Azienda regala un mese di stipendio ai dipendenti neogenitori

Il Gruppo Brazzale lancia il Baby Bonus per mamma e papà

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    Azienda regala un mese di stipendio ai dipendenti neogenitori

    Un’azienda della provincia di Vicenza ha deciso di regalare un mese di stipendio ai dipendenti diventati mamme o papà. L’iniziativa si chiama Baby Bonus ed è stata lanciata dal Gruppo Brazzale di Zanè. Si rivolge a tutti gli oltre 550 dipendenti assunti a tempo indeterminato, tra le sedi italiane e quella in Repubblica Ceca, ed è valida per ogni bambino nato.

    Il bonus in Italia sarà pari a 1.500 euro (lo stipendio medio) e sarà elargito per ogni nuovo bambino nato durante il rapporto di collaborazione con l’azienda di formaggi. Le condizioni per ottenere il bonus sono semplici: almeno due anni di lavoro nell’azienda, da svolgersi prima o anche dopo la nascita, per almeno uno dei genitori, sia che lavorino nello stabilimento italiano di Zanè, sia in quello ceco di Litovel, sia nella catena al dettaglio La Formaggeria Gran Moravia. Per ogni figlio successivo il dipendente avrà diritto a un nuovo Baby Bonus con la sola maturazione di almeno un altro anno di lavoro. Il premio è riconosciuto anche per le adozioni.

    L’iniziativa arriva in un periodo storico in cui le nascite in Italia sono crollate: nel 2016 il tasso di natalità, tra i più bassi in Europa, ha subito un crollo del 6%. «Pensavamo da tanto tempo a questa iniziativa. Ora finalmente l’abbiamo messa a punto e speriamo sia utile per la felicità dei nostri collaboratori – ha spiegato il presidente Roberto Brazzale – Con questa iniziativa desideriamo non soltanto aiutare lo sforzo economico dei neogenitori ma, soprattutto, far sentire che l’azienda è felice quando riescono a realizzare i loro progetti di vita, che devono sempre restare in primo piano. Il messaggio che vogliano trasmettere ai nostri collaboratori è che l’azienda accoglie con entusiasmo le nuove nascite e dovrà sapersi organizzare e far carico di quanto necessario per garantire loro il più sereno utilizzo dei periodi di congedo parentale».