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Dipendenti pubblici: riforma dei contratti statali approvata, pronto lo sblocco del pubblico impiego

Dipendenti pubblici: riforma dei contratti statali approvata, pronto lo sblocco del pubblico impiego

Riforma della Pubblica Amministrazione al via con i decreti attuativi (Madia Bis) che finalmente innovano il pubblico impiego grazie alla lotta al precariato e ai 'furbetti del cartellino'. Vita più dura per i dipendenti pubblici scorretti e indisciplinati.

da in Contratti di lavoro, Economia, Lavoro
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    Grandi novità per i dipendenti pubblici: la riforma Madia è stata approvata con il via libera del C.d.M. ai decreti Madia bis anche per quanto riguarda il taglio delle partecipate e il licenziamento lampo per i ‘furbetti del cartellino’. Si tratta dei decreti correttivi ai testi già in vigore che il Governo ha deciso di varare dopo la sentenza della Consulta sulla riforma della Pubblica Amministrazione. Con le nuove regole della riforma voluta da Marianna Madia i contratti del Pubblico Impiego si sbloccheranno dopo decenni di salvaguardia degli statali, che potevano contare su condizioni molto vantaggiose rispetto ai dipendenti privati. Vediamo di seguito tutte le novità introdotte dalla Riforma Madia della Pubblica Amministrazione, che promette 50mila assunzioni e sblocco del turnover.

    LEGGI CONTRATTI STATALI, L’ARTICOLO 18 RIMANE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (MA NON PER I PRIVATI)

    La riforma della pubblica amministrazione (la così detta) Riforma Madia va avanti dunque. L’approvazione del Testo unico del pubblico impiego, che interessa il rinnovo dei contratti statali di milioni di dipendenti pubblici, segna un passo in avanti e una distensione nei rapporti fra Governo e sindacati. Sul tavolo, non solo l’aumento degli stipendi, ma anche il superamento del precariato e lo sblocco delle assunzioni.
    Oggi una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil chiede alla ministra Madia di proseguire al più presto il confronto sulla strada delle riforme, riforme dai sindacati finora ritenute insufficienti. Nel mirino soprattutto il ‘superamento del precariato, lo sblocco della contrattazione di secondo livello, l’inizio del riequilibrio fra legge e contratto ed una prima apertura sulle materie da devolvere alla contrattazione’. I sindacati chiedono anche di ‘avviare le trattative per la definizione dei contratti di circa tre milioni di lavoratori pubblici’.
    Vedremo in quale direzione andrà adesso la riforma della PA.

    “Abbiamo completato la presentazione dei decreti della legge 124, la riforma della Pubblica Amministrazione. Tutti i venti decreti legislativi sono processi virtuosi”, son le parole del ministro della pubblica amministrazione, Marianna Madia, che dopo l’approvazione del nuovo statuto del pubblico impiego ha twittato “Approvati ultimi decreti riforma P.a. Nuove regole per lavoro pubblico e soluzione a precariato storico”.

    L’iter legislativo della riforma è quindi da considerarsi concluso, “tutti i decreti già approvati sono efficaci e in vigore”. Con l’ultimo ‘pacchetto’, sottolinea Madia, il totale dei provvedimenti arriva a “oltre 20″ frutto di un “lavoro di tre anni”.

    I decreti correttivi attuativi della Riforma Madia sul pubblico impiego apportano quindi modifiche e integrazioni al Testo Unico del pubblico impiego per quanto riguarda la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

    Lo scopo delle nuove norme è disciplinare le forme di lavoro flessibile per contrastare il precariato, introdurre (come già accennato) la possibilità di licenziare i dipendenti scorretti e indisciplinati, il progressivo superamento del concetto di “dotazione organica”, attraverso l’analisi dei fabbisogni e la definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni, e poi ancora integrare i disabili nell’ambiente di lavoro e permettere lo svolgimento dei concorsi in forma centralizzata anche alle Regioni.

    L’introduzione del meccanismo del merito nella Pubblica Amministrazione, ossia per la valutazione delle performance dei dipendenti pubblici è volto a ottimizzare la produttività garantendo l’efficienza e la trasparenza delle PA. I lavoratori pubblici saranno quindi valutati nello loro attività lavorativa anche attraverso una sorta di sondaggi per rilevare la soddisfazione degli utenti in merito alla qualità dei servizi resi.

    Come salutato positivamente da diversi esponenti di governo, il testo della riforma Madia che riguarda i cosiddetti furbetti del cartellino introduce la possibilità di licenziare più facilmente coloro che si sono comportati disonestamente nei confronti dello Pubblica Amministrazione, dello Stato e quindi della collettività. I contratti nel Pubblico Impiego non saranno più congelati, ma, chi sbaglia pagherà con il licenziamento. Fermo restanti le garanzie per il lavoratore licenziato ingiustamente. Come spiegato nel nuovo Testo unico del pubblico impiego in caso di licenziamenti illegittimi nella P.a. le conseguenze possono essere sia il reintegro (come nel ‘vecchio’ articolo 18) che il risarcimento (che però non potrà superare le 24 mensilità).

    Per quanto riguarda le forze armate, un decreto reca modifiche alle funzioni ed ai compiti del Corpo dei vigili del fuoco, accorpato al Corpo forestale. Anche i ruoli delle forze di polizia (Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Corpo della guardia di finanza e Corpo di polizia penitenziaria) sono stati passati in revisione, introducendo disposizioni per migliorare l’efficienza delle istituzioni di sicurezza e riconoscere la professionalità ed il merito del personale. Per il riordino delle carriere delle forze di polizia, forze armate e vigili del fuoco il governo ha stanziato 1,6 mld di euro in 2 anni – 621 milioni per il 2017 e un miliardo e 27 milioni per il 2018. Inoltre sono confermate nuove assunzioni, con risorse pari a 140 milioni ogni anno.

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