Pensione anticipata Ape: ultime notizie sulla trattativa governo-sindacati

Ultime novità sulle pensioni anticipate 2017: l'Ape volontaria e l'Ape social al centro del confronto tra governo e sindacati per la definizione dei decreti attuativi con i requisiti per richiedere l'Ape e andare in pensione a 63 anni

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    Pensione anticipata Ape: ultime notizie sulla trattativa governo-sindacati

    APE Pensione Anticipata, le ultime notizie più cercate sono proprio sui dettagli che riguardano l’anticipo pensionistico. Le pensioni anticipate sono infatti uno degli argomenti principali in discussione tra sindacati e governo che stanno definendo i decreti attuativi che seguono la Legge di Bilancio in relazione alla riforma delle pensioni 2017. Una parte di lavoratori con l’APE possono andare in pensione anticipata a 63 anni. Ma prima che la norma diventi attiva, dal prossimo maggio, c’è bisogno di definire tutti i dettagli dell’Ape volontaria e dell’Ape sociale, con requisiti per la pensione anticipata 2017. A questo serve la serie di incontri tra il ministro Poletti e i sindacati. Ma vediamo quali sono le principali novità della Pensione Anticipata 2017 in riferimento alla pensione anticipata.

    NOVITA’ PENSIONI ANTICIPATE

    Secondo il presidente dell’Inps, Tito Boeri, l’Ape volontaria, che ha definito ‘un meccanismo costoso’, sarà richiesta per lo più da chi sa che vivrà poco, o comunque è a rischio salute. Stiamo parlando di un prestito a restituzione ventennale, con rate appesantite da interessi e quota assicurativa. In pratica, si esce a 63 anni e 7 mesi, si inizia a pagare a 67 anni e 7 mesi fino a 87 anni e 7 mesi. Quanti arriveranno in fondo? Non tutti, volendo seguire la statistica. Tesi sostenuta anche dalla senatrice Idv, Alessandra Bencini, membro della Commissione Lavoro. Boeri ha comunque rimarcato: “La correzione attuariale che noi avevamo proposto era molto più bassa ed era in qualche modo neutrale. E’ possibile invece, adesso, che, essendo questa più costosa, tenda a selezionare le persone che magari hanno una speranza di vita più breve, ad esempio per problemi di salute”. Boeri ha preferito non sbilanciarsi sul risultato finale dell’Ape volontaria e ha ricordato che “bisogna vedere come si chiudono gli accordi con banche e assicurazioni e quale sarà il costo effettivo ultimo”.

    APE SOCIAL E APE VOLONTARIA: IN PENSIONE A 63 ANNI

    I lavoratori possono andare in pensione con l’APE volontaria a 63 anni, 3 anni e 7 mesi prima della pensione di vecchiaia, grazie alla pensione anticipata che il lavoratore stipulerà con l’Inps con 30/36 anni di contributi: 30 per disoccupati, invalidi al 74% almeno o con parenti di 1°grado con disabilità grave; 36 per i soggetti con lavori pesanti svolti in via continuativa per almeno 6 anni. Il prestito destinato ai dipendenti pubblici e privati e ai lavoratori autonomi sarà ammortizzato con rate ventennali sulla pensione. In caso di decesso entrerà in gioco l’assicurazione con la quale si è stipulata la polizza, quindi non andrà a intaccare la reversibilità. La sperimentazione dovrebbe durare due anni. Per alcune categorie di lavoratori, l’anticipo pensionistico è a totale carico dello stato grazie a un ‘reddito ponte’: è questo il caso dell’APE social. In caso di accordo con le parti, le aziende possono sostenere i costi dell’Ape per quei lavoratori che hanno maturato i requisiti.

    PENSIONI APE VOLONTARIA: REQUISITI E COME FUNZIONA

    La pensione anticipata, ossia l’Ape volontaria permette ai lavoratori, dipendenti o autonomi iscritti alla gestione separata, di andare in pensione con almeno 20 anni di contributi a 63 anni, ovvero fino a un massimo di 3 anni e 7 mesi prima del termine regolare. A partire dal pensionamento ‘di vecchiaia’ vero e proprio, l’importo anticipato al lavoratore dovrà poi essere restituito in 20 anni a rate, trattenute mensilmente sull’assegno pensionistico erogato dall’Inps.

    PESIONI APE SOCIAL: REQUISITI E COME FUNZIONA

    La pensione anticipata agevolata, ossia l’Ape social, permette ai lavoratori di andare in pensione anticipata a 63 anni, ma con 30 anni di contributi versati. La platea per questo trattamento è composta dai lavoratori invalidi almeno al 74%; da disoccupati che non ricevono ammortizzatori sociali; da coloro che assistono un familiare di primo grado affetto da disabilità grave. Saranno invece necessari 36 anni di contributi per chi ha svolto una delle 11 tipologie di lavori considerati gravosi o a rischio per almeno 6 anni. L’APE social è a carico dello Stato, l’importo sarà uguale alla futura pensione, fino a un massimo di 1.500 euro lordi.