare la normativa vigente: “Il settore dalla mobilità non di linea (taxi e Ncc) è regolato da una legge vecchia di 25 anni e richiede una riforma complessiva” con norme “al passo con l’evoluzione del mercato” per garantire una maggior flessibilità operativa ai titolari di licenza taxi, e al tempo stesso eliminare le disposizioni che limitano l’attività degli operatori Ncc.

    LO SCIOPERO TAXI E I CONSUMATORI

    “I tassisti sono liberi di scioperare nel rispetto della legge, ossia rispettando i 10 giorni di preavviso. Sciopero legale, quindi, ma incomprensibile”, ha commentato il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, che ha aggiunto: “Ci sfuggono le ragioni della protesta, visto che i tassisti, almeno, sono stati ricevuti al ministero, a differenza di chi come noi rappresenta gli utenti. Invitiamo comunque il ministro dei Trasporti Graziano Delrio a convocare tutte le parti interessate alla riforma: taxi, Ncc, servizi tecnologici per la mobilità e associazioni di consumatori”.