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Pensione Opzione Donna: novità e a chi conviene

Pensione Opzione Donna: novità e a chi conviene

Le ultimissime news con l'ok alla proroga per una serie di lavoratrici prima escluse

da in Economia, INPS, Pensioni, Riforma pensioni
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    Pensione Opzione Donna: novità e a chi conviene

    Pensione opzione donna: novità in vista della proroga opzione donna 2018 che consente la richiesta di pensione anticipata per le donne a 57 anni, vediamo di seguito cos’è l’opzione donna, chi può accedere all’opzione donna, a chi conviene andare in pensione con l’opzione donna e tutte le altre ultimissime news sul meccanismo che consente di andare in pensione anticipata alle lavoratrici, sia dipendenti che autonome, che abbiano maturato determinati requisiti.

    L’opzione donna è un meccanismo attraverso il quale le lavoratici possono fare richiesta di pensione anticipata, in cambio di avere l’intero assegno pensionistico calcolato con il metodo contributivo. Tale possibilità era inclusa nella riforma della pensioni della ministra Elsa Fornero (2011), e ha ricevuto una proroga nella Legge di Stabilità per il 2017. Consente quindi alle donne di lasciare il lavoro e accedere alla pensione anche se non si hanno i requisiti ordinari che, ricordiamo, consistono nel versamento di almeno 20 anni di contributi e un’età anagrafica di 66 anni e 7 mesi per le dipendenti statali; 65 anni e 7 mesi le dipendenti private; 66 anni e 1 mese le lavoratrici autonome), oppure almeno 41 anni e 10 mesi di contributi versati, indipendentemente dall’età anagrafica.

    La proroga per il 2017 ha dunque esteso i termini per l’opzione donna, ma in cosa consiste questa opzione e chi può richiederla? Possono accedere all’opzione donna le lavoratrici che abbiano compiuto 57 anni e sette mesi, se dipendenti, e 58 anni e sette mesi, se autonome, entro il 31 luglio 2016 (anziché il 31 dicembre 2015); che abbiano maturato – stavolta entro il 31 dicembre 2015 – un’anzianità contributiva di almeno 35 anni; che l’anzianità contributiva sia pari o superiore a 18 anni al 31 dicembre 1995 (nel caso sia inferiore la condizione è che non abbiano optato per una pensione calcolata solo con il metodo contributivo); che non abbiano altrimenti maturato il diritto a pensione di anzianità e non siano iscritte alla gestione separata.

    Chi può sfruttare l’opzione donna per andare in pensione anticipata? Ricordiamo che, per far fronte all’aumentata aspettativa di vita calcolata dalle statistiche, e al successivo ricalcolo della finestra delle possibili lavoratrici interessate, diverse donne erano rimaste escluse dalla possibilità di andare in pensione prima. Quindi chi può accedere all’opzione donna nel 2017? Possono fare domanda tutte le lavoratrici del settore pubblico e privato che hanno compiuto 57 anni (58 se autonome) entro il 31 luglio 2016, a condizione di accettare una pensione calcolata con il metodo contributivo.

    Per semplificare ulteriormente, dal 2017 potranno chiedere l’opzione donna le lavoratrici dipendenti nate entro dicembre 1958 e le lavoratrici autonome nate entro dicembre 1957.

    Se è vero che l’opzione donna dà la possibilità alle lavoratrici di andare in pensione prima ridimensionando i requisiti richiesti per la pensione, c’è da evidenziare il fatto che questa scelta porta a un ricalcolo dell’assegno pensionistico che segue il sistema contributivo (ovvero basato sui contributi effettivamente versati e non sulla media dei redditi), quindi a un possibile taglio sul totale dell’assegno, che secondo alcune stime ufficiali, dovrebbe essere del 18% per le lavoratrici dipendenti e del 27% per le autonome. La nuova opzione donna, poi, indica che la decorrenza della pensione anticipata avverrà 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti di età e anzianità contributiva in caso di lavoratrici dipendenti, per cui le lavoratrici autonome saranno penalizzate perché per loro la decorrenza partirà 18 mesi dopo la maturazione di tutti i requisiti.

    Ricapitolando: le lavoratrici dipendenti e quelle autonome possono andare in pensione anticipata rispettivamente a 57 anni e 7 mesi e 58 anni e 7 mesi compiuti al 31 luglio 2016, e se in possesso di almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015. Questo significa che le lavoratrici dipendenti incasseranno la pensione solo dopo un anno, ovvero entro luglio 2017, ma per le lavoratrici autonome l’assegno della pensione arriverà ben 18 mesi dopo, quindi entro febbraio 2018.

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