Conguagli pensioni Inps sbagliati, scatta l’allarme ma è tutto regolare

Sui cosiddetti conguagli impazziti delle pensioni 2017 arriva la nota dell'Inps che rassicura i cittadini

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    Conguagli pensioni Inps sbagliati, scatta l’allarme ma è tutto regolare

    Il sindacato Spi-Cgil chiedeva all’Inps di intervenire per risolvere la situazione riguardante alcuni conguagli errati sulle pensioni dei primi mesi del 2017: “Ci risultano da molteplici segnalazioni in tutta Italia conguagli ‘impazziti’ e non meglio specificati sulle pensioni in pagamento da gennaio. In alcuni casi l’assegno di marzo è stato del tutto azzerato, in altri invece sono state operate erroneamente e impropriamente delle trattenute”, si leggeva in una nota di poche ore fa. L’Inps ha prontamente risposto, spiegando cosa è accaduto a determinate pensioni.

    La nota del sindacato dei pensionati

    “Da quanto abbiamo appreso l’ente attribuisce tali errori a un malfunzionamento della nuova piattaforma fiscale. Fatto sta che questa situazione sta provocando non pochi disagi a molti pensionati, ai quali consigliamo di rivolgersi al patronato Cgil per inoltrare la domanda di ricostituzione della propria pensione. All’Inps invece chiediamo di intervenire quanto prima”, conclude la nota del sindacato Spi-Cgil.

    La replica di Inps

    “Con riferimento alla segnalazione della Spi Cgil riguardo a ‘conguagli ‘impazziti‘ e non meglio specificati sulle pensioni si fa presente che in merito ai conguagli fiscali l’Istituto non ha rilevato alcun malfunzionamento della piattaforma”, fa sapere l’Inps con un comunicato, nel quale ricorda di aver “recentemente specificato le modalità di applicazione dei conguagli fiscali di fine anno 2016 da parte dell’istituto nella qualità di sostituto d’imposta”. E prosegue: “Queste modalità, disciplinate per legge, prevedono che, nelle ipotesi di incapienza, possano derivare posizioni con pensioni azzerate. La legge – prosegue l’istituto di previdenza – infatti prevede una rateizzazione solo per titolari di pensione non superiore a 18.000 euro lordi annui, per i quali viene effettuata d’ufficio una dilazione senza interessi per 11 rate di uguale importo”, conclude la nota.