CETA: cos’è il trattato di libero scambio fra Unione europea e Canada

I punti dell'accordo, quando entra in vigore e perché i contrari vogliono bloccarlo

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    CETA: cos’è il trattato di libero scambio fra Unione europea e Canada

    Vediamo meglio cos’è il CETA, dopo che il Parlamento europeo ha approvato il trattato che regola il libero scambio fra Unione europea e Canada. Prima di diventare effettivo però, il Comprehnsive Economic and Trade Agreement dovrà essere approvato dal Parlamento canadese che dovrà a sua volta rispedirlo a tutti i 28 parlamenti nazionali (o regionali, come il caso del Belgio), i quali dovranno a loro volta ratificarlo. Nonostante la soddisfazione espressa dalle forze politiche che hanno votato a favore del patto, si sono levati anche cori di dissenso e polemiche sul significato dell’accordo e soprattutto sulle conseguenze non solo economiche. E diverse associazioni ambientaliste hanno iniziato una campagna per chiedere di bloccare il CETA.

    (nella foto: un momento della protesta contro Ceta a Strasburgo)

    Che cos’è il CETA

    Il Comprehnsive Economic and Trade Agreement è un documento in cui sono elencate le regole di libero scambio tra l’Ue e il Canada. Tale accordo ha in sostanza l’obiettivo di eliminare i dazi con il Canada e di agevolare scambi commerciali e investimenti per beni e servizi. Dopo il sì dell’Europarlamento, l’entrata in vigore effettiva del Ceta però, nonostante i negoziati siano partiti nel 2009, ha ancora bisogno del voto del parlamento canadese, successivamente il testo potrà essere inviato ai singoli parlamenti nazionali europei, per la ratifica finale.

    Chi ha votato a favore e contro il CETA

    Il via libera all’entrata provvisoria del Comprehnsive Economic and Trade Agreement, previsto per aprile, è giunto con ampia maggioranza al Parlamento Europeo, con 408 voti a favore (Popolari, parte dei Socialisti-Democratici, Conservatori e Liberali), 254 contrari (Sinistra, Daniel Viotti e altri eurodeputati socialisti, Verdi, Enf – Lega e Le Pen, Efdd di Farage e M5S ) e 33 astenuti.

    CETA e la nuova era che non piace a tutti

    Se per il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncher “Questo accordo progressivo è una opportunità per modellare la globalizzazione insieme e influenzare l’assetto delle regole globali per il commercio”, per la commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmström “Questo voto è l’inizio di una nuova era nelle relazioni tra Ue e Canada”, “Insieme stiamo mandando un segnale forte”, ha proseguito, “costruendo ponti invece che muri, possiamo affrontare insieme le sfide che fronteggiano le nostre società”. Malmström ha quindi rimarcato che “in questi tempi incerti, con il protezionismo che cresce nel mondo, il Ceta sottolinea il nostro impegno forte per un commercio sostenibile“. Eppure sono in tanti a mettere in guardia dai possibili effetti del trattato, definiti molto pericolosi. Ad esempio, per bloccare l’applicazione del trattato, il Belgio sta valutando di chiedere alla Corte di giustizia UE di pronunciarsi sulla legittimità dell’Investment Court System (ICS), un controverso sistema di tutela degli investimenti che grazie al CETA permetterebbe alle multinazionali di portare in tribunale i singoli Stati, ma non il contrario. Se l’ICS dovesse essere dichiarato illegittimo il CETA non potrebbe essere ratificato.

    Campagna contro CETA di Legambiente e Greenpeace

    Greenpeace e altre associazioni ambientaliste, come pure Legambiente, sottolineano che questo accordo che non solo rischia di minare la democrazia, a vantaggio di poche multinazionali, ma mette in serio rischio la salute dei consumatori.

    L’obiettivo principale del CETA – spiega in una nota Greenpeace – non è solo l’eliminazione delle barriere tariffarie, ma soprattutto la rimozione di ogni ostacolo al commercio e agli investimenti dovuto a norme differenti vigenti in Canada e in Europa. Questa operazione rischia di trasformarsi in un attacco diretto verso gli standard di protezione per persone, diritti e ambiente.

    CETA e perdita dei posti di lavoro

    L’accordo che in teoria intende anche creare opportunità per l’agricoltura, e che introduce protezioni per indicazioni geografiche specifiche europee, cela però delle insidie. Secondo uno studio indipendente citato dalla Stampa, l’entrata in vigore del CETA causerebbe la perdita di circa 200mila posti di lavoro nell’Unione europea. Inoltre, secondo quanto stimato dalla stessa Commissione europea, con l’adozione di questo trattato, nel lungo periodo in Europa si registrerebbe una irrisoria crescita economica compresa tra lo 0,02 e lo 0,03 per cento. In Canada questa percentuale sarebbe invece compresa tra lo 0,18 e lo 0,36 per cento.